Agosto e fuochi: più nocivi che fatui
Per il santo o per la porchetta: da Monghidoro a Ravenna (e chi sa dove altro) per festeggiare bisogna per forza danneggiare la salute e l’ambiente?
di Vito Totire (*)

La storia e la psicologia sociale insegnano che spesso le minoranze diventano maggioranze. Siamo fiduciosi per il presente.
Al momento il «bla bla bla» sui temi ambientali da parte delle istituzioni quasi mai seguono i fatti. La vicenda dei fuochi artificiali è una questione particolare. In sostanza: l’ostacolo per la difesa dell’ambiente e della salute è rappresentata dal fatto che la produzione e il consumo di merci (in primis le armi) creano profitti ai quali “qualcuno” non vuole rinunciare. Nel caso dei fuochi d’artificio certo influisce ancora questo fattore ma la dinamica che porta a sprechi e inquinamento vede il concorso, il sostegno e il finanziamento da parte di soggetti che non sono soltanto i produttori di questa merce nociva ma anche i suoi “consumatori” e, in una certa misura, ne sono perfino vittime (anche chi spreca risorse per gli acquisti e l’uso…respira). Soggetti dunque che pagano per ottenere lo spargimento di sostanze inquinanti. Sindaci e assessori di centro destra o di centrosinistra indifferentemente patrocinano e addirittura finanziano… dicono «in nome della “tradizione». Soggetti ormai fuori dal mondo che magari, il giorno prima e il giorno dopo la festa, assicurano il loro impegno per il “contenimento” dei mutamenti climatici.
Festa del santo, sagra della porchetta: ogni occasione è buona. Gli organi di “informazione” poi riversano tonnellate di articoli, spesso non firmati, descrivono folle oceaniche in estasi ipnotizzate e felici “col naso e gli occhi all’in sù” ad ammirare i fuochi. Le reazioni di chi non si fa ipnotizzare vengono sistematicamente ignorate (dai media). Come ha detto Corrado Seletti: se sei col naso all’in sù forse non ti accorgi di dove stai mettendo i piedi…
Per l’ennesima volta diciamo BASTA.
Analizziamo sinteticamente la questione:
• I fatti dimostrano che il comparto fuochi artificiali fin dalla fase della produzione e poi nella fase del consumo è il più mortifero di tutti i comparti produttivi (codice Ateco 20.59.12) sia per gli operai che per i “consumatori”; dalla strage di Modugno a quella di pochi mesi fa in Cina le tragedie sono note ma pochi ci hanno riflettuto.
• “non è bastata” la strage di Crans Montana per prendere l’unica decisione saggia possibile? Noi da sempre sosteniamo che sulla sicurezza occorre intervenire “il giorno prima” e non “il giorno dopo”; Crans-Montana dimostra tuttavia che esiste una forte tendenza a non intervenire neppure il giorno dopo; detto per inciso la Procura di Sion pare abbia rigettato l’istanza dell’Italia a costituirsi parte civile nel processo e che abbia rigettato persino istanze di costituzione di parte civile di alcuni familiari dei giovani deceduti; avevamo intuito che quella strage avrebbe portato a un conflitto tra Svizzera e Italia per l’enormità dell’evento e per la “difficoltà” che avrà lo Stato svizzero a risarcire i danni (non che siano davvero risarcibili); seguiremo l’evoluzione delle procedure giudiziarie anche per rafforzare la presa di coscienza di un dato fin troppo evidente : la strage di Crans Montana è stata concausata in maniera determinante da questa merce che chiediamo sia messa al bando sia per quel che riguarda la produzione che per quel che riguarda la commercializzazione e l’uso; di Crans Montana abbiamo scritto in altre circostanze e documentato quanto sia fallace, ipocrita e interessata la teoria del cosiddetto “uso sicuro dei fuochi” (che ricorda la altrettanto strumentale e padronale teoria sull’innocuità dell’amianto); né le nostre scarse aspettative sulla “giustizia” elvetica sono frutto di eccessiva sospettosità viste le relazione di un noto cittadino svizzero, padrone della Eternit, con la “giustizia” italiana
• Vari soggetti dunque indulgono nell’uso dei fuochi, una pratica inquinante per aria, suolo e acqua che consiste nell’immettere nell’ambiente – peraltro con concomitante inquinamento acustico particolarmente nocivo per uomini e animali – enormi quantità di polveri sottili, metalli pesanti, molecole tossiche, irritanti, asmogene e cancerogene
• sorprende in primis la Chiesa cattolica che interrogata sul tema (parliamo di alcuni suoi esponenti) tende a un atteggiamento pilatesco mentre invece numerosi sindaci e assessori difendono a spada tratta la cosiddetta “tradizione”; non siamo più ai tempi di don Camillo e Peppone; i ruoli si sono un po’ invertiti; a volte sono assessori di “sinistra” – cioè loro tali si dichiarano – a sostenere di voler festeggiare il santo mentre magari il vescovo fa sapere che non approva (peerò non prende posizione pubblicamente); addirittura poche settimane fa a Sulmona sindaco e vescovo hanno protestato contro il prefetto che ha deliberato il divieto per motivi di “ordine pubblico”; insomma detto come va detto: nonostante molto più del 50% di fuochi vengono sparati in nome dei santi…. non ci azzeccano niente; ma “finita la festa gabbato lo santo” ; w dopo un paio di documenti il Vaticano hanno tirato i remi in barca e quindi ci tocca assistere – per fare un solo esempio – all’assurda associazione a Monghidoro tra fuochi e Madonna (per ora Assunta ma, a breve, certamente disoccupata) … invece a Ravenna invece, città tutelata dall’Unesco per ben otto monumenti ma martoriata frequentemente da fuochi artificiali, l’occasione per allegramente far “fuoco” e inquinare arriva il 14 agosto 2026 (a Lido Adriano) su iniziativa del Luna park (!) secondo il noto canone borbonico delle tre F: festa, farina e forca; l’amministrazione comunale di Ravenna che ha invocato la “tradizione” per i fuochi di sant’Apollinare, cosa invoca per i fuochi del luna park?
• Quello che pensa dei fuochi artificiali l’attuale papa lo ha fatto capire con la sua presenza alle celebrazioni (con fuochi) alla Sagrada Familia di Barcellona: non c’è più religione? Così anche per la festa del Redentore a Venezia
• Nel parlamento italiano siedono soggetti che si dichiarano ecologisti : non ci risulta che abbiano presentato una proposta di legge adeguata la quale non può che essere quella prima enunciata, vale a dire divieto di fabbricazione, importazione e uso di fuochi e botti; sappiamo bene che il partito di maggioranza governativa ha nel simbolo una fiamma… ma gli altri?
• La magistratura: al di là della retorica sulla separazione dei poteri… Sotto la toga niente o quasi niente; abbiamo più volte suggerito a varie procure italiane che il lancio di fuochi artificiali si configura come reato cioè “getto di cose pericolose” secondo l’articolo 674 del Codice Penale, ma pare che i magistrati ritengano che i fuochi (autorizzati dal ceto politico) siano salubre e innocui; su questo torneremo in futuro; alleghiamo una foto scattata nella notte del 22 luglio 2026 in onore dell’ignaro sant’Apollinare; dica la magistratura di Ravenna (con idee molto sbagliate su cosa siano la medicina e la prevenzione – ovviamente parliamo della vicenda dei medici che non hanno certificato la “idoneità” all’internamento in CPR) quale è la natura delle polveri e dei gas fotografati? sostanze innocue o addirittura balsamiche? “quel che non strozza ingrassa”?
• In sostanza prepariamoci all’inquinamento programmato a Monghidoro e Ravenna per il 14 agosto 2026: Comuni nei quali forse per fronteggiare le alte temperature si pensa di riscaldare un po’ di più l’ambiente
• Prevenzione incendi? “Io speriamo che me la cavo” (come titolava irridente un famoso libro)
• Invitiamo cittadini e comitati ambientalisti a segnalarci altri nuovi inquinamenti programmati
• Inviamo messaggi alle (inconsapevoli?) autorità sanitarie locali
• Programmiamo ulteriori iniziative necessarie: a fronte della “belle indifference” delle istituzioni cosa ci resta: una processione ad petendam pluviam? Una tribale e laica danza della pioggia?
(*) Vito Totire è portavoce della «Rete Nazionale Lavoro Sicuro»
