venerdì 10 aprile - La bottega del Barbieri

Cesena, Amadori: Coronavirus, rischi, stress, paradossi e silenzi

AMADORI. SONO ALMENO QUATTRO I NUOVI CASI DI CORONAVIRUS A SAN VITTORE DI CESENA

Ritmi di lavoro incalzanti, rischi di infortuni, lavoro notturno usurante, quattro nuovi casi di positività da Covid-19, i contagiati e le persone messe in quarantena vengono sostituite con nuovo personale allo stabilimento Avi.coop di Amadori a San Vittore di Cesena. ​

Torno ad occuparmi dell’azienda Amadori. Non mi faccio ovviamente intimidire dal fatto che qualche giorno fa ho appreso – da fonti sindacali – che l’azienda ha dato mandato ai propri avvocati di intraprendere azioni giudiziarie contro di me, in conseguenza alla diffusione e condivisione delle mie inchieste fra tanti lavoratori degli stabilimenti Avi.coop di San Vittore di Cesena e di Santa Sofia (Pollo del Campo).​

Chi fa informazione indipendente non può essere imbavagliato. Il diritto di cronaca e di informazione va salvaguardato. I cittadini hanno il diritto di essere informati. Soprattutto perché nessun giornalista, nessuna testata giornalistica si sta occupando in maniera approfondita di queste vicende.​

Sono fortemente preoccupato per quello che sta accadendo all’interno degli stabilimenti Amadori. Sto assistendo a un paradosso imbarazzante. L’intera popolazione del nostro Paese è invitata ad uscire di casa il meno possibile per evitare la diffusione del Coronavirus (non è più un’epidemia confinata ad alcune zone geografiche, ma una pandemia diffusa in tutto il pianeta) e poi negli stabilimenti produttivi di Amadori si fanno nuove assunzioni per esigenze di profitto aziendale.​

Da Amadori si utilizza questo stato di emergenza sanitaria per fare il massimo profitto; Amadori è una holding formata da un consorzio di oltre 60 cooperative agricole che utilizza strumentalmente i princìpi della mutualità per avere ricavi altissimi (1,5 miliardi di euro di ricavi annui) e ottenere dallo Stato un fisco molto leggero (le tasse pagate sono molto basse).

Di fatto Amadori è una cooperativa di cooperative agricole (quando di fatto l’attività prevalente è industriale, che è quella della produzione, trasformazione e commercializzazione della carne) che fanno capo ad un unico azionista: la holding della famiglia Amadori, con i fratelli Flavio presidente e Denis vicepresidente, figli del “mitico” Francesco Amadori.​

​NUOVI CASI DI POSITIVITA’ COVID-19.​

Dopo il primo caso di positività – ufficializzato in ritardo dall’azienda in data 24 marzo 2020 – di uno dei responsabili del reparto Imballo Polli, sono stati recentemente accertati nuovi quattro casi di contagio. Uno al reparto Wurstel, uno al Taglio Polli, e due casi al reparto Prezzatura/Spedizioni.​

Una lavoratrice del turno notturno del reparto Prezzatura ha sentito i sintomi giovedì 26 marzo (una forte stretta al petto), è andata al Pronto Soccorso, è risultata positiva al Covid-19. Circa 10 giorni prima aveva avuto la febbre, passata la febbre era tornata al lavoro. Successivamente sono state poste in quarantena le colleghe che le sono state vicine. Ma non è bastato. Poiché altre operaie hanno iniziato ad avere la comparsa di sintomi. Pertanto è stato posto in quarantena l’intero turno notturno della Prezzatura, circa una ventina di persone, compreso il capolinea. ​

RITMI DI LAVORO INCALZANTE​

In un periodo di emergenza sanitaria da corona virus, all’interno del sito produttivo di San Vittore di Cesena (ma alla Pollo del Campo di Santa Sofia di proprietà di Amadori le cose sono analoghe) si sta facendo l’esatto contrario rispetto alle mie proposte precauzionali che ho lanciato nelle ultime settimane.​

Anziché rallentare i ritmi di lavoro in produzione, al fine di ridurre i rischi di contagio e di infortunio, tali ritmi in diversi reparti sono aumentati. I supermercati, gli ipermercati, la GDO (Grande Distribuzione Organizzata) ha aumentato la domanda e Amadori non si fa scrupoli a rispondere con attività a pieno regime. Anzi, di più.​

Facciamo l’esempio eloquente del Reparto Prezzatura / Spedizioni.​

L’attività di Prezzatura consiste nell’evadere fisicamente gli ordini che l’azienda Amadori riceve dalla GDO. Vengono prezzati quei prodotti che vengono poi collocati sui bancali, per essere a loro volta caricati sui camion, pronti per partire alla volta dei diversi punti vendita.​

Ora il turno notturno della Prezzatura è sospeso per mancanza di personale (le operaie – come ho già scritto – sono state poste in quarantena per due settimane). A breve però entrerà in azienda nuova forza-lavoro, per sopperire alle assenze per quarantena. ​

Ti contagi? Finisci in quarantena? Nessun problema. Amadori ti sostituisce con nuovo personale. Perché l’obiettivo di Amadori è garantire il pieno ritmo di lavoro con nuovi assunti.​

Inizialmente il turno notturno della Prezzatura era di una sola notte la settimana (il giovedì) poi le notti sono diventate tre (con diversi straordinari del personale) e poi cinque. Tre notti non bastavano per evadere tutti gli ordini della GDO. Sono diventate cinque le notti (dalla domenica al giovedì) nella settimana del primo caso di positività da Covid-19, quello del caporeparto del Reparto Imballo Polli.​

In assenza del turno notturno alla Prezzatura, il turno del pomeriggio non chiudeva regolarmente alle ore 20, bensì alle 22, anche di sabato. Ore e ore di straordinario che hanno appesantito le diverse lavoratrici. Pertanto sono diventate cinque le notti del turno notturno per alleggerire il turno pomeridiano martoriato precedentemente da straordinari.​

La Prezzatura e le Spedizioni sono insieme. Nelle ultime due settimane si è lavorato tantissimo. Col turno notturno della Prezzatura in quarantena, il lavoro si è riversato sui turni del mattino e del pomeriggio, anch’essi tormentati da tanti straordinari. Ora l’azienda Amadori sta correndo ai ripari con nuove assunzioni. Una domanda sorge spontanea: verranno eseguite a regola d’arte le attività di formazione del personale appena assunto?​

Le operaie della Prezzatura sono a stretto contatto con gli operai delle Spedizioni. Anche qui ritmi di lavoro molto duri, aggravati da lunghi straordinari. 130 persone circa in Prezzatura, 250 persone circa alle Spedizioni.​

Prima dell’emergenza sanitaria il lunedì, il mercoledì e il venerdì erano i giorni più intensi dal punto di vista lavorativo: un lavoro a turno pieno, cioè 15 macchine funzionanti al mattino e 15 macchine al pomeriggio, circa 40 operaie per turno. In epoca Covid-19, tutti i giorni lavorativi sono diventati ad alta produzione, con turni frenetici e ritmi elevati. I turni del mattino e del pomeriggio (50 operaie per turno), più gli straordinari di una-due ore per tutti i giorni lavorativi. Per evitare tutti questi pesanti straordinari, era stato pensato di effettuare il turno notturno. Messo in campo e poi sospeso – come già detto – dalla quarantena.​

TURNI NOTTURNI USURANTI​

Ne ho già parlato. Desidero però precisare che il lavoro notturno è fonte di stress, di maggiore vulnerabilità e cioè di alterazioni dei riti biologici, di difficoltà nei rapporti familiari, di maggiore affaticamento dei lavoratori. Sono questi i problemi che possono contribuire al creare stress tra coloro che lavorano di notte. Nello stabilimento Amadori di San Vittore attualmente il turno notturno è attivo nelle seguenti aree: lavorazione wurstel, imballo pollo, elaborati crudi (disosso, sala impasti e sala hamburger) e taglio tacchini.​

INFORTUNI E MALATTIE PROFESSIONALI​

All’interno del sito produttivo di San Vittore sono presenti diversi casi di lavoratrici e lavoratori con problematicità legate a malattie professionali e idoneità parziali a svolgere attività lavorativa. Alla luce di quello che ho narrato, dovrebbe sorgere la domanda: sono rispettate scrupolosamente tutte le prescrizioni per la riduzione dei rischi da infortunio? Vi ricordo che le prescrizioni sono dettate dall’Inail, dall’Azienda USL e dal medico competente aziendale (in questo caso la MEDOC del coordinatore Bruno Ricci). In azienda esistono tanti casi di operaie e di operai che hanno malattie professionali, che hanno idoneità parziali a svolgere attività lavorativa, soprattutto per sovraccarico biomeccanico da movimenti ripetuti per gli arti superiori. Molte lavoratrici devono ruotare su varie posizioni di lavoro per ridurre lo sforzo ripetitivo per le spalle, i gomiti, i polsi. Molti lavoratori non vanno adibiti alla movimentazione manuale dei carichi superiori ai 4 kg. Ne vogliamo discutere?​

 

La foto ritrae i fratelli Flavio e Denis Amadori. Foto di Luca Ravaglia.

Cesena, 3 aprile 2020​

Davide Fabbri, blogger indipendente




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