martedì 22 novembre - Yvan Rettore

Bondage: facciamo chiarezza

Cominciamo col dire che il bondage, specie quello di tradizione giapponese, chiamato shibari, non è solo legare, ma farlo anche in modo originale e creativo.
Il soggetto legato e isolato sensorialmente entra in un dialogo nuovo, più profondo e coinvolgente sia col proprio corpo che con la propria mente, vivendo ogni volta sensazioni ed emozioni nuove ed intense.
Ovviamente non è per tutti.
E soprattutto bisogna saperlo fare perché chi viene legato non è un giocattolo, né un oggetto.
E bisogna anche saperlo vivere lasciandosi andare completamente e vivendo quindi quest'esperienza in un'attitudine di accoglienza arricchente sia per sé stessi che per il Master coinvolto.
In Italia, ovviamente il bondage è poco popolare e praticato.
Rimane molto dilettantesco e in certi casi si raggiungono eccessi estranei a tale pratica che possono ledere l'incolumità del soggetto coinvolto.
Col risultato che poi la stampa bigotta nostrana ci sguazza sopra senza manco sapere una beata mazza di cos'è davvero il bondage.
Anni fa, scrissi un romanzo sull'argomento, intitolato "Amore Perverso", attraverso il quale cercai di far capire che quando il bondage è portato all'eccesso o diventa ossessivo in un rapporto di coppia, lo può far degenerare a volte anche pericolosamente.
E' una pratica quindi che va dosata e che non rientra necessariamente né esclusivamente in un rapporto di tipo sessuale in quanto ha una dimensione che va ben oltre quest'ultimo.
 
Yvan Rettore



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