mercoledì 15 maggio - mario rossi

Calcio e giovani: Italia ed uno strano testa-coda

Il campionato italiano volge al termine, è tempo di bilanci, di progetti e di uno sguardo che deve andare avanti con un occhio e la mente a quanto successo nel corso di quest’annata.

Molto si deve ancora dire in Serie A, eccezion fatta per la corsa al titolo, da tempo assegnata alla Juventus. Resta combattutissima la lotta per gli ultimi due posti in Champions: un mucchio che vede coinvolte Inter, defilata e terza con relativa tranquillità, ma soprattutto la straordinaria Atalanta di Gasperini, una rediviva Roma di Ranieri fino al Milan di Gattuso. Più attardato il Torino di Mazzarri, il cui accesso alla Champions dipenderà dalla possibile sventura delle squadre che lo precedono in classifica.

Il calcio italiano ha portato ulteriori novità in questa stagione per quanto concerne l’utilizzo dei giovani nelle proprie rose, con delle statistiche piuttosto contrastanti in ambito europeo. Uno studio esclusivo elaborato da Bwin ha evidenziato due primati agli antipodi per il nostro calcio sia per quanto concerne l’età media delle rosa più vecchia, che di quella più giovane. A vincere per otto anni di fila lo Scudetto è infatti la Juventus, che assieme al Chievo Verona appena retrocesso dopo 11 anni di fila nel massimo campionato, presentano le rose dall’età media più elevata dell’intero torneo. Dimostrazione di quanto ciò non sia sinonimo di successo, o di sconfitta, ma piuttosto serva creare il giusto mix fra giovani e più esperti.

Agli antipodi vediamo invece come le squadre più giovani per media anagrafica in Italia, restando sempre alla A, siano altre due squadre dal rendimento piuttosto differente: Fiorentina e Milan. Due rose che anche a livello continentale si piazzano fra le più giovani, ma questo non è bastato per disputare stagioni esaltanti. La Fiorentina a tre giornate dalla fine è addirittura non ancora salva matematicamente, con l’unico acuto della semifinale di Coppa Italia, perduta contro l’Atalanta. Anche un cambio di tecnico per i toscani, col ritorno di Montella, magari di buon auspicio vista la capacità dell’ex Milan di lanciare talenti.

E proprio i rossoneri guidano la speciale graduatoria: capaci come nessun altro di portare in prima squadra promesse della Primavera negli ultimi anni. Da Donnarumma a Calabria, fino ad arrivare a Locatelli ora al Sassuolo e Cutrone. Una linea verde che non ha pagato, almeno fino a quest’anno: non resta che la speranza di centrare miracolosamente un ultimo posto in Champions nelle giornate conclusive, per dar ragione ad una campagna acquisti che anche a gennaio ha puntato sui giovani, con gli arrivi di Paquetà e Piatek.

In ambito europeo l’esempio quanto mai attuale di squadra capace di puntare sui giovani, rappresentando un modello non solo bello ma anche vincente, è ovviamente dato dall’Ajax, che ha sfiorato l’accesso alla finale di Champions League, dopo aver raccolto gli scalpi eccellenti di Real Madrid e Juventus.

Quando si suol dire, belli ma che sanno anche ballare: un lampo di luce e di freschezza nel solito ed eterno dualismo ultra-trentenne Messi-Ronaldo.

 




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