mercoledì 12 agosto - Kocis

Bonus ai parlamentari | L’indegna gazzarra

Il dato è, a mio parere, che in questi ultimi tre giorni è stata sollevata una indegna gazzarra (ripresa ampiamente e continuamente da tutti gli strumenti informativi ), sol perché 5 deputati con partita Iva - un parte infinitesimale dei componenti del Parlamento – ha approfittato di una normativa di legge nominalmente fatta senza differenziazioni e precisazioni.

Buona per tutti. Infatti, in milioni, anche quelli con redditi ben lauti, si sono precipitati a fare domanda per il “sostegno”.

La vicenda cassa integrazione, concessa alle aziende, presa da tutte le realtà produttive, anche da quelle che non avevano senza specifiche necessità produttive ed economiche – , è scomparsa dall’attenzione pubblica.

Tanto paga “Pappagone”, cioè la cassa comune riempita dagli oboli dei cittadini che, civilmente e democraticamente, pagano le tasse.

Contemporaneamente alla vicenda dei deputati, senza ritegno informativo, è stata lanciata al ludibrio del pubblico disprezzo, la richiesta fatta per il “bonus / partita Iva, da duemila ( dicono) amministratori pubblici: sindaci, consiglieri comunali……….senza distinzione alcuna sugli oboli mensili che questi Soggetti ricevono per lo svolgimento della loro funzione democratica. A partire dai piccoli Comuni.

A mi parere “ gatta ci cova”.

In un Paese negli ultimi anni già devastato, da parte dei nuovi fascisti mascherati, sui presunti costi della “politica”, cioè della gestione della democrazia, amplificare in siffatta vergognosa maniera una vicenda complessivamente secondaria ( per numeri dei coinvolti e quantità delle risorse), mettendo sotto attacco tutta la struttura parlamentare, assume un aspetto di grave pericolosità per la tenuta democratica dell'Italia. SE c’è illecito, quindi reato, con c’è presunta privacy che tenga.

Tra l’altro, questa generico ululato viene lanciato a poche settimane dallo svolgimento del Referendum sul furioso taglio del numero dei parlamentari. Una bella pezza di appoggio!

Occhio vivo” e mano alla scheda elettorale, per votare un sonoro NO.

Foto di klimkin da Pixabay 




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