mercoledì 5 gennaio - Daisy Raisi

"Anche i bulli hanno un cuore" di Daniela Biancotto

La vita è meravigliosa e sa stupire sempre se la si affronta con generosità e bontà." (Daniela Biancotto) In “Anche i bulli hanno un cuore”, Daniela Biancotto ha raccolto una serie di racconti altamente educativi, dedicati ai ragazzi della scuola secondaria di primo grado.

 Racconti che andrebbero letti in classe, per affrontare e dibattere temi di spessore quali: il bullismo, in primis, su cui è incentrata la maggior parte delle storie, ma anche il disagio adolescenziale, soprattutto quando sfocia nell’abuso di alcol e droga, l’immigrazione clandestina, la disfunzionalità di certe famiglie e le relative conseguenze nefaste sui ragazzi.

L’autrice sa descrivere con minuzia sentimenti, emozioni e ambienti di vita dei giovani protagonisti. Ha una parola buona per tutti, anche per i cattivi, che concepisce sempre come suscettibili di redenzione e ravvedimento. Se si comportano male è perché soffrono, provengono da famiglie che li trascurano affettivamente e/o materialmente, sono abbandonati a sé stessi, maltrattati, picchiati, e i loro atteggiamenti rappresentano un modo per esternare rabbia e sofferenza. Vanno capiti e perdonati: solo così potranno cambiare strada, ravvedersi. Per ogni caso, anche il più difficile, Daniela Biancotto prospetta e trova una soluzione: lo sportello scolastico di ascolto psicologico, i servizi sociali, l’affido, l’adozione, le case famiglia, il volontariato.

Non esiste niente di irrisolvibile: l’unione fa la forza, bisogna fare rete, soprattutto contro il bullismo che non va subìto ma prontamente e coraggiosamente denunciato appoggiandosi ai familiari, ai compagni di classe, segnalando le vessazioni agli insegnanti, ai dirigenti scolastici.

 

Il cattivo, se capito, opportunamente stimolato e supportato crescendo potrà diventare un valido aiuto per la comunità: dedicarsi ad azioni benefiche a favore dei suoi simili, dell’ambiente, degli animali. Quella di Daniela è, a mio avviso, una visione molto ottimistica. Purtroppo, nella realtà, per più di un motivo, non c’è sempre un lieto fine. Nonostante ciò, o forse proprio per questo, condivido e apprezzo la volontà dell’autrice di lanciare un messaggio forte, di speranza, perché solo attraverso la speranza e l’ottimismo è possibile trovare la motivazione per combattere fino in fondo, senza demordere mai, affinché il mondo si trasformi davvero in un posto migliore.




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