mercoledì 24 giugno - Pressenza - International Press Agency

Artisti in piazza: ci siamo anche noi

Non ci sono soltanto le star e le loro vite più o meno dorate. Dietro alle tournée che in estati “normali” riempiono le piazze e gli stadi lavorano infatti migliaia e migliaia di persone: facchini, autisti, manager, organizzatori, addetti stampa, tecnici del suono e dell’audio e delle luci.

di Carlo Muscatello Articolo 21

 Tutta gente che di colpo, per i noti motivi, si è trovata senza lavoro, senza reddito, spesso senza nemmeno ammortizzatori sociali. Si calcola che nel settore lavorino in tempi normali oltre 400mila persone, ma è difficile fare un calcolo preciso, perché spesso l’indotto non è facilmente tracciabile (e il nero è piuttosto diffuso…).

L’altro giorno una rappresentanza di questo mondo era in piazza Duomo a Milano. Sabato 27 si replica a Roma, per una grande manifestazione nazionale.

Al flash mob milanese c’erano in prima fila Diodato, Levante, Manuel Agnelli, Lodo Guenzi dello Stato Sociale, Cosmo, Ghemon, Saturnino, Dente, tanti altri, tutti vestiti di nero.

“Il mondo della musica – ha detto il vincitore dell’ultimo Sanremo – non è stato invitato dal governo agli Stati Generali, non ha potuto dunque partecipare al confronto sulla ripresa post Covid. Per il nostro mondo è una vera beffa”.

La richiesta: un sostegno concreto a un settore che stenta a rimettersi in moto. Qualcosa comincia a muoversi in tutta Italia, ma le difficoltà sono tante. Cancellati o rinviati all’estate prossima i grandi concerti negli stadi o comunque all’aperto, gli eventi medi e piccoli che cominciano a essere annunciati – al di la delle tante iniziative gratuite in streaming – sono più che altro nobili tentativi di riaffacciarsi alla scena, di dire ci siamo ancora, di aspettare tempi migliori. Anche perché fra capienze ridotte, distanziamenti,sanificazioni e quant’altro questi tempi grami richiedono, il rischio è di andare economicamente in rosso. Altro che garantire un reddito alle lavoratrici e ai lavoratori dello spettacolo. Sul tavolo c’è un pacchetto di emendamenti che il settore ha richiesto di inserire nel decreto Rilancio. Ma la politica sembra non sentirci.

“Spero che questa iniziativa faccia… rumore – ha detto ancora Diodato, ricordando il titolo del brano con cui ha trionfato al Sanremo 2020 – e soprattutto che faccia arrivare al mondo della politica la nostra voce, la voce dei tanti artisti e lavoratori dello spettacolo italiano”.

Potrebbe essere l’occasione per ripensare a livello legislativo tutto il mondo dello spettacolo, al di là dell’emergenza sanitaria ormai diventata sociale ed economica.

Basti pensare che su un libro l’Iva è giustamente al 4 per cento. Ma su un disco, anch’esso oggetto di cultura, rimane inspiegabilmente al 22. Quindi il libro su Springsteen gode di tassazione agevolata. Il disco no. Ma è solo uno degli esempi possibili.

(Foto di Articolo 21)




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