Arriva l’etilometro modaiolo, un’idea originale nata dai ragazzi per i ragazzi!
Quasi nove milioni di persone in Italia abusano di alcolici e si sta propagando tra i giovani il Binge Drinking (il bere compulsivo, superando le 6 unità alcoliche in una sola sera). I dati provengono dal workshop dell’Università La Sapienza di Roma intitolato “I giovani e le sfide del futuro”, dove è stato presentato anche un progetto innovativo sul tema della sicurezza stradale intitolato: “Drink or Drive”.
Iniziative legate alla sensibilizzazione, alla sicurezza, alla responsabilità realizzate dai giovani per i giovani: è quanto si è proposto l’associazione Generazione Contatti “giovani e adulti comunicano” (www.generazioni.org) in tema di giovani e alcolici. A parlarcene è Matteo Lucherini presidente dell’associazione sopra citata, intervenuto al convegno presso la Città Universitaria della Sapienza di Roma. In esclusiva per i lettori di AgoraVox pubblichiamo parte del suo intervento.
Salve signor Lucherini, ci racconti una delle ultime iniziative che avete realizzato
Sabato scorso nella discoteca Viper theatre alla periferia fiorentina abbiamo svolto l’evento clou della campagna di comunicazione "Drink or Drive" (nella foto) nata un anno e mezzo fa dall’incontro fra genitori e ragazzi delle scuole superiori. Abbiamo chiamato la serata, che ha visto intervenire non soltanto gli abituali frequentatori della discoteca ma anche genitori e molti altri curiosi attratti dalla nostra campagna pubblicitaria sui giornali, “Brindisi analcolico di Halloween". Abbiamo brindato analcolico e consegnato 10.000 etiltester monouso ai rappresentanti dei gestori dei locali notturni con la promessa che li regalino ai loro clienti, in gran parte giovani. Nelle prossime settimane faremo un riscontro di tutto ciò con i ragazzi che andranno a controllare che si distribuiscano gli etilometri dopo ogni consumazione.
Un etilometro come base di partenza per la sensibilizzazione dei più giovani al bere responsabile.
Li abbiamo scelti fra i tanti prodotti sul mercato, sono dei tamponi salivari che hanno il grosso pregio di essere di ingombro minimo e facilissimi da usare: si pone il bastoncino di carta sulla lingua e si attende qualche minuto: se il tampone si colora non si può guidare, se rimane bianco si può guidare… si evidenzia subito, senza manovre complicate di palloncini da gonfiare e tubicini da avvitare, il grado alcolemico nel sangue. Gli studenti ne hanno studiato il packaging e li abbiamo personalizzati per renderli “fashion” o, come stati definiti dai loro realizzatori, forse un po’ alla fiorentina “modaioli”. Modaioli nel senso che dovranno diventare oggetti di utilizzo quotidiano, da trovare dappertutto e non soltanto in farmacia o al supermarket: è il progetto “Un etilometro nelle tasche di tutti”.
Un progetto che coinvolge i giovani, quindi, sin dalla realizzazione!
L’etilometro modaiolo nasce così: nelle aule dei licei fiorentini, visitati da un gruppo di genitori alla ricerca di un dialogo sul tema “alcool e guida sicura”. Tutto è avvenuto in maniera particolarmente avvincente, una sorta di sliding doors che ha fatto del progetto iniziale, chiamato DRINK OR DRIVE, una ricerca della strada giusta per sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni al grave problema sociale dell’alcool nei giovani.
Come nasce la vostra associazione?
Il progetto “Generazioni – Contatti” nasce dall’esigenza di un gruppo di genitori stufi di vedere che, nella maggior parte dei casi, dopo un incidente stradale dove sono coinvolti i nostri figli, si alza un polverone di proclami, intenti e di buoni propositi da parte di tutti e poi cala immancabilmente il silenzio sul problema. Gli unici, spesso, a tentare disperatamente di fare qualcosa sono i genitori che hanno perso il loro figlio, ma spesso le associazioni che vengono create con la disperazione e l’impotenza di quei momenti sono entità che tendono a commemorare la persona o usano canali di comunicazione aggressivi contro la società o le istituzioni. Manca la lucidità ed è ovvio che subentra il rancore e la rabbia contro tutto e tutti.
Troppo spesso nel nostro Paese, dopo gli incidenti in strada, si da la colpa all’albero non segnalato, alla rotonda stradale non a norma, alla mancanza di controlli nella serata incriminata oppure alla fatalità del caso che ha voluto che le auto sfrecciassero a 200 all’ora sul viale di circonvallazione urbana.
La nascita dell’associazione (che ha come sottotitolo “Perché il deserto avanza") non è delle migliori: noi genitori andammo nelle aule di istituti superiori, quelli frequentati dai nostri figli, armati di buone intenzioni ma proponendo, in fin dei conti, una lezione su come, secondo noi, dovevano loro comportarsi. Anche se accompagnati da medici, poliziotti e altri volenterosi adulti facemmo il cosiddetto buco nell’acqua, impartendo un’altra delle tante lezioni da genitore che già vengono impartite regolarmente fra le mura domestiche.
I ragazzi ovviamente non interagirono affatto, molti lasciarono l’aula anzitempo per fumare e parecchi rimasero a sedere con gli auricolari dell’IPOD inseriti. Tornammo allora in aula invertendo ogni nostro intento: “Siamo qua per ascoltarvi – affermammo – vi possiamo supportare economicamente, diteci voi cosa si può fare per affrontare il problema dell’alcool sulle strade: vi aiuteremo a realizzare i vostri progetti fin dove possibile!”. Qui nasce l’energia del progetto: La creazione di una campagna pubblicitaria che ha scatenato i ragazzi senza limiti. L’argomento delle morti sulle strade è infatti la cosa che li sconvolge di più in assoluto,perché gli sbatte in faccia la prima amara realtà della vita: la morte! Quella, poi, di un loro coetaneo è la realtà più terrificante che possano affrontare a quell’età... gli cambia davvero l’esistenza. E’ come guardarsi in uno specchio!
Abbiamo realizzato spot per la tv (che potete vedere sul sito www.generazioni.org) e dopo vari incontri in aula e nelle assemblee studentesche e dibattiti, gli studenti hanno individuato un progetto ambizioso che non poteva essere altrimenti vista la loro voglia di fare qualcosa di tangibile, di pratico! Gli etilometri monouso sono diventati il progetto PILOTA DRINK OR DRIVE
“Cambiabitudine (tutto attaccato) stappa un etilometro”, lo slogan creato ad arte.
L’idea dell’etilometro semplice, pratico e poco costoso è assolutamente geniale!
Se vogliamo che tutti li possano usare davvero allora devono diventare gratuiti e diffusi dappertutto… Soltanto se il costo sarà di 30-60 centesimi i gestori dei locali potranno ricaricarlo fra i costi d’impresa….impensabile che questo avvenga con i prezzi di oggi dell’etilteter che arriva fino a 3 euro l’uno!
Così voi ne avete consegnati 10.000 (pagati dall’associazione in quasi totale autofinanziamento) durante l’iniziativa del 30 ottobre alla discoteca Viper.
Sì, ma questo non basta, bisogna alzare l’asticella e continuare a fare baccano mediatico. A metà dicembre, dunque, continueremo a fare baccano: Torneremo in piazza per un brindisi analcolico come fatto anche quest’estate ma con un percorso per le vie dello shopping natalizio, con una band molto conosciuta di musicisti di strada ed un famoso comico toscano, per consegnare alla gente gli etiltester monouso modaioli. L’idea è quella di trasmettere lo scettro di tutto questo ad altri istituti di altre città toscane e via via cosi facendo realizzare una sorta di catena che faccia vedere a tutti cosa sono questi oggetti misteriosi. Finora la nostra voglia di comunicare insieme ha prodotto risultati impensabili.
I più coinvolti sono gli studenti?
Sì, gli studenti del DRINK OR DRIVE vogliono portare avanti nel 2011 in affiancamento al tema degli etiltester, anche quello del SAPER BERE. Noi italiani fin da piccoli ci è stato insegnato a riconoscere il vinello buono del nonno, lo spumante di qualità a natale o la bottiglia di pregio aperta alla cena con gli amici. Vorremmo dunque insinuare il concetto di “Bere troppo = non essere alla moda”. Insinuare che “cercare la sbronza, la ciucca, lo sballo,” non è un comportamento “figo”. Agire sugli opinion leader dei giovani ma non soltanto dei giovani per fare passare il concetto come si è quasi riuscito con le sigarette negli ultimi 20 anni. Non avendo però a disposizione armi alla pari delle multinazionali dell’alcool, L’idea è quella di sviluppare un progetto web dove raccogliere tutte le esperienze dei giovani in altre parti d’Italia. Questo attraverso il lavoro del gruppo giornalistico del Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci che sta creando un blog sul nostro sito e, prossimamente, una web-tv dove parlare ai giovani, magari anche attraverso forme di espressioni alternative come le canzoni dei rapper (fenomeno in forte espansione grazie ai molti dialetti italiani).


