giovedì 11 giugno - Phastidio

BTP Futura: arriva l’anti MES

Oggi il MEF ha annunciato il lancio del cosiddetto BTP Futura, “il primo titolo di stato interamente dedicato al retail”. Si tratta della effettiva concretizzazione di quanto ipotizzato (o minacciato) da una parte della politica settimane addietro, e di conseguenza rappresenta la risposta alla mobilitazione “patriottica” del risparmio italiano. In questo post cerco di spiegare ai non addetti ai lavori come è costruito il titolo.

Obiettivo palese di questo BTP è quello di permettere al governo di fare a meno del MES “sanitario”. Sia per la missione, che per la struttura, che è finalizzata a ridurre l’esborso per la cedola. Sotto il primo aspetto, rappresenta una

emissione […] interamente dedicata a finanziare le spese previste dagli ultimi provvedimenti varati dal Governo per affrontare l’emergenza da Covid-19 e sostenere la ripresa del Paese.

Si tratta di un titolo a 8-10 anni di tipo step-up, cioè che prevede cedole fisse ma crescenti nel tempo. Non vi sembri un ossimoro: le cedole non sono variabili perché quest’ultime lo sono in virtù di indicizzazione ad un parametro di mercato che, ovviamente, non è conosciuto se non momenti futuri. Qui, invece, le cedole aumentano in modo predeterminato e quindi conoscibile a priori, all’atto dell’emissione.

Dove risparmia, qui, il Tesoro? Semplice: prendendo la curva dei tassi forward (che esprime dove dovrebbero trovarsi i rendimenti in un dato momento futuro), si fissa il rialzo della cedola in modo che sia ad essa inferiore. Ad esempio: il tasso forward a 3 anni della curva del BTP esprime (numero di fantasia) un rendimento di 2%? Noi fissiamo il rialzo della cedola a 1,5%, e ci copriamo con uno swap su tassi d’interesse. E questa è la prima fonte di risparmio per il Tesoro.

Intuitivamente, il risparmiatore retail è invogliato (o dovrebbe esserlo) a tenere il titolo, perché la cedola cresce al passare del tempo. Questo è quindi un tentativo di fidelizzazione con incentivo. Ma c’è anche un altro incentivo a detenere a termine il titolo:

Coerente con l’obiettivo di supporto all’economia nazionale, anche il premio fedeltà rifletterà la crescita economica nazionale. Il premio – corrisposto soltanto a chi acquisterà il titolo nei giorni di emissione e lo deterrà fino a scadenza – avrà infatti un valore minimo garantito pari all’1% del capitale investito, ma potrà aumentare fino ad un massimo del 3% dell’ammontare sottoscritto, sulla base della media del tasso di crescita annuo del PIL nominale dell’Italia registrato dall’ISTAT nel periodo di vita del titolo.

Questo è l’aspetto più innovativo (in senso ovviamente relativo). Sia chiaro: non si inventa nulla. Da tempo immemore esistono emissioni obbligazionarie strutturate, cioè contenenti opzionalità. Questo BTP è costruito in modo da essere comprensibile anche ai non specialisti, con le sue cedole in progressivo rialzo ed un premio fedeltà “suggestivo” della missione che l’Italia si è data: crescere.

Parliamo di quest’ultimo, appunto. Poiché la presenza di opzionalità riduce il costo per l’emittente, sarebbe forse stato preferibile spingere maggiormente sulla crescita del Pil nominale, ad esempio cumulando la rivalutazione dello stesso, e non usando la media con tetto massimo del 3%. Oppure si sarebbe potuto eliminare il tetto. Ciò avrebbe abbattuto ulteriormente la cedola, a tutto beneficio del Tesoro, che poi si sarebbe coperto con derivati sul premio a termine.

Ma si può intuire il motivo di tale scelta: la cedola non deve essere prossima allo zero, per avere appeal per il risparmiatore. Quindi, che dire di questo titolo? Che al Tesoro hanno lavorato in modo molto lineare, con un prodotto che ha l’ambizione di attrarre i risparmiatori e contenere gli oneri per le casse pubbliche. Per quanto mi riguarda, merita la sufficienza piena. Non si tratta di “ingegneria finanziaria per disperati”, nel senso che i disperati non sono quelli che lo hanno progettato. Né si tratta di opera di rocket scientist della finanza.

Ovviamente, il futuro del Paese è tutt’altro discorso, ma questa piccola scommessa sulla crescita è coerente coi messaggi patriottici, spesso pelosi, sentiti sin qui. Attendiamo la risposta dei risparmiatori.

Ma il nome assegnato all’emissione richiama Lucio Dalla e forse, a livello nemmeno troppo subliminale, l’intento della politica.

Chissà chissà domani
Su che cosa metteremo le mani
[…]
E se è un BTP si chiamerà Futura

Foto: Nicholas Gemini/Wikipedia




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