sabato 1 febbraio - Attilio Runello

AdnKronos: in crescita italiani (di sinistra) che negano la shoah

Il rapporto Eurispes 2020 riporta che sono il 16,5 per cento gli italiani intervistati che negano l'esistenza della Shoah. In base alle dichiarazioni di voto sono principalmente persone di sinistra e del movimento 5stelle. In minor misura quelle di centrodestra. Quindici anni fa erano il 2,6 per cento. L'agenzia AdnKronos ha riportato queste informazioni, riprese da molte testate. Come si può spiegare?

I principali media hanno riportato con preoccupazione alcuni dati del rapporto Eurispes 2020 da cui si evince che il 15,6 per cento degli italiani negano la Shoah.

La notizia è stata lanciata dall'agenzia di stampa AdnKronos.

Nel lancio di agenzia il titolo parlava di italiani. Il testo precisava che la maggior parte di questo 15,6 per cento si dichiara di sinistra o del movimento 5stelle.

La notizia acquista particolare rilievo perché quindici anni fa era soltanto il 2,6 per cento. Inoltre arriva poco dopo la giornata della memoria, e dopo la grande visibilità che è stata data a Liliana Segre in questi mesi, testimone della Shoah.

Ma come si spiega questo fenomeno?

In occasione del giorno della memoria Euronews ha publicato sondaggi raccolti dalla CNN sull'argomento. Parla di percentuali di persone in Europa che non conoscono l'Olocausto. 
Il negazionismo della Shoah è un fenomeno culturale di persone documentate che tendono a negare la Shoah o ridurne le dimensioni ritenendo che si è trattato di un fenomeno creato per nascondere o giustificare la grande influenza degli ebrei e il modo in cui Israele si è posto nel Medioriente.

Le informazioni riportate da Euronews parlano invece di scarsa conoscenza di un pezzo di storia da parte di un crescente numero di persone in Europa. Negli USA la metà degli intervistati non sa che cosa sia Auschwietz.

Quelle di Eurispes invece sembrano parlare di negazionismo. 
Tuttavia bisogna osservare che le domande poste da Eurispes non sembrano dare la possibilità di rispondere "non lo so". Quindi difficilmente posono registrare un fenomeno di scarsa cultura storica.

La poca conoscenza potrebbe essere giustificata dal fatto che il cinema negli anni Novanta si era occupato molto dell'Olocausto con film di successo: Benigni con "La vita è bella", Spielberg con "Schindler's list". Mentre negli ultimi venti anni questa produzione cinematografica si è fermata.

Potrebbe avere anche una giustificazione nel linguaggio che Eurispes - e non solo Eurispes - adopera: Shoah, Olocausto, genocidio sono termini per persone di cultura medio alta. Se si parla di campi di concentramento o di prigionia forse le persone capiscono meglio.

Avanziamo quindi l'ipotesi che non si tratti di un reflusso di negazionismo, peraltro nella sinistra italiana, ma di semplice poca conoscenza della storia, o della terminologia usata nei libri e nei sondaggi.

Chi deve provvedere a colmare questo vuoto? La scuola può farlo per le giovani generazioni. 

Se poi invece si trattasse di un vero e proprio negazionismo bisogna tenere presente che la sinistra nella tensione fra Israele e i palestinesi è sempre stata a favore di questi ultimi. Da anni non si parla di road mappa e di percorsi di pace nell'area. E questo che porta a negare la Shoah?

Naturalmente, anche se in minor misura, a negare la Shoah nel rapporto Eurispes ci sono anche persone di centrodestra. È da attribuire al lamentato "odio" che sembra diffondersi nel nostro Paese? Sempre dal rapporto Eurispes sembra che gli italiani in gran parte lo attribuiscano alla diffusione di un linguaggio sbagliato - soprattutto nei social - o a episodi di goliardia.

Attilio Runello 




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