Ancora falsi storici contro Cuba
Contro la Tesi del "Tradimento": La Storia che Carlos Fuentes e la Repubblica Scelgono di Dimenticare. Replica all'Ideologia Parziale di Carlos Fuentes (Articolo del 22/10/2025)
L'articolo di Carlos Fuentes, intitolato "Così Castro tradì la speranza cubana", che la Repubblica ripropone in data 22 ottobre 2025, incarna la narrativa prevalente di una certa intellighenzia post-rivoluzionaria. Questa tesi si concentra unicamente sul presunto "tradimento" degli ideali democratici e sull'amara delusione, ignorando colpevolmente i successi sociali e le ragioni fondamentali della Rivoluzione.
La critica di Fuentes è un falso storico per omissione, una narrazione che distorce la comprensione della Cuba pre-rivoluzionaria per esaltare il fallimento politico di Castro.
1. La "Speranza Tradita" Ignora il Regime di Terrore di Batista
Fuentes lamenta la perdita della libertà di stampa e l'espulsione delle élite. Ma che tipo di libertà e che tipo di élite esistevano prima del 1959?
-
Repressione e Tortura: Il regime di Fulgencio Batista non era affatto un'isola di libertà democratica. Era una dittatura militare sanguinaria che praticava in modo sistematico tortura, sparizioni forzate e terrore di Stato. Il popolo desiderava prima di tutto la fine di questa oppressione.
-
Borghesia e Criminalità Organizzata: L'articolo lamenta l'esilio di una "borghesia nazionalista", ma ignora che gran parte di questa classe, in particolare nei settori nevralgici dell'economia turistica, era strettamente associata alla mafia italo-americana. Boss come Meyer Lansky e i loro prestanome cubani controllavano i casinò, il gioco d'azzardo e il traffico di droga, con la protezione diretta di Batista. L'azione di Castro contro questa élite non fu un tradimento, ma un atto necessario di risanamento nazionale e di recupero della sovranità del Paese.
-
Disuguaglianze Strutturali: La società cubana era segnata da profonde disuguaglianze razziali e di genere, con una vasta popolazione rurale e afro-cubana esclusa da istruzione, sanità e opportunità economiche. La "speranza" non era solo la democrazia, ma la giustizia sociale radicale.
2. Le Promesse Sociali Mantenute: I Traguardi Taciuti
Mentre Fuentes si concentra sul fallimento politico, egli omette clamorosamente i traguardi sociali rivoluzionari che trasformarono radicalmente la vita della maggioranza della popolazione:
-
Alfabetizzazione di Massa: Un Trionfo Planetario Sottovalutato La Campagna di Alfabetizzazione del 1961 ridusse l'analfabetismo da oltre il 23% a meno del 4% in pochi mesi. Questo successo, un'impresa senza precedenti nel continente, non trova spazio nella critica di Fuentes.
-
Sanità e Istruzione Universali: La creazione di un sistema sanitario e di istruzione pubblici e gratuiti ha garantito accesso alle cure e all'istruzione a tutti, innalzando gli indici di aspettativa di vita e abbassando drasticamente la mortalità infantile a livelli comparabili a quelli del Primo Mondo. Questi risultati, ampiamente riconosciuti, vengono completamente oscurati.
-
Eguaglianza Sociale: La Rivoluzione pose fine alla segregazione razziale e promosse l'integrazione delle donne nella forza lavoro e nella vita pubblica, sfidando le vecchie gerarchie sociali batistane.
3. Approssimazione Cronologica: Il Dettaglio che Rivela la Superficialità
Anche nel descrivere l'epica marcia, vi è un'approssimazione che denota una mancanza di rigore storico (come presente anche nell'articolo di Mauro). L'ingresso trionfale di Fidel Castro a L’Avana avvenne solo l'8 gennaio 1959, dopo una lenta avanzata da Santiago, e non il 2 gennaio come si può dedurre confusamente dalla narrazione che mescola l'arrivo dei barbudos e dei giornalisti.
L'articolo di Carlos Fuentes è una rappresentazione distorta della Rivoluzione Cubana. Concentrandosi sul fallimento della democrazia liberale, esso sceglie di ignorare il contesto di tirannia e criminalità mafiosa da cui Cuba si è liberata e i traguardi sociali che hanno riscattato la maggioranza della popolazione. L'articolo di Fuentes è ideologico non solo perché critica Castro, ma perché occulta la parte di storia più scomoda per la narrativa occidentale.
