giovedì 7 gennaio - Doriana Goracci

America Italia, Sacro e Profano, carri e buoi

Ma in fondo sono solo poche centinaia o migliaia di persone che vanno in piazza: andate in piazza, scendiamo in piazza a noi la piazza. Ma sono milioni, e questa volta in America tanti come non mai, malgrado la pandemia, che hanno votato. 

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In milioni abbiamo visto la scorsa notte come si mette in crisi il Grande Paese, come è facile che pochi gendarmi aprano il recinto delle grida, sia pure mascherati e non è una puntata di Netflix, non è la Casa di Carta per poi dire: Andate a casa, ite missa est. Accade che nel giorno della Befana, sacro giorno e profano, dalla pagina di un nostro arringa popolo del Parlamento, tra una calza e una distesa di tortellini, lo stesso passi con estrema disinvoltura da una benedizione all'invito alla piazza, perché è stanco, come la sua fratella italiana che segue con grande attenzione e apprensione quanto sta accadendo negli Stati Uniti e conclude scrivendo "mi auguro che le violenze cessino subito come chiesto dal Presidente Trump". Capito mi hai?

Anche d'estate avevamo visto la disinvoltura tra un palco di una discoteca al mare e un palco dove si brandisce il rosario, non c'è festa che tenga, dare forza al sacro e al profano, ubriacarti di battute e false notizie, farti agire su un computer, stordirti con valanghe di fans urlanti da una Casa di un Grande Fratello, beato chi c'è dentro.

Da decenni copiamo questo Grande Paese, perché è come un grande Padre che benedice ogni nefandezza in armi,ogni traffico internazionale, per la Pace.

E a me fa paura questa grandezza, so bene che non si copia mai quello che detta il buonsenso e la ragione anche economica di un piccolo Paese che cerca di attuare il meglio per i suoi cittadini, chiamandoli alle urne, dopo aver dialogato con rispetto e senza richiami da vaccaro (tutto il rispetto per vaccari e pastore) da patriarchi in piazza o a casa.

Ho lavorato per 30 anni in Borsa per una banca nostra al tempo illuminata da un grande come Raffaele Mattioli: era il tempo del Recinto delle Grida di Piazza di Pietra a Roma dove andavo a bussare foglietti alle spalle dei procuratori degli Agenti di cambio o telefonavo per passare gli Ordini, poi sarei diventata una consulente finanziaria anche per patrimoni importanti e con un notevole successo: le donne in Borsa, rassicuravano durante i momenti difficili, anche se giovani come ero io.Era marzo del 2009 quando scrissi: "Cominciarono in Italia gli anni da bere, quelli che ce la davano a tutte e tutti la ricchezza e la libertà di fotterci.I miei figli sono cresciuti in questa Cultura Precaria come i vostri, come quelli di chi non ce l’ha e se li trova attorno e non ci sono grida ma solo recinti dove urlare, li chiamano luoghi di contenzione, di controllo per la nostra messa in sicurezza, intrattenimento ed identificazione del consumo. Avremmo sentito nel tempo,noi giovani di ieri e quelli di oggi altri mantra e altri Om, primordiali, trasformati in Urla del Nuovo Ordine Mondiale.Torna l’Incubo ad Aria Condizionata dove “I ciechi guidano i ciechi. E’ il sistema democratico” in Crisi energetica al punto da far perdere il significato della propria esistenza e dignità di persona. E non scordo parlando dell’America, l’Italia"

No, non scordo e non me ne sto in silenzio, anche se non sono nessuno ma ho paura. Non sono più tempi in cui la famiglia saliva tutta sul carro, in un giorno di festa: il carro esce dalla stalla da solo, un robot lo comanda da molto lontano e produce danni anche e soprattutto ai più miseri raccolti. Sperano tanti di salire con il vincitore sul carro, comandato a dovere, in Italia e in America. Nel Recinto rimangono i buoi e le grida, che non contano nulla nella Borsa mondiale.

Doriana Goracci




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