venerdì 8 gennaio - Maddalena Celano

Celano (CS): commemorazione dell’anniversario della morte di Soleimani contro US. Il Re è nudovo articolo

Convergenza Socialista è con la popolazione irachena, contro le mistificazioni statunitensi

 

Gli iracheni, compresi i sostenitori di Hashid Shaabi (Forze di mobilitazione popolare), espongono striscioni mentre si riuniscono per celebrare il primo anniversario dell'assassinio dell'alto comandante militare iraniano, il generale Qassem Soleimani e del comandante della milizia irachena Abu Mahdi al -Muhandis in un attacco americano.

Il 3 gennaio 2020 e in un atto terroristico, il generale Qasem Soleimani, che si era recato in Iraq su invito ufficiale di funzionari locali, è stato ucciso per ordine del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un attacco con droni vicino all'aeroporto internazionale di Baghdad. Anche coloro che lo accompagnavano sono stati uccisi, tra cui Abu Mahdi al-Muhandis, vice comandante delle unità di mobilitazione popolare irachena (Al-Hashad Al-Shabi, in arabo), e altre otto persone. Trump ha pronunciato le sue consuete bugie e scuse per giustificare il suo ordine terroristico, diretto all’assassinio di una figura militare iraniana di alto rango in Iraq, e ha cercato di giustificare quell'atto terroristico e la violazione della sovranità nazionale irachena, come misura per prevenire la guerra nella regione, mentre, come ammettono le autorità statunitensi, il generale Soleimani, capo della forza Quds del Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica (CIG) iraniano, ha svolto un ruolo indispensabile nella lotta contro i terroristi nella regione.

Due giorni dopo il suo assassinio, la CNN ha commentato che “alti funzionari della sicurezza nazionale degli Stati Uniti lavorano duramente per difendere l'affermazione della Casa Bianca, secondo cui l'assassinio è stata una risposta alle minacce immediate, di questo generale persiano, agli interessi statunitensi. Ma la mancanza di prove ha fatto dubitare il Congresso e l'opinione pubblica se l'attacco fosse giustificato o meno”.
L'azione terroristica di Washington, assassinando il capo della Forza Quds e coloro che lo hanno accompagnato, ha rivelato ancora una volta che la guerra degli Stati Uniti nella regione non è antiterrorismo, ma che gli stessi USA sono la fonte del terrorismo internazionale e la principale causa di insicurezza e male nella regione. Come stratega militare, il generale Soleimani, portò alla luce la falsità delle affermazioni statunitensi di combattere il terrorismo e sfidò la politica americana in Asia occidentale, che richiede stabilità e costruzione della sicurezza nella regione. Il generale persiano ha sconfitto il gruppo terroristico ISIS (Daesh, in arabo) e, nell'ambito della cooperazione consultiva in Siria e Iraq, ha spianato la strada alla Resistenza nella zona. Le linee tracciate da Soleimani, nella geografia della Resistenza, hanno sventato il piano Usa-Israele di dividere la regione, volto a rafforzare il dominio dei terroristi takfirí e del Daesh. Mentre il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, risulta responsabile dell'ordine dell'assassinio di Soleimani. Sono state ottenute prove per confermare il ruolo di Israele in quell'atto. Le prove indicano che prima dell'assassinio, il regime sionista aveva lanciato una campagna per enfatizzare la "minaccia iraniana" nella regione, con particolare attenzione al ruolo della forza iraniana Quds in Iraq e Siria. Il ministro israeliano degli Affari militari, Naftali Bennett, ha commentato minacciosamente, augurando la fine della presenza persiana nella regione. Nello stesso tempo, tre giorni prima dell'assassinio del generale Soleimani, il primo ministro israeliano Bejamin Netanyahu ha parlato al telefono con il segretario di Stato americano Mike Pompeo, ringraziandolo per "i grandi sforzi contro l'Iran", e quest'ultimo ha anche annunciato "azioni forti contro le minacce dell'Iran". Pompeo ammise, in un discorso, che il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (CIG) dell'Iran era stato designato dagli Stati Uniti come organizzazione "terroristica" a causa delle pressioni dell'entità sionista. Secondo il Jerusalem Post, Pompeo avrebbe detto, in una riunione della commissione per le relazioni estere del Senato degli Stati Uniti, che l'inclusione della CIG nella lista delle organizzazioni "terroristiche" è stata fatta a beneficio di Tel Aviv. Ad ogni modo, non importa se gli Stati Uniti o Israele siano stati responsabili dell'assassinio di Soleimani e Abu Mahdi al-Muhandis, vice comandante delle unità di mobilitazione popolare irachena (Al-Hashad Al-Shabi, in arabo), dal momento che Washington e Tel Aviv sono le due facce della stessa medaglia. L'azione terroristica è stata inserita nell'agenda di Stati Uniti e Israele in circostanze in cui, contrariamente a quanto previsto, avrebbe fallito la strategia di massima pressione sull’Iran, indetta da Trump, attraverso le sanzioni economiche. Anche oggi, l'arroganza globale continua la sua ostilità, attraverso atti terroristici con lo scopo di eliminare gli scienziati iraniani dal campo della scienza e del progresso.
Il glorioso funerale dei comandanti Qasem Soleimani e Abu Mahdi al-Muhandis è stata una risposta schietta a Washington e ha dimostrato che il ripudio degli Stati Uniti è andato oltre i confini dell'Iran, fino al suo apice in Iraq, Afghanistan, Yemen e molte altre nazioni, e che questa rabbia non può essere placata con tweet e minacce. Il leader della rivoluzione iraniana, l'ayatollah Seyed Ali Khamenei, in un discorso del maggio 2019 e riferendosi agli elementi di forza e resistenza del popolo persiano contro i nemici, ha detto: "il nemico ha fatto tutto ciò che era in suo potere; ha dimostrato che non gli mancano malizia e malevolenza. E il loro obiettivo è quello di costringere le autorità (iraniane) a cedere, per cambiare i loro piani, in modo che siano costrette ad arrendersi; cioè, vogliono che i nostri funzionari si arrendano agli Stati Uniti e vogliono confrontarsi con il popolo con la Repubblica Islamica. Questo è l'obiettivo del nemico. È un errore di calcolo. I calcoli dell'America sono sbagliati”. 
L'esperienza ha dimostrato che la presenza degli Stati Uniti nella regione e il dispiegamento di truppe americane in Iraq e Afghanistan sono all'origine di molti dei problemi della regione. Tuttavia, la situazione della regione e le equazioni politiche e militari sono cambiate e i popoli e i governi che provengono dalla volontà delle nazioni non tollerano questa presenza. Ciò comporta un cambiamento importante e strategico nella regione e persino a livello internazionale. La risoluzione del Parlamento iracheno del 5 gennaio 2020, che annuncia la fine della presenza militare statunitense in Iraq, e il boato di condanne e il grido di ripudio dell'atto terroristico degli Stati Uniti mandano un messaggio chiaro. La situazione dominante nella regione sta cambiando più rapidamente di quanto gli Stati Uniti e i loro alleati immaginino. Il declino del potere statunitense è iniziato.




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