venerdì 18 marzo - La bottega del Barbieri

Assange: la Suprema Corte nega l’appello

Ancora una volta ci sono brutte notizie sul caso Assange. Un tweet di Wikileaks ha avvertito tutto il mondo che la Suprema Corte inglese ha negato l’appello chiesto da Julian Assange. Ciò significa, in altre parole, che il caso ritorna direttamente nelle mani del segretario di stato britannico Priti Patel.

Altro per ora non si sa, se non il documento ufficiale in cui viene chiarita, in estremo “legalese”, il perché della decisione. Qui di seguito la traduzione delle parti più importanti:

Il 22 gennaio 2022, la Suprema corte inglese certifica che una istanza legale di estrema importanza era stata sollevata da mr. Julian Assange […] Un panel di tre giudici della Suprema Corte ha preso in considerazione il problema e questo pomeriggio (il 14 marzo 2022) ha rifiutato (ad Assange n.d.r) il permesso di appellarsi sulla base di tali assunti: “la richiesta non è basata su alcuna valida questione legale”. Siamo spiacenti che l’opportunità (di permettere ad Assange di appellarsi n.d.r) non sia stata presa in considerazione date tali circostanze problematiche, nelle quali (invece n.d.r) lo stato richiedente può dare garanzie dopo la conclusione di una completa audizione. Nel caso di Assange, la Corte aveva rilevato l’esistenza di un rischio reale di non accesso ai trattamenti (medici n.d.r) nel caso di una sua estradizione. […] Il caso […] viene ora rimesso presso la corte di Westminster, la cui funzione sarà successivamente limitata a rimettere la decisione nelle mani del segretario di stato Priti Patel. È del segretario di stato dunque la decisione se accettare o rifiutare l’estradizione (di Assange n.d.r) negli Stati Uniti sulla base di determinati assunti legali. La difesa ha la possibilità di fare richieste (legali n.d.r) al segretario di stato nelle prossime quattro settimane prima che la stessa emetta la sua decisione finale.


 

Attualmente Julian Assange, giornalista noto per essere stato il fondatore, l’anima e il portavoce di Wikileaks, è rinchiuso dal 19 aprile 2019 presso il carcere di Belmarsh, nel Regno Unito, da dove rischia di essere estradato negli Stati Uniti.

Per avere diffuso documenti secretati relativi alle guerre in Iran e Afghanistan, per aver diffuso pubblicamente le prove di crimini compiuti dagli Stati Uniti durante le suddette guerre, per aver “rovinato” l’immagine dello stato imperialista per eccellenza, Julian Assange rischia la detenzione a vita. O meglio, giusto per essere estremamente precisi, a 175 anni.

Mi dispiace, non ho altri commenti da fare. Al momento sto giusto pianificando di emigrare verso un altro sistema solare…


https://assangedefense.org/press-release/uk-supreme-court-refuses-to-hear-assange-appeal/
https://dontextraditeassange.com/press-release/uk-supreme-court-refuses-permission-to-appeal-in-assange-extradition/

https://www.amnesty.org/en/latest/news/2022/03/uk-refusal-by-supreme-court-to-grant-assange-right-to-appeal-is-a-blow-for-justice/




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