Che fine ha fatto l’appetito?
Guardando le aperture dei mercati di questa mattina, che in fondo è il primo vero giorno operativo dell'anno visti i volumi modesti dei giorni scorsi, viene da chiedersi: "Ma che fina ha fatto l'appetito al rischio? La voglia di equity? Il clima accomodante delle banche centrali?"
Niente di strano che ci siano delle oscillazioni, i mercati non sono mai lineari nei loro movimenti. Siamo però tranquilli che oggi non stiamo assistendo ad una inversione?
Vediamo: l'euro continua a deprezzarsi e fino a due mesi fa poteva indurre a cattivi pensieri, vista la correlazione positiva fra euro e borse, che oggi è evaporata. Il motivo di questo deprezzamento è una nuova fase di riflessione verso i debiti dei Paesi periferici: il Portogallo dovrà collocare mercoledì 12 obbligazioni a 4 e 9 anni, mentre giovedì Italia dovrà collocare un BTP 2015 e la Spagna Bonos 2016. I rendimenti del decennale portoghese sono arrivati al 7,19%, quelli dei titoli spagnoli sono al 5,54%, mentre il BTP decennale rende oggi un 4,8%. Tutto questo è figlio di un dicembre all'insegna della ripresa dei rendimenti obligazionari, in seguito al recupero delle borse e al riposizionamento dei portafogli.
Quello che seguirà a clamore crescente a questo punto sarà la richiesta di espandere le disponibilità che l'Unione Europea mette a disposizione per i salvataggi dagli attuali 750 mld€ a valori superiori.
Oggi la Germania tentenna, e lo farà ancora per un po', poi inevitabilmente accetterà - ponendo qualche condizione - la suddetta espansione, e a quel punto l'appetito al rischio tornerà vorace, restituendo quello che questa fase di consolidamento si prenderà. Considerando che il tutto è sèinto anche dal crescente aumento delle materie prime, che induce il mercato ad attendersi maggiori rischi di inflazione, possiamo dire in sintesi che qualche giorno di debolezza ci regalerà - salvo imprevisti - una buona occasione di ingresso per chi ancora non ha issato le vele.
