martedì 4 febbraio - Alberto SIGONA

Ciro il grande: un Immobile di lusso

Ciro Immobile permane su livelli realizzativi d'eccellenza. L'Imperatore persiano conquistava territori, il centravanti della Lazio si limita a espugnare le aree di rigore altrui, instillando sogni di gloria nell'intero popolo biancoceleste.

SE CI ESPLODE L'IMMOBILE

Giuseppe Mezza, Rodolfo Volk, Felice Borel II, Gunnar Nordahl, John Hansen, Valentin Angelillo, Luca Toni, Gonzalo Higuain. Cosa accomuna questi 8 attaccanti leggendari, oltre l'aver condiviso la verde arena di Serie A? Sono stati gli unici, in oltre 90 anni di campionati a girone unico, ad essere riusciti nell'ardua impresa d'infrangere nel corso di un singolo torneo di massima divisione il muro dei 30 gol. E presto potrebbero accogliere nella loro cerchia di eletti un nuovo membro dell'alta aristocrazia. Ci riferiamo naturalmente all'attaccante della Lazio Ciro Immobile, il quale, dopo 21 partite, si ritrova saldamente in vetta alla graduatoria dei tiratori scelti, con ben 25 segnature – con 6 di vantaggio sul fenomenale C. Ronaldo, che con la Juventus pare sia tornato ad indossare le vesti regali – tenendo una media realizzativa che sovente espatria dagli standard inerenti ai comuni mortali. E che prima della conclusione della stagione potrebbe issarlo oltre la muraglia, da sempre ritenuta invalicabile, dei 40 gol, quota che, per rendere l'idea, nei principali campionati d'Europa hanno toccato soltanto teste coronate del calibro di Gerd Muller, Lionel Messi e lo stesso CR7. Insomma, il bomber biancoceleste sta vivendo un periodo decisamente prodigioso, che “rischia” di fargli infrangere ogni primato e di porlo oltre ragionevole previsione, disincagliandolo da quei ceppi dell'ordinarietà che quasi sempre inibiscono a qualsivoglia attaccante la possibilità di sottrarsi dai canoni restrittivi imposti dalla consuetudine, la quale fatica enormemente ad accogliere coloro che aspirano a derogare dai consueti standard. IMMOBILE DI LUSSO

Per conseguire quello che sarebbe un traguardo inverosimile, che lo iscriverebbe nel gotha dei marcatori di A, il talento di Torre Annunziata sta adoperandosi con zelo inusuale, e la sensazione è che il miracolo possa realizzarsi, anche perché a metterlo in condizione di riuscire nell'intento vi è una Lazio che, dopo alcuni anni di assestamento, in cui sono state coibentate le fondamenta ed è stato puntellato l'architrave del “fabbricato”, sta finalmente apprestandosi a godersi i risultati di tanti sforzi. E che risultati! Dopo aver adempiuto ai vari collaudi prescritti dalla normativa antisismica vigente (quella, per intenderci, che impone di sottoporre un edificio a vari “crash test”), quello che sino allo scorso anno era un' edificazione destinata ad ospitare gente di medio livello, adesso sta “mutando” in un alloggio per l'alta società, una sorta di...Immobile di lusso, con la I rigorosamente maiuscola. Eh eh...Svolazzi metaforici a parte, la compagine di S. Inzaghi da qualche mese a questa parte non sta fallendo un colpo, e, a seguito di una sfilza di risultati utili consecutivi, sta ponendosi a ridosso della capolista, la quale, per via di una condizione che tarda a toccare lo zenit delle proprie potenzialità, si sta guardando bene dal porre un veto alle ambizioni solenni dell'aquila romana, che dopo alcuni decenni vissuti alle pendici delle alte montagne si appropinqua a spiccare il volo per sorvolare le cime più proibitive ed inesplorate. Lassù dove osano le aquile.

Foto: Wikimedia




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