giovedì 21 luglio - Pressenza - International Press Agency

Cile, Tomás Hirsch: “Dobbiamo far sì che la nuova Costituzione venga approvata da una schiacciante maggioranza”

Santiago del Cile - Redacción Chile

Quest’articolo è disponibile anche in: Spagnolo

(Foto di Enzo Blondel)

In seguito alle dichiarazioni del Presidente Gabriel Boric, in merito a ciò che accadrà se l’opzione Rifiuto della nuova Costituzione vincerà nel Plebiscito, il deputato di Azione Umanista Tomás Hirsch ha affermato: “Il Presidente ha ragione. Il popolo ha votato a maggioranza per una nuova Costituzione per il Cile ed eletto coloro che l’avrebbero redatta. Credo che vincerà l’opzione “Approvo” e dobbiamo continuare a lavorare per garantirle una vittoria schiacciante”.

Vale la pena ricordare che, sorprendendo il mondo politico, venerdì scorso il presidente Gabriel Boric ha dichiarato che se la proposta di una nuova Costituzione sarà respinta nel plebiscito del 4 settembre, si svilupperà un nuovo processo costituente.

Da La Moneda, il Presidente ha rilasciato un’intervista a “Contigo en La Mañana” di Chilevisión, in cui ha affrontato diversi temi. Uno di questi era il risultato del referendum in cui i cittadini dovranno esprimersi sul testo elaborato dalla Convenzione costituzionale.

In questo scenario, il Presidente ha parlato per la prima volta della possibilità di avviare un nuovo percorso costituzionale nel caso in cui il testo attuale non venga approvato. Questo in un momento in cui secondo diversi sondaggi sembra possibile un trionfo dell’opzione “Rifiuto”.

Il capo dello Stato ha quindi presentato una nuova “tabella di marcia” in linea con il rispetto del “mandato popolare”, alludendo al plebiscito del 25 ottobre 2020, quando “è stata approvata una nuova Costituzione, che doveva essere redatta da un organo eletto al 100% a questo scopo”.

“Il Cile ha votato chiaramente in un plebiscito: non solo vuole una nuova Costituzione, ma vuole anche che questa venga scritta da un organo appositamente eletto per questo scopo”, ha esordito il capo di Stato.

Su questa linea, ha assicurato che se vincerà il “Rifiuto”, questa richiesta non verrà soddisfatta. A quel punto bisognerà “prolungare questo processo per un altro anno e mezzo, ridiscutendo tutto da zero e avviando un nuovo processo costituente “.

Gli è stato chiesto allora come dovrebbe svolgersi tale processo. Con una nuova votazione per eleggere i membri della Convenzione? “Esattamente. Questa è la strada che il Cile ha deciso di percorrere quando il 25 ottobre 2020 ha votato in un plebiscito per una nuova Costituzione, redatta da un organo eletto al 100% a tale scopo”, ha risposto il Presidente.

Inoltre, ha affermato che “oggi c’è un accordo trasversale sul fatto che l’attuale Costituzione non rappresenti un accordo sociale in Cile”.

“Quindi la domanda è: dobbiamo fare dei cambiamenti? Invito tutti a chiedersi e a rispondersi con sincerità in quale scenario è più fattibile apportare modifiche, perché questo testo si può senza dubbio migliorare. Io non mi inchino.”

“Come dovrebbe procedere il nuovo processo costituente? Boric risponde: “Attraverso il Parlamento, nei termini decisi dal popolo cileno, anche se potrebbe svolgersi in parallelo con il progetto 4/7 – un’iniziativa che cerca di ridurre il quorum necessario per le riforme dell’attuale Costituzione” (a 4/7, ossia il 57 %, N.d.R.).

“Questo può avvenire anche attraverso il progetto 4/7. Non ha nulla a che vedere con l’essere contro o a favore di questa riforma; è un bene che ci siano progressi rispetto a ciò che non è stato riformato prima, ma il processo costituente, nel caso in cui vinca il Rifiuto, deve continuare nei termini decisi dal popolo cileno (…) Non ‘dando qualche ritocchino’ all’attuale Costituzione”.

Il nuovo percorso tracciato dall’esecutivo non è stato solo annunciato da Boric, ma anche successivamente ratificato dalla Ministra dell’Interno Izkia Siches, dalla Portavoce Camila Vallejo e dal Segretario Generale Giorgio Jackson.

In risposta all’annuncio, la capo di gabinetto ha dichiarato che il Presidente “oggi ha tracciato una tabella di marcia” e che un nuovo processo costituente “fa parte dell’interpretazione che stiamo dando come governo”.

“Abbiamo avuto un plebiscito in cui più dell’80% della popolazione ha detto di volersi muovere verso una nuova Costituzione e le interpretazioni che si stanno valutando sono quelle di indire le elezioni per le nuove convenzioni e avviare un nuovo processo”, ha detto Izkia Siches.

Da parte sua, Camila Vallejo ha assicurato che “esiste un mandato popolare – avere una nuova Costituzione e con persone democraticamente elette per questo scopo”, come adottato nel plebiscito “a maggioranza”, e in cui è stato definito anche “il meccanismo”.

L’annuncio del Presidente ha provocato reazioni da parte di diversi esponenti politici.

Il deputato Tomás Hirsch di Azione Umanista ha condiviso l’idea di un nuovo progetto costituente in caso di vittoria del rifiuto. “Il Presidente ha ragione. Il popolo ha votato a maggioranza per una nuova Costituzione per il Cile ed eletto coloro che l’avrebbero redatta. Credo che vincerà l’opzione “Approvo” e dobbiamo continuare a lavorare per garantirle una vittoria schiacciante”.

Traduzione dallo spagnolo di Anna Polo. Revisione di Thomas Schmid.




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