lunedì 3 maggio - Aldo Funicelli

Anteprima inchieste di Report: il complotto contro Berlusconi e i videogame

Questa sera si parla di audio e filmati, come quello del giudice Franco sulla sentenza della cassazione su Berlusconi e, successivamente, quello a cui si è arrivati seguendo il filo della corruzione in Vaticano e che porta ad un altro ex presidente del Consiglio.

La puntata non è ancora andata in onda e già sono partite le polemiche, “siete ossessionati da Renzi”, “perché non parlate di Conte e di Davigo..”: anche questo è frutto del “sistema” dentro la Rai, secondo cui è bene quando si fa giornalismo non si deve scomodare la politica (e il potente di turno) e dove si deve attaccare la parte avversa quando è in disgrazia.

Report si era occupata mesi fa del caso Eni, del finto complotto per screditare Zingales, delle trame dell'avvocato Amara, di sentenze pilotate.

Come anche Report aveva incalzato l'ex commissario Arcuri sui suoi acquisti (e lo stesso aveva fatto Presadiretta, l'altra trasmissione di inchiesta): solo persone che non hanno mai seguito Report o che sono in malafede possono pensare che le inchieste siano fatte per screditare o meno una parte politica.

Il complotto contro (?) Berlusconi

Ce l'aveva sempre fatta Berlusconi, una volta per prescrizione, una volta per una legge ad personam che cancellava il reato. Fino al 1 agosto 2013 quando la corte di Cassazione presieduta dal giudice Esposito convalidò la sentenza di condanna per frode fiscale, Mediaset ha evaso tasse per 7 milioni di euro.

Sette anni dopo la condanna spunta un audio su cui è registrata la voce di uno dei giudici di quella corte che definisce una “porcheria” quella sentenza. Oggi quel giudice è morto e nessuno potrà chiedergli conto di quella frase, ma ci sono delle domande a cui possiamo dare una risposta: chi lo ha registrato e perché?

Luca Chianca ha intervistato il presidente della collegio che condannò Berlusconi:

“dopo quella sentenza ricevetti molte lettere minatorie, telefonate di ingiurie, di minacce ..”

Ed era solo l'inizio: i giornali dell'ex presidente dedicarono oltre quaranta articoli contro il giudice Esposito in una campagna stampa andata avanti per giorni.

Dopo la sentenza spuntano dei testimoni, dei partecipanti ad alcune cene precedenti la sentenza, in cui il giudice Esposito dava dei giudizi tranchant su Berlusconi e addirittura annunciava che gli avrebbe fatto un mazzo così” - racconta il diretto de Il giornale, Alessandro Sallusti.

Cene avvenute nella località scelta dal giudice per trascorrere le sue vacanze, all'Hotel Svizzera a Ischia, di proprietà del senatore di Forza Italia De Siano.

Nel marzo 2014, il responsabile del ristorante, il bagnino e il cameriere dell'albergo del senatore De Siano vengono convocati nello studio dell'avvocato di Berlusconi Bruno La Rosa che li registra mentre dicono quello che avrebbero ascoltato dal giudice Esposito, ospite dell'albergo

“chi è il vostro proprietario? .. ah, sta con quella chiavica di Berlusconi .. se mi capita gli farò un mazzo così”.

Domenico Porcera, bagnino della struttura e accusatore del giudice vive oggi in un villa dove compare il nome del coordinatore di Forza Italia in Campania, Domenico De Siano.

L'altro testimone è il cameriere Giovanni Fiorentino: anche lui riporta nel video alcune espressioni pronunciate da Esposito sull'ex presidente: Luca Chianca è andato ad ascoltarlo oggi, senza successo poiché il cameriere ha declinato l'intervista, “se no va a finire male”.

Così il giornalista è andato ad incontrare di persona il senatore De Siano, dopo una serie di contatti telefonici finiti in niente: non li ha forzati a raccontare quelle cose, quelle cose il giudice le ha dette, i suoi dipendenti (che oggi vivono nella sua villa) le hanno ascoltate. E' stata, secondo il senatore, una decisione spontanea dei dipendenti.

Le cene in vacanza non hanno portato bene ad Esposito: nel 2011 a Scalea, in un bar un suo amico gli presenta il suo socio d'affari, Massimo Castiello. Si parla di pasta con le patate e dell'arrivo di Franco Nero a Scalea: il giudice era appassionato dei suoi film e così, due anni prima della sentenza, cenano tutti assieme a Villa Sandra, davanti il golfo di Policastro.

In quella cena Esposito avrebbe confidato di “punire” Berlusconi: lo racconta sempre a Il giornale Massimo Castiello, padrone di casa e ammiratore di Berlusconi.

Esce un articolo, “se becco Berlusconi gli faccio un mazzo” dove Castiello riporta le parole pronunciate da Esposito durante la cena: parole mai dette dal giudice. Chi ha ragione, Castiello o Esposito?

L'imprenditore ha scelto di non rispondere alle domande di Report perché sotto processo: “io rispondo solo al mio giudice naturale”.

Esposito dovette rispondere di fronte al CSM anche della sua intervista a Il Mattino, fatta da Antonio Manzo ad un'ora di distanza dalla sentenza : “cominciai a parlare della sentenza di condanna” ricorda il giornalista che era anche amico del giudice, che non voleva parlare del processo.

Il 5 agosto Manzo richiama Esposito per fare una vera intervista e decidono di concordare un testo che deve essere approvato da entrambi: nel testo era presente questa frase “il presidente spiega la sentenza” e si aggiunge anche che “Berlusconi è stato condannato perché sapeva ..”.

Che è una stupidaggine, commenta oggi Esposito, perché un imputato non viene condannato perché sa, ma perché ritenuto responsabile dei fatti imputati.

L'intervista de Il Mattino e quel titolo “Berlusconi condannato perché sapeva” viene ripresa da tutti i TG e al CSM, su richiesta dei membri laici del PDL viene aperta un'istruttoria contro il giudice per aver anticipato le motivazioni della sentenza.

“Ma vi pare che dire 'Berlusconi sapeva' significa anticipare 208 pagine di motivazione in cui si descrive tutto il sistema delle frodi carosello: noi condanniamo perché Berlusconi era l'autore, il creatore, colui che porta avanti il sistema.”

Nella commissione disciplinare che deve giudicare Esposito si trova l'ex magistrato Luca Palamara, appena eletto al CSM: “stavamo giudicando la storia recente d'Italia” fu il suo commento, perché “se avessero condannato il presidente Esposito avrebbe sicuramente influito uno dei componenti del collegio che quella decisione aveva emesso”.

Ma il CSM dove discutere “solo” dell'opportunità o meno di fare quella intervista, non della sentenza di condanna: alla fine il CSM assolse Esposito per l'intervista che rimane dunque legittima, anche perché avvenuta dopo una sentenza di condanna definitiva.

Ma per Il giornale, quell'intervista sarà tema di prima pagina, dove Esposito è definito come bugiardo: ma cosa si sono detti l'ex giudice e il giornalista de Il Mattino?

 

“Il principio del non poteva non sapere è giuridicamente sostenibile?”

“Ma no, assolutamente no, non poteva non sapere che significa, chista è una stupidaggine, si ma non m'fa non m'purtà 'ncopp a stu terreno.. noi non andremo a dire chill 'non poteva non sapere, potremo dire, diremo nella motivazione eventualmente tu venivi portato a conoscenza di quello che succedeva.”

 

Non è la stessa cosa, sono sottigliezze: Il Mattino e il suo giornalista mettono in bocca al giudice Esposito cose non dette: il titolo del giornale è una sintesi giornalistica, c'è poi l'inserimento di una domanda mai fatta, che secondo i giornalisti rende più chiara l'intervista, perché altrimenti sembrava troppo generica.

Anche su questa intervista c'è stato un processo contro il giornalista Manzo, finita con la sua assoluzione in primo grado.

Ma in questo articolo c'erano le anticipazioni della sentenza, tali da dividere l'Italia in due mondi, pro o contro Esposito? “Onestamente no” la risposta di oggi di Manzo.

E poi c'è questo video, in cui parlano Berlusconi e l'ex giudice Amedeo Franco:

“presidente io che devo dire, io per me se trovo un modo anche per sgravarmi la coscienza perché mi porto questo peso, ci continuo a pensare ..”

Franco era relatore del collegio presieduto da Esposito: dopo la sentenza, Franco si incontra in modo riservato con Berlusconi almeno tre volte senza sapere di essere registrato.

E qui entra in scena l'ex magistrato dalle mille relazioni, oggi in Italia Viva, Cosimo Ferri: alle cene erano in tre, Ferri Berlusconi e Franco, quindi uno dei tre ha registrato: “io non ne sapevo niente” ha risposto l'ex magistrato Ferri a Luca Chianca. E dunque rimane Berlusconi unico registra dell'operazione?

Ai margini di questo nastro, raccontava ieri sera Sigfrido Ranucci, si sente Berlusconi che confessa di aver tentato di “avvicinare” il procuratore generale della Cassazione.

Si parlerà poi di un altro audio, relativo all'incontro avvenuto in un autogrill tra Matteo Renzi e Marco Mancini, agente dei servizi, nei giorni in cui il leader di Italia Viva chiedeva a Conte la delega ai servizi: questo incontro è avvenuto successivamente alla visita di Renzi a Verdini, in carcere ed è stata filmata da una testimone che era presente e che ha scritto alla redazione (dopo la puntata dello scorso 12 aprile).

La persona con cui Renzi si è incontrata e l'ex agente del Sismi Marco Mancini di cui Report aveva parlato nel servizio di aprile sulla corruzione in Vaticano.

Oggi Mancini è un dirigente del DIS, il dipartimento dei servizi che coordina e controlla le attività di AISI e AISE: l'ex presidente Renzi ha correttamente accettato di rispondere alle domande di Danilo Procacciati sul perché di questo incontro, “inusuale”: si doveva incontrare a Roma con Mancini e per un disguido l'incontro è avvenuto all'autogrill.

La scheda del servizio: IL COMPLOTTO di Luca Chianca con la collaborazione di Alessia Marzi

 

Silvio Berlusconi viene condannato il 1 agosto 2013 per frode fiscale nel processo Mediaset. La sentenza parla di 7,3 mln di euro evasi. Secondo i giudici Berlusconi è l'ideatore e sviluppatore del sistema che consentiva la disponibilità di denaro occulto direttamente o attraverso persone di sua fiducia. Presidente del collegio arbitrale è il giudice Antonio Esposito che dopo la lettura del dispositivo di condanna dell'ex presidente del Consiglio diventa il bersaglio di una campagna di stampa che si è protratta fino ai giorni nostri. Quando esce la sentenza spuntano diversi testimoni che sostengono che il giudice Esposito avrebbe dato dei giudizi tranchant su Berlusconi.

Report si è messo sulle tracce dei testimoni, scoprendo che poi alcuni smentiscono, altri vengono indagati e una donna è condannata per falsa testimonianza. La vicenda torna d'attualità la scorsa estate perché viene diffusa la notizia che la sentenza sarebbe stata un'esecuzione politica per mano giudiziaria. A raccontarlo a Berlusconi è Amedeo Franco, morto due anni fa: è il relatore del collegio che qualche mese dopo la sentenza va a Palazzo Grazioli dal Cavaliere. Il giudice però durante quegli incontri riservati viene registrato a sua insaputa. Report è entrato in possesso dell'audio originale di quelle conversazioni, alcune inedite, che ribaltano il racconto fatto finora da alcuni organi di stampa e ha ricostruito quanto accaduto in Cassazione anche grazie alle interviste esclusive a tre giudici che facevano parte di quel collegio.

Il business dei videogame

Giuliano Marrucci racconterà di come l'industria dei videogiochi punti ai ragazzini, creando una dipendenza per spingerli a comprare nuove features per essere al passo con gli altri giocatori online.

La scheda del servizio: GAME OVER di Giuliano Marrucci con la collaborazione di Eleonora Zocca

 

Con le restrizioni contro i contagi da Covid-19 l’industria dei videogame si è affermata come il settore dell'intrattenimento con il maggiore giro d’affari. Un modello di business innovativo, dove all’acquisto del titolo in uscita si è sostituito un incentivo continuo a effettuare piccole spese mentre si gioca, ricorrendo in alcuni casi a meccanismi tipici del gioco d’azzardo. Solo che in questo caso i giocatori sono spesso ragazzini e sulle paghette che riversano in queste piattaforme i big del settore hanno trovato il modo di pagare poco o niente.

 

Le anticipazioni dei servizi che andranno in onda questa sera le trovate sulla pagina FB o sull'account Twitter della trasmissione.




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