martedì 21 marzo - Elena Ferro

Benvenuta primavera!

La primavera è una stagione che amo molto perché mi ricorda che sono parte di una natura che si risveglia, fa sbocciare i fiori, cantare gli uccelli e rimettere in moto ciò che si era fermato. 
L'equinozio stimola il cambiamento. Io ne ho approfittato per focalizzare da dove avevo voglia di ripartire e rimettere in fila le cose davvero importanti. Tornando alle mie radici

Domenica scorsa ho fatto un tuffo nel passato. Era da tempo che non tornavo nei luoghi della mia infanzia, su quelle montagne delle Valli di Lanzo che tanto mi sono care.

E' stato come fare rifornimento di energia in un periodo in cui i miei livelli sono piuttosto bassi, attingendo a ciò che avevo lasciato per troppo tempo da parte: la mia storia, chi sono e da dove vengo.

Tornando lassù è stato quasi automatico prendermi del tempo per me.

Ho sistemato sul balcone un vecchio tavolino di legno e ho cominciato ad appoggiarci sopra il PC, i miei appunti, i miei libri, quelli che mi porto appresso per ogni evenienza e ho scritto, guardando la valle che si apriva davanti a me. Scrivere così è davvero qualcosa di meraviglioso, impagabile. Dovrei farlo ogni giorno.

Poi ho chiuso gli occhi, ho abbandonato la mia mente al rumore delle foglie spostate dal vento e ho assaporato il calore del sole sulla mia pelle, troppo ingrigita dall'inverno. Ho respirato a pieni polmoni l'aria pulita che sapeva ancora di neve, osservato i pendii su cui sono cresciuta e che conosco talmente bene da poter chiudere gli occhi e riuscire a ripercorrerli nella mia mente tutti, punta dopo punta.

Scorci di pietre grigio/azzurre lambite dalle acque gelide del torrente che rumoreggia laggiù e ancora si sente, perché quassù, in questo periodo il silenzio la fa ancora da padrone. E' il momento più bello dell'anno, quello che indica il sopraggiungere della primavera, che vede spuntare le primule vezzose al di sopra dei fili d'erba, allungati da poco.

Non ricordavo più l'ultima volta in cui ho sentito dentro di me la pace, quella sensazione di calma interiore paragonabile alle acque di un lago quando non c'è vento. Ferme, lisce, specchiate. Ne avevo bisogno.

É così che ho salutato l'arrivo della primavera. La stagione che amo perché mi ricorda che anche io sono parte di quella natura che si risveglia e che fa sbocciare i fiori, cantare gli uccelli e rimettere in moto ciò che si era fermato.

Non so se sia stato merito dell'imminente equinozio di primavera ma ho focalizzato le cose che avevo bisogno di fare da un po' di tempo e ho pensato di condividerle con voi in questo post. Forse abbiamo tutti dentro il cuore una straordinaria voglia di ripartire, di rimettere in fila un po' di cose.

Allora, vi va di farlo insieme? Io parto da qui.

Fare pulizia

Qualche volta mi accorgo che sto conservando qualcosa di cui non ho realmente bisogno. Un oggetto che appartiene a un momento che non è più e che non ho il coraggio di lasciare andare, un'abitudine, di quelle che sai benissimo che ti fanno male ma che non riesci a perdere, un'idea che ti ha ossessionato troppo a lungo.

Ebbene, per me è giunto il momento di fare pulizia, di lasciarle andare, di sostituire questi oggetti, abitudini, idee con qualcosa che sia più utile alla donna che sono io in questo momento.

Vale anche per le persone intorno a me. Qualcuno si è allontanato dalla mia vita ormai da tempo mentre ero convinta che fosse ancora nei dintorni, e qualcun altro è ancora in giro ma va allontanato, subito. Le giornate sono troppo brevi perché qualcuno ci risucchi l'energia che dobbiamo mettere a disposizione dei nostri veri obiettivi.

Abbandonare ciò che non è più per lasciare entrare nella nostra vita ciò che in questo momento ci serve. Se non facciamo spazio, non potrà succedere

Riorganizzare le priorità della mia vita

Sono una persona decisamente organizzata, d'altra parte se così non fosse impazzirei, con tutte le cose che mi sono messa in testa di fare! Nel corso del tempo però le priorità cambiano perché cambia la mia vita e cambio io, ma non sempre sono stata capace di adeguare questi cambiamenti nella mia quotidianità.

Più spesso mi sono trascinata impegni, cose da fare, abitudini organizzative del passato, che l'altro giorno, fermandomi un attimo a pensare, mi sono accorta che non funzionavano più.

Così ho deciso di riorganizzare le priorità della mia vita, abbandonandone alcune in favore di altre che ho trascurato, a volte anche ignorato.

Una di queste è il mio benessere inteso in senso lato. Non intendo più trascurarlo, per me è la priorità delle priorità. Ci ho messo moltissimo tempo a capirlo, forse per effetto di una certa morale cattolica con cui sono cresciuta e del fatto che mi sono sempre sobbarcata responsabilità fin da piccina troppo grandi e che peraltro non mi appartenevano.

Così ho deciso che ho bisogno di almeno una mezz'ora al giorno per meditare, fare yoga, stare in silenzio al buio (una cosa che mi piace tanto), insomma per stare con me stessa. Mi riprenderò lo spazio che avevo lasciato via via occupare dalle mille cose più importanti e che alla fine rischiavano solo di soffocarmi.

A volte bisogna togliere qualcosa e lasciare uno spazio vuoto. La mente ringrazierà

Facciamola ogni tanto una pazzia

Non so voi, ma a me l'energia dell'equinozio ha fatto venire voglia di galoppare a briglie sciolte e mi ha riconnesso con la parte "matta" di me, quella che abita in ciascuno di noi e che troppo spesso castriamo.

Quella parte che a dire la verità è stata capace di suggerirmi le idee più brillanti, perché ragiona senza il freno della razionalità ed è libera, come un cavallo selvaggio.

Se dunque sentirete qualcuno cantare a squarcia gola mentre zompettando senza stampella si riappropria della sua autonomia, oppure dire ciò che davvero pensiamo a qualcuno che merita, in ogni senso, la nostra vera opinione, buttarsi in quel progetto che tutti vi dicono che non funzionerà ma che voi, in fondo al vostro cuore, sapete che avrà successo, prima o poi,.

Insomma, non chiedetevi se sia tempo anche per voi di mollare gli ormeggi ed essere libere e liberi completamente, semplicemente fatelo. Fatelo senza pensarci su un attimo.

Lasciatevi andare e siate creative e creativi. Nel giorno dell'equinozio di primavera tutto è concesso perché il tempo è propizio: il tempo della rinascita, dello sbocciare dei fiori, della ripartenza, della novazione. Il tempo di cambiare pelle e indossare un sorriso largo che superi (almeno) le ventiquattr'ore.


Ecco il frutto della mia giornata per i monti della mia giovinezza (per la cronaca, Chiaves, frazione di Monastero di Lanzo). Chissà a voi oggi che cosa ispira questo equinozio di primavera?

Io intanto vi auguro una giornata brillante e piena di voi e di noi, care Volpi!

Non lasciate che il sole tramonti senza aver liberato una parte di voi stessi da troppo tempo sopita. E se vi va, raccontate qual'è poco più sotto :)




Lasciare un commento