giovedì 9 aprile 2020 - Giorgio Zintu

Clima, lettera di un fisico alla politica (e non solo)

Potrebbe apparire singolare che in tempi di psicosi collettiva per una pandemia si pubblichi quello che appare come l’ultimo serio appello alla classe politica per cambiare rotta sulle scelte che riguardano il “Clima”, un termine tanto semplice quanto abusato che fa comprendere come il sistema di valori degli abitanti del pianeta Terra risulti sia la causa che l’effetto di cambiamenti globali non più ignorabili.

A scrivere Clima. Lettera di un fisico alla politica non è un sognatore e neanche un politico ma un solido professore di Fisica dell’Università di Torino, Angelo Tartaglia, attualmente membro dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.

E per quanto il professore non sia un politico ha ben chiaro che è alla “politica” che spetta il compito di innescare i presupposti del cambiamento ed è quindi comprensibile come il destinatario di questa lettera sia il Presidente del consiglio dei ministri, appunto il rappresentante di quella classe che può trovare le analisi e l'aiuto utile a individuare quali strategie debbano essere adottate per salvarci.

La crisi attuale è il frutto delle scelte del passato con le quali oggi tutti dobbiamo fare i conti, dalle grandi opere inutili ai frutti dell’industrializzazione senza freni, dalle pandemie ai legami fra clima e giustizia sociale.

Per Angelo Tartaglia «in una società globale e tecnologica come quella contemporanea i pilastri di un sufficiente consenso sociale sono stati a lungo, e sono tuttora, tre: egoismo, ignoranza e superstizione». L’avere cura solo del proprio minuscolo angolo di mondo, ignorare i segnali indicati da scienziati e ricercatori, e avere una fede viscerale – superstiziosa– in deus ex machina salvifici prodotti dal nulla dall’innovazione tecnologica.

 «Questo rifiuto di una dimensione razionale a tutto campo è particolarmente virulento fra coloro che qui e oggi ricavano i maggiori vantaggi da un’economia strutturalmente insostenibile (gli stessi che hanno il controllo dei maggiori canali di informazione tradizionale)». È come giocare a Monopoli: si parte tutti con le stesse risorse ma alla fine della partita chi vince ha tutto, mentre gli altri non hanno niente. Né soldi, né risorse naturali, né salute e neppure futuro.

Per non precipitare nel pozzo del pessimismo senza ritorno, il tragico Covid 19 rappresenta un'opportunità per fermarsi, riflettere e ripartire tenendo conto che la tecnologia da sola non salverà senza la volontà

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prof. Angelo Tartaglia
Iniziativa "Science and the Future 2" - Politecnico di Torino 2018 (YouTube)

Clima

Lettera di un fisico alla politica

[disponibile solo in ebook fino al rientro dell'emergenza sanitaria]

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