venerdì 1 aprile 2011 - Fabio Barbera

Boris - Il film finalmente nei cinema: satira su TV e grande schermo

Dal primo aprile e dopo tre serie su Sky, con cui il team capitanato da René Ferretti (Francesco Pannofino) ha preso in giro il mondo della fiction, adesso Boris sbarca al Cinema. Un film irriverente e dissacrante, che ha tutte le premesse per fare un terremoto di ironia sulle caste dello show business.

Un successo enorme e inaspettato per una serie che, nonostante sia andata in onda solo sulla pay tv (prima Fox poi FX), è riuscita a fare proselitismo, tanto da meritarsi un avanzamento di carriera. Una scommessa che contraddice una frase memorabile del regista René Ferretti: la tv è come la mafia, se ne esce solo da morti. 

La data di uscita scelta non è casuale, sembra quasi un pesce d’aprile e comunque (nel gioco di parole) un po’ lo è, visto che il protagonista silenzioso e portafortuna è il pesce rosso Boris, l’animaletto da compagnia che il regista porta sul set durante quelle sue esilaranti giornate lavorative dietro un monitor a gridare “buona!” anche se la scena buona non è.

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Adesso si aspettava un movimento enorme di fan, curiosi, simpatizzanti e sostenitori che hanno un punto di riferimento anche su Facebook, nella pagina ufficiale (una pagina che conta già quasi 43.000 iscritti, dato in costante evoluzione) dove i borissiani si incontrano per leggere anticipazioni e retroscena, partecipare a concorsi per accaparrarsi i gadget, discutere in videoconferenza col cast e gli autori, rimanere aggiornati. 

La forza di Boris è l’ironia e l'autoironia, una raffica di parodistiche esagerazioni sulle nevrosi di un ambiente fatto di addetti ai lavori vanesi, raccomandati eccellenti, attori cani, personaggi che cercano comunque di sopravvivere a delle logiche deliranti. Ce lo ricordano i tre autori (quelli veri) che hanno ideato e scritto le vicissitudini che coinvolgono il regista René Ferretti e il suo team. Mattia Torre, Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo alla conferenza di presentazione del film anticipano: “Boris il Film vuole denunciare la grande commedia (vedi il cinepanettone). In questo paese l’eccellenza è improponibile, come se fare bene le cose quasi lanciasse agli altri un messaggio equivoco […] anche noi siamo un po’ vittime della ‘grande commedia’ che incombe. Speriamo che Boris – Il film sia una bella commedia. Ad ogni modo ci sono due tipi di riso: quello fine a sé stesso e quello che fa riflettere […] Ciò che distingue Boris dai cinepanettoni, comunque, è il modo in cui tratteggia i suoi personaggi. Anche loro rispecchiano lo squallore del nostro paese, ma noi evitiamo quel sorriso untuoso e stereotipato nel presentarli, perché non li perdoniamo. Seguiamo le orme delle nostre eccellenti commedie, dove è sempre presente un senso di tragedia”.

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E allora facciamo il punto della situazione, per offrire ai lettori di AgoraVox un trailer di ciò che si consumerà sul grande schermo: la scalcinata troupe de "Gli Occhi del Cuore" è alle prese con una nuova fiction intitolata "Il giovane Ratzinger”. Il regista sente che ha superato i limiti di sopportazione verso la sempre crescente “monnezza” che gli viene commissionata dalla rete, così abbandona la fiction per darsi al Cinema e tentare di alzare il livello con un film impegnato intitolato “La Casta”: un film «alla Garrone» ispirato proprio al libro di Rizzo & Stella. Intento nobile che però lo porterà a scoprire che anche il mondo del Cinema non è poi così diverso da quello della tv.

Il trailer

Back Stage dal Corriere della Sera




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