Caso Epstein. Deposizione di Ghislaine Maxwell, e accesso a documenti non censurati
Lunedì 9 febbraio 2026 è stata ascoltata Ghislaine Maxwell. Si è trattato di una deposizione a porte chiuse davanti alla Commissione di Vigilanza della Camera degli Stati Uniti (House Oversight Committee) nell’ambito dell’indagine sul caso Jeffrey Epstein.
Le sono state poste domande sulla rete di contatti del finanziere, sui cospiratori e co-cospiratori, rapporti con figure politiche, tra cui Donald Trump e Bill Clinton, e molto altro. Ghislaine Maxwell ha rifiutato di rispondere, invocando il diritto di rimanere in silenzio garantito dal quinto emendamento della Costituzione statunitense.
Nello stesso giorno dell’audizione, che è avvenuta in forma virtuale dal carcere del Texas dove è detenuta, i membri del Congresso hanno avuto accesso a milioni di documenti non censurati dell’archivio Epstein.
CHI É GHISLAINE MAXWELL
Lady Ghislaine, così il padre, il magnate dell’editoria britannica Robert Maxwell, chiamò il suo Yacht di lusso in onore della figlia. Cresciuta in un’immensa villa di Oxford, ha frequentato le più prestigiose scuole del Regno Unito e si è laureata alla Oxford University. Suo padre ha costruito uno smisurato impero che comprendeva la casa editrice Pergamon Press, il Mirror Groups Newspapers e la casa editrice americana Macmillan. È stato inoltre membro del Parlamento britannico per il Partito Laburista tra il 1964 e il 1970.
La vita di Ghislaine Maxwell è cambiata drasticamente nel 1991, dopo la morte improvvisa e sospetta del padre, caduto dal suo yacht. Emerse nell’immediato un enorme buco finanziario nei fondi pensione delle aziende di famiglia. Robert Maxwell aveva sottratto illegalmente circa 460 milioni di sterline dai fondi pensione dei suoi dipendenti, nel tentativo di salvare le sue società dal fallimento. Lo scandalo spinse Ghislaine a trasferirsi a New York per iniziare una nuova vita. Secondo la versione ufficiale della stessa Maxwell, incontrò Jeffrey Epstein a New York proprio in quel periodo ad una festa, tramite un’amica in comune. Secondo altre fonti invece, i due si sarebbero conosciuti molto tempo prima, già negli anni ottanta, grazie al padre di lei. Fatto sta che tra i due è nata probabilmente una relazione amorosa, che si è trasforma nel tempo in un sodalizio d’affari e complicità criminale, per oltre venticinque anni. La Maxwell ha introdotto Epstein in un circolo d’élite, tra cui figuravano Donald Trump, Bill Clinton ed il Principe Andrea.
In poco tempo il ruolo di Ghislaine Maxwell è diventato quello di assistente o braccio destro di Epstein. Gestiva praticamente tutto, anche il suo stile di vita. Supervisionava e dirigeva le diverse residenze di Epstein: Palm Beach, New York, New Messico, Londra e l’isola privata, delle isole vergini americane, Little Saint James. Aveva il potere di assumere o licenziare personale, ed è noto il manuale di ben 58 pagine redatto per i dipendenti, in cui si vietava di rivelare qualsiasi cosa vista all’interno delle residenze. Una donna che sicuramente custodisce segreti importanti.
L’IMPUTAZIONE
L’incriminazione di Ghislaine Maxwell è arrivata dopo un’operazione d’intelligence scattata dopo la morte di Epstein, avvenuta in carcere nel 2019, e grazie soprattutto alle testimonianze delle vittime di Jeffrey Epstein, che l’hanno indicata come l’artefice del sistema di reclutamento delle minorenni. La Maxwell assecondava e favoriva in ogni modo i desideri perversi di Epstein. Dopo la sua morte, Maxwell ha cercato di far perdere le sue tracce. Si è spostata di continuo utilizzando identità fittizie e cercando di non lasciare tracce bancarie. Dopo quasi un anno di ricerche, la svolta è avvenuta quando è stata rintracciata in una lussuosa proprietà isolata a Bradford, nel New Hampshire, chiamata Tuckedaway. Un rifugio perfetto per chi non voleva essere trovato: una villa immersa in oltre 60 ettari di boschi e colline. Maxwell l’aveva comprata nel dicembre 2019 usando una società fittizia denominata Granite Realty LCC. Nonostante il pagamento avvenuto in contanti, l’FBI è riuscita a rintracciarla principalmente attraverso l’uso di un cellulare che Maxwell aveva registrato con lo pseudonimo “G Max”, monitorando la stretta cerchia di contatti.
L’ARRESTI
Il suo arresto è avvenuto la mattina del 2 luglio 2020. Gli agenti hanno fatto irruzione sfondando il cancello della tenuta. Davanti alla porta d’ingresso hanno intimato alla donna di uscire. Maxwell ha tentato di nascondersi in un’altra stanza, costringendo gli agenti ad effettuare l’ingresso forzato. Ghislaine Maxwell è stata ammanettata e trasferita immediatamente in una struttura sotto sorveglianza costante. Dal momento dell’arresto nel 2020 al 2022 è stata detenuta presso il Metropolitan Detention Center (MDC) di Brooklyn, dove è stata sottoposta al regime di isolamento.
Dopo la condanna definitiva a 20 anni di reclusione per traffico di minori, è stata trasferita in Florida, all’istituto federale FCI Tallahassee, dal 2022 al 2025.
Nell’agosto del 2025, è stata spostata al Federal Prison Camp di Bryan, in Texas, una struttura carceraria femminile a minima sicurezza.
CAPI D'ACCUSA (Condanna del dicembre 2021)
Ghislaine Maxwell è stata ritenuta colpevole di cinque capi d’accusa, su sei, legati ad un sistema di reclutamento e abuso di minori attivo tra il 1994 e il 2004.
- Cospirazione per indurre un minore a viaggiare per compiere atti sessuali illegali (Colpevole).
- Induzione di un minore a viaggiare per compiere atti sessuali illegali (Assolta).
- Cospirazione per trasportare un minore con l’intento di attività sessuale criminale (Colpevole).
- Trasporto di un minore con l’intento di attività sessuale criminale (Colpevole).
- Cospirazione per traffico sessuale di minori (Colpevole).
- Traffico sessuale di minori (Colpevole).
Il capo d’accusa per il quale è stata assolta (vedi punto 2), si riferisce alla vittima identificata con lo pseudonimo “Jane”. La Giuria ha espresso un verdetto articolato , suddiviso in tre capi d’accusa, distinguendo tra “cospirazione“, “induzione al viaggio” e “trasporto materiale“, assolvendola solo sul punto dell’induzione al viaggio, per mancanza di prove schiaccianti.
