venerdì 22 maggio - UAAR - A ragion veduta

8×1000 della Chiesa per le scuole paritarie? Per una volta siamo d’accordo con la Cei

«Puntuale come un orologio svizzero, anche nella difficile fase che vive il paese, la Chiesa batte cassa per le scuole cattoliche paritarie. I 120 milioni che sarebbero stati stanziati con il decreto rilancio non bastano. Vogliono un miliardo

È sempre la stessa storia: il governo compiace la Cei sottraendo fondi alla scuola pubblica, sotto il consueto ricatto che le paritarie sono indispensabili, che senza sarebbe una sciagura. Una vera e propria fake news: prima di tutto i fondi che vanno alle paritarie sono ben superiori (circa un miliardo all’anno calcolando i soldi che arrivano dalle altre amministrazioni pubbliche), in secondo luogo la loro chiusura non è detto si traduca in una – peraltro assolutamente auspicabile – migrazione alle scuole pubbliche (essendo una scelta educativa quella di mandare i propri figli nelle scuole confessionali), infine ammesso e non concesso che tali studenti tornino in massa alle vere scuole pubbliche, l’impatto sarebbe minimo. Perché gran parte dei costi pubblici sono fissi (stipendi degli insegnanti e mantenimento degli edifici) e non variabili».

Il segretario dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar), Roberto Grendene, commenta così le notizie di questi giorni in materia di fondi alle scuole private.

«In tutto questo starnazzare c’è però una notizia positiva», prosegue Grendene: «La Cei vorrebbe usare l’8×1000 a essa destinato per scopi educativi, ossia per le proprie scuole. Finalmente ci troviamo d’accordo su qualcosa: le scuole private cattoliche devono essere finanziate dalla Chiesa o da privati in generale, visto che hanno un progetto educativo religiosamente orientato. Lo faccia, finché questo perverso meccanismo è in piedi, usi i fondi che incassa in questo modo per le proprie scuole. Siamo sicuri che anche se la legge 222/1985 che disciplina l’istituto non lo prevede troveranno il modo di farlo e che nessuno se ne lamenterà. Altrimenti, usi le ricchezze già in suo possesso. La Chiesa è il più grande immobiliarista del mercato, dismetta una piccola parte del suo impero e finanzi le sue scuole private! La curia di Bologna possiede la FAAC, la multinazionale dei cancelli automatici. Quotata sul miliardo e mezzo di euro. Ecco – conclude Grendene – per accontentare i desiderata della Cei si usino i proventi di queste “pie” attività. Senza drenare risorse a una scuola, quella pubblica, che già fa così fatica a far quadrare i conti».

Comunicato stampa

 




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