lunedì 16 gennaio - Aldo Funicelli

Anteprima inchieste di Report – Wikipedia, l’inchiesta sulla Juventus e i medici a gettone

La trasparenza e l’attendibilità di Wikipedia, l’enciclopedia pubblica più famosa al mondo. Poi un servizio sull’inchiesta sulla Juventus e sui suoi bilanci. Infine un servizio dedicato alla salute, sulla carenza dei medici di base e negli ospedali.

Alla fine della scorsa puntata Ranucci aveva anticipato anche un servizio sugli chef stellati, ma non è chiaro se andrà in onda stasera o prossimamente: il loro è un mercato di nicchia, gli stellato sono solo lo 0,2% dei ristoratori e hanno un fatturato che non raggiunge solo lo 0,4% del totale. Ristoranti insostenibili dal punto di vista economico, perché il vero business è altro, la notorietà e poi le apparizioni in TV.

Sempre tra le anteprime dei servizi che si possono trovare sui canali social di Report si parla di un servizio, poi non presente nella newsletter della trasmissione: riguarda l’installazione di antenne telefoniche sopra i campanili delle chiese italiane (come a Pontedera, arcidiocesi di Pisa), per cui l’ente ecclesiastico incassa affitti di locazione. Ma questo è in contrasto con la finalità di culto che consente alla curia di non pagare le tasse allo Stato. Per chiarire, a Pontedera la diocesi paga allo Stato (circa 300 euro al mese spiega l’economo), ma fanno lo stesso le altre diocesi?

L’enciclopedia più famosa al mondo

Una volta c’era la Treccani e le altre enciclopedie che avevamo in caso e consultavamo alla bisogna: oggi c’è Wikipedia, comoda, accessibile ovunque anche tramite il cellulare. Trovi di tutto dentro questa enciclopedia online che si basa sul contributo di migliaia di volontari e che dietro ha una fondazione no-profit che si appoggia alle donazioni. Si parla di 350 ml di dollari con cui si garantisce il servizio meritevole ma anche gli stipendi dei manager: sorprende, in negativo, scoprire come questa fondazione tramite una società off-shore si appresti a vendere i contenuti alle 4 compagnie Big Tech. Report è la prima trasmissione di giornalismo ad aver fatto una due diligence su Wikipedia e indagherà anche sull’attendibilità delle fonti e come sia facile costruire una pagina contenente informazioni false.

Mentre il 24 febbraio scorso le truppe di Mosca attraversano il confine ucraino dando via ad una guerra devastante e prolungata, parallelamente su Wikipedia scoppiano battaglie mediatiche tra fazioni filorusse e filoucraine: la voce Reggimento Azov per esempio subisce tra il 24 febbraio e il 24 marzo ben 98 modifiche mentre in precedenza non ha mai superato più di 5 variazioni al mese. Uno degli utenti più attivi su questa voce è l’utente Mhorg: non è facile risalire a chi stia dietro questo nome, perché non dovrebbe essere individuabile e non si vuole che lo sia – spiega Fabio Brambilla, amministratore di Wikipedia Italia. Non ci sono mezzi per arrivare a risalire alla persona fisica.

Nel servizio si parlerà anche della storia della pagina di SalvatoreAranzulla: da Instagram

 

Salvatore Aranzulla è un blogger italiano, noto come divulgatore per la risoluzione di problemi per la tecnologia dell’informazione del grande pubblico italiano.
E’ probabilmente conosciuto da ogni utente italiano di internet, ma la pagina Wikipedia italiana che lo descrive è stata cancellata. Perché?
“La procedura è stata avviata da un utente che si è poi scoperto essere un blogger con un sito internet molto simile al mio”, racconta Aranzulla. Ma chi controlla la correttezza delle procedure?

 

I costi per la gestione del sito sono stimati in circa 15 ml annui, con i suoi 350 ml di dollari da parte in pancia alla fondazione Wikimedia Foundation sarebbe in grado di garantire la sopravvivenza della sua enciclopedia per i prossimi 23 anni senza bisogno di altre donazioni.
Report ha posto la domanda a Peter Forsyth membro della Wikipedia community: “La Wikimedia foundation è di fatto la sola organizzazione al mondo che può chiedere denaro a ognuno degli utenti che consultano il sito in tutto il mondo. Questa sua posizione privilegiata le rende molto semplice raccogliere soldi e il denaro è come una droga: quando fare soldi è facile, è davvero difficile smettere di farne sempre di più.”

Quando un’organizzazione guadagna così facilmente tanto denaro può permettersi di pagare anche a peso d’oro il suo staff: ne parla Zachary Mc Dowell docente della Chicago University “per una struttura come Wikipedia che si basa sul lavoro volontario e non retribuito della sua community, sono davvero tanti soldi”.

La scheda del servizio: LA COMMUNITY di Emanuele Bellano

Collaborazione Chiara D’Ambros, Greta Orsi

 

Wikipedia è un'enciclopedia libera fondata da Jimmy Wales e gestita dalla Wikimedia Foundation con sede a San Francisco. La filosofia di Wikipedia è basata sulla libera contribuzione da parte di utenti volontari che ampliano, modificano e aggiornano le migliaia di voci dell'enciclopedia. La Wikimedia Foundation ricava denaro principalmente dalle donazioni che ogni anno milioni di lettori in tutto il mondo versano dopo aver letto i banner che compaiono sulle pagine di Wikipedia e che chiedono di contribuire alla sopravvivenza dell'enciclopedia. Ma le tecniche di raccolta fondi sono considerate da alcuni membri storici della Community aggressive e ingannevoli. A fronte del lavoro volontario di centinaia di migliaia di utenti, il board della Wikimedia Foundation paga ai suoi membri lauti stipendi, decine di milioni di dollari vengono distribuiti a progetti, persone e associazioni in tutto il mondo senza procedure chiare o documentazione pubblica. Non è un caso che nel 2020 la Wikimedia Foundation, che per 20 anni ha svolto solo attività no-profit, abbia creato un ramo profit, la Wikimedia LLC domiciliata nel paradiso fiscale e societario del Delaware: una società di capitali che vende i dati creati gratuitamente dai membri della Community a grandi compagnie come Google. E poi c'è il problema dell'attendibilità delle notizie presenti su Wikipedia: quanto è facile distorcerle, chi è in grado di farlo, quanto costa modificare a proprio piacimento una voce o crearne una da zero?

 

L’inchiesta sui bilanci della Juventus

Dal Fatto Quotidiano di domenica 15 gennaio 2023: 2023, Le inchieste sul potere

 

Quest’anno, a Torino, potrebbe iniziare il processo sulla gestione finanziaria della Juventus. I pm contestano al club plusvalenze fittizie sul valore dei giocatori per 155 milioni di euro e la riduzione degli stipendi durante la pandemia, che in realtà sarebbe stata solo un artificio contabile per abbellire bilanci in rosso: i soldi a cui avevano dichiarato di rinunciare i giocatori sarebbero rientrati sotto altra forma. In questo modo fra il 2018 e il 2020 la società avrebbe mascherato 200 milioni di perdite, nascoste agli azionisti.

 

I bilanci della Juventus, lo scambio di giocatori, il contratto di Cristiano Ronaldo: sono questi alcuni punti dell’inchiesta che coinvolge la squadra torinese e di cui si occuperà il servizio di Daniele Autieri.
Il calciomercato della Juventus è stato un calciomercato di giocatori veri o di figurine contabili?

 

 

Nel gioco delle plusvalenze i giocatori sono pedine con cui far tornare i conti, secondo gli inquirenti la prova di questo è in un manoscritto su carta intestata intitolato “mercato” e trovato nell’ufficio di Cesare Gabasio, il responsabile delle questioni legali della Juventus. Nell’appunto vengono scritti i valori economici degli scambi da realizzare anche quando il giocatore è ancora da individuare, inserendo al posto dei nomi la lettera X. E che fosse il calcio delle figurine contabili e non dei giocatori veri lo sapeva anche chi poi avrebbe fatto i conti sul campo, l’allenatore Allegri, come emerge da una intercettazione.

“Il mercato di oggi è quello vero, dove uno va e compra quello che gli serve. Cioè tu devi capire che il mercato dell’anno scorso era solo plusvalenze quindi era un mercato del ca..”.
Il giornalista ha chiesto all’allenatore di questa intercettazione, del mercato falsato dalle plusvalenze, se teme dei contraccolpi dalla giustizia sportiva e non giudiziaria, da quello che potrà uscire da qui al 20 gennaio (giorno in cui il tribunale federale potrebbe riaprire l’inchiesta sportiva sulla Juventus): “La società si è già espressa con un comunicato il 30 novembre, quindi non ho altro da aggiungere.”

L’inchiesta della procura torinese ha rinviato a giudizio 12 manager della squadra, tra cui l’ex presidente Andrea Agnelli: l’inchiesta mette in discussione un decennio di gestione e per il direttore finanziario Stefano Bertola le lancette della storia tornano indietro ai tempi di calciopoli quando il trio Bettega, Moggi e Giraudo dettava la sua legge negli stadi di mezza Italia.
In una intercettazione del luglio 2021 Bertola parla con Cherubini, direttore sportivo della squadra: “la situazione è davvero complicata, io in 15 anni faccio un solo paragone, calciopoli! Io solo quella l’ho vista più complicata, ed era fuori controllo perché minchia c’era tutto il mondo che ti sparava merda. Questa ce la siamo creata noi.”
Il filo rosso che collega l’ultimo scandalo juventino con Calciopoli viene tirato il 27 dicembre scorso quando Luciano Moggi, radiato a vita dalla Federcalcio, si presenta all’assemblea della società e regala ad Andrea Agnelli una chiavetta che contiene le verità secondo l’ex DS sulla tempesta giudiziaria del 2006. La stessa chiavetta è stata consegnata anche a Report in un hotel a Mergellina che per anni è stato il riparo preferito da Maradona.
E’ veramente come Calciopoli – solo che stavolta l’abbiamo fatta noi, come dice Bertola?
Risponde Moggi: “Bertola se stava zitto guadagnava un tanto, perché lui era l’amministratore, lui era quello che doveva correggere, quello che riuscivano, che non dovevano fare praticamente quelli che agivano sul calcio. Paratici e compagni, li doveva correggere in maniera tale da non andare fuori dal seminato.”

La scheda del servizio: Il BIANCO E IL NERO di Daniele Autieri

Collaborazione Federico Marconi, Lorenzo Vendemiale

 

La Juventus, una delle squadre italiane più titolate e conosciute al mondo, è al centro di una tempesta giudiziaria. La procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio per 12 top manager tra cui anche l’ex-presidente Andrea Agnelli, mentre venerdì 20 gennaio il Tribunale federale si pronuncerà sulla richiesta della Procura federale di riaprire anche il processo sportivo contro la squadra controllata dalla famiglia Agnelli.

Secondo gli inquirenti, tutto il top management della società avrebbe messo in piedi una serie di misure correttive illegali per far tornare i dati di bilancio, frodando di fatto gli azionisti. Al centro delle attività illecite ci sono le plusvalenze fittizie, ma anche la cosiddetta “manovra stipendi”, ovvero gli accordi segreti presi con alcuni calciatori per posticipare il pagamento degli stipendi, senza comunicarlo alla Borsa, assicurando alla società un apparente taglio dei costi di quasi 100 milioni di euro.

L’inchiesta di Report raccoglie per la prima volta tutti gli atti d’indagine, tra cui i contenuti rimasti finora inediti di alcuni interrogatori eccellenti e la ricostruzione dettagliata di quanto accaduto con il calciatore più rappresentativo e più costoso della storia del club torinese: Cristiano Ronaldo.

Un’inchiesta che risale anche alle responsabilità di chi, nelle istituzioni del calcio italiano, non ha visto e non ha affrontato un problema che era già stato più volte segnalato dalle autorità di controllo sui bilanci della Federcalcio.

Il fu servizio sanitario nazionale

C’era una volta il servizio sanitario universale: i tagli alla sanità e la cattiva gestione in molte regioni, non solo al sud, hanno pregiudicato questo servizio pubblico, un diritto di noi cittadino, sempre più messo a rischio.
Il servizio di Walter Molino racconterà la vicenda dei medici cubani chiamati dalla regione Calabria per coprire i vuoti negli organici: Cuba, la regione dell’embargo, dove non c’è una democrazia almeno applicando i nostri schemi, è una nazione dove il servizio sanitario pubblico è garantito a tutti, sin dagli anni 60 quando ha deciso di attivare la collaborazione medica internazionale mandando oltre 400mila medici in oltre 164 paesi nel mondo, mentre il bloqueo imposto dagli Stati Uniti limita o impedisce del tutto l’acquisto di apparecchiature e medicine.
500 di questi medici arriveranno in Calabria dunque: il presidente Occhiuto ha spiegato di essersi rivolto prima al presidente dell’Albania, che gli ha risposto di no, “noi cerchiamo di tenerli in Albania i medici, ma quelli che vanno via vanno in Germania perché guadagnano 50 volte più che in Albania e 10 volte che in Italia. Io però avevo gli ospedali di Polistena, di Locri, di Gioia Tauro, e tanti altri che rischiavano di chiudere..”

 

Il presidente Occhiuto è stato eletto con Forza Italia, sicuramente non è un comunista, è comunque andato a prendere i medici per la sua regione da una società di intermediazione del governo cubano a cui verserà circa 28 ml di euro.

 

“Ho fatto quello che la legge mi consentiva di fare” ha risposto il presidente.
Già durante la prima fase della pandemia nel 2020, due brigate di 91 tra medici e infermieri arrivarono in Italia a Crema e Torino, per svolgere attività di supporto negli ospedali da campo.

Una esperienza che la sindaca di Crema ricorda positivamente: “la loro umanità ci travolse perché stavamo toccando il momento più buio, divenne però anche il momento del riscatto, l’inizio della rinascita. Realizzare che questa rinascita avveniva attraverso la solidarietà, la generosità di persone che arrivavano da oltreoceano da un posto per noi lontanissimo, per noi fu un toccasana.”

Ma questa volta le brigate cubane non arriveranno gratis come nel 2020, perché ora c’è odore di business. Il presidente Occhiuto ha firmato un accordo di distacco medico internazionale con una società di intermediazione, la Comercializadora de Servicios Medicos Cubanos per un valore di 28 ml di euro l’anno, per 497 medici.

La scheda del servizio: GETTONI D’ORO di Walter Molino

Collaborazione Federico Marconi

 

Il Servizio sanitario nazionale è in affanno, negli ospedali e nei pronto soccorso mancano migliaia di medici e infermieri. In Calabria il 20% dei malati è costretto a curarsi lontano da casa, le strutture sanitarie sono spesso inadeguate e i concorsi per assumere nuovi medici vanno deserti. Così per non chiudere i reparti di emergenza-urgenza le Aziende sanitarie devono ricorrere ai medici a gettone, pagando cifre esorbitanti a società di intermediazione e cooperative, spesso con affidamenti diretti che aggirano le regole del Codice degli appalti e che riducono sensibilmente la qualità delle cure. Per tamponare l’emergenza il Presidente della Regione Roberto Occhiuto ha firmato un accordo transnazionale per portare in Calabria centinaia di medici cubani.

 

Le anticipazioni dei servizi che andranno in onda questa sera le trovate sulla pagina FB o sull'account Twitter della trasmissione.




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