mercoledì 8 gennaio - Alberto SIGONA

C. Ronaldo è tornato esplo...divo

Dopo qualche settimana di oscurità, in cui sembrava avesse le polveri bagnate, C. Ronaldo è tornato a far fuoco. L'Atalanta, frattanto, esita a smarcarsi dai recenti standard eccezionali, seguitando a sognare in grande...

Erodoto un giorno proferì: “La fretta genera l'errore in ogni cosa”. Qual è il nesso con l'articolo che vi appropinquate a leggere? Lo capirete...strada facendo, anzi...strada leggendo.

IN GINOCCHIO DA RE

Dopo la sostituzione “subita”, non senza acuto risentimento, contro il Milan - per quella che lì per lì ai più somigliò, più che ad una bocciatura inerente al singolo match, un autentico smacco rivolto alla persona, una sorta di lesa maestà ad uno dei Re del calcio di tutti i tempi - Cristiano Ronaldo, a sentir molti, sembrava avesse iniziato l'imbocco del fatidico viale del tramonto. In effetti quel cambio, avvenuto nel cuore di una partita d'assoluto valore (e non solo intrinseco) - al di là di interpretazioni più o meno approssimative - aveva, ammettiamolo, tutta l'aria di essere soltanto il vertice lugubre di una regressione acrimoniosa relativa ad un periodo, quello di CR7, decisamente esiziale, che certamente si schiantava di netto contro il sentiero luminoso effigiato lungo il dipanarsi dell'intera carriera da uno dei mostri sacri d'ogni era, poco avvezzo a quelle traiettorie oscure che sovente eseguono i giocatori “normali”. Sebbene il curriculum vitae del bomber portoghese suggerisse molta cautela nell'intestargli un requiem che non rischiasse di sfociare nella blasfemia, erano stati in molti, a margine di quella sostituzione, a prefigurargli l'imminente trapasso professionale. Evidentemente, come si dice in questi casi, certi opinionisti da strapazzo non s'erano presi la briga di fare i conti in presenza dell'oste. Difatti dopo quella sorta di attentato al proprio onore - che aveva rischiato di mettere in ginocchio le sue brame di...regale ”onnipotenza” - Ronaldo, quasi fosse stato morso da una tarantola, è improvvisamente riemerso dal mini-letargo di cui pareva esser vittima.

UN BOMBER “ESPLODIVO”

Sicchè, nel volgere di pochissimo tempo, l'ex attaccante del Real Madrid ha ripreso quella vigoria esagerata che da qualche partita non voleva saperne di sorreggerlo più come ai bei tempi, tornando il centravanti letale che tutti avevamo imparato a conoscere da oltre un decennio a questa parte. La tripletta – la prima in Serie A – con la quale ieri pomeriggio ha incenerito il malcapitato Cagliari, non ha soltanto polverizzato l'avversario, ma ha nel contempo nebulizzato ogni residuo dubbio sulla sua condizione atletica, ridicolizzando a suon di gol (va a segno da 5 match consecutivi) tutti coloro che avventatamente si erano premurati nel recitare il de profundis dell'attaccante juventino, attribuendo alle poche performance negative dei simbolismi che in realtà mal si conformavano con la caratura di un giocatore come Ronaldo. Un giocatore che a dispetto dell'inesorabile avanzare dell'età sa essere ancora esplosivo, anzi, visto il personaggio potremmo parlare di giocatore esplo...divo. Un giocatore che precipitevolissimevolmente era stato dato per “morto”, salvo poi assistere impotenti alla sua spettacolare resurrezione.

DEA EX MACHINA

Ed a proposito di deflagrazioni, che dire dell'Atalanta di G. Gasperini? Da qualche anno a questa parte la Dea neroblù sta inscenando una sorta di commedia dell'assurdo in molteplici atti. In passato non si era mai verificata una trasfigurazione così marcata e diretta verso la magnificenza di una provinciale, men che meno se questa era solita barcamenarsi fra le sabbie mobili della graduatoria, facendo la spola fra Serie A e cadetteria. Nell'ultimo lustro la compagine bergamasca ha difatti subito una metamorfosi del tutto anormale, derogante da ogni logica. La qualificazione in Champions conseguita nello scorso campionato pareva il summus gradus che era possibile agguantare. E l'inizio di questa stagione sembrava convalidare siffatta tesi. Negli ultimi mesi dell'anno solare 2019, invero, la Dea aveva palesato un rendimento altalenante dalla propensione a scendere, lasciando presupporre un prossimo rientro alla base della modestia, attestandosi su quel livello (decisamente più consono ad una ex proletaria del calcio italiano) che sino ad un lustro fa tipizzava il team lombardo. E le prime sconcertanti uscite europee (3 k.o. roboanti rimediati nei primi 3 incontri) non avevano fatto altro che rafforzare le previsioni ostili di chi le aveva, forse sbrigativamente, spianato il sentiero dell'oblio, preconizzando la fine di una favola che aveva entusiasmato il Mondo pallonaro. Ma anche in questo caso la fretta (di emettere verdetti) s'era rivelata una cattiva consigliera (Erodoto non si sbagliava...).

Evidentemente quest'inizio di stagione era stato solamente la conseguenza, fra l'altro prevedibile, di quelle scosse d'assestamento che in genere interessano le squadre poco assuefatte a certe altitudini, per una sorta di crisi d'acclimatazione da cui è quasi impossibile sfuggire, specie se sino a pochi anni prima si dimorava a pochi metri sul livello del mare. Sicchè, dopo un periodo con alti e bassi l'Atalanta ha dapprima ripreso ad esprimere quel gioco avvolgente ed avvincente che sin lì le aveva permesso di scardinare le porte della tradizione e della ragione, quindi, proponendosi in uno slancio di generosità, si è guadagnata l'accesso agli Ottavi di Ch. League, centrando un traguardo storico ed inverosimile; infine in Serie A ha ridato continuità all'eccellente rendimento principiato nelle scorse stagioni, riproponendosi in prima linea fra le outsiders di lungo corso, rimettendosi ad arare il terreno della fantasia più fervida.

Alberto SIGONA

Foto: Wikipediahttps://it.m.wikipedia.org/wiki/File:Cristiano_Ronaldo_-_Ballon_d%27Or.jpg

 

 




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