martedì 21 aprile - Doriana Goracci

25 aprile 2020, Bella Ciao come un virus di 75 anni (VIDEO)

Siete convinti che tutte e tutti sappiano cosa successe il 25 aprile e nei giorni dopo nel 1945?

Non so se nelle scuole italiane (chiuse causa coronavirus) sia d'uso chiarire il perché di questa Festa, che oggi invece, causa pandemia, siamo tutti a casa lo stesso. Cominciamo allora a fare come fossimo bambini e un po' insegnanti, a me non dissero nulla a scuola e neanche a casa seppure era chiaro che furono tutti contenti, a destra e sinistra.

Sandro Pertini proclamò lo sciopero generale a Milano il 25 aprile del 1945: «Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l'occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire». Fu necessario aspettare un anno perché il re Umberto II, principe e luogotenente del Regno d'Italia, emanasse un decreto legislativo: «A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale».

E che avranno fatto le ragazze italiane nel frattempo? Tutte donne della Resistenza? Erano innamorate, si sposavano, litigavano, facevano figli, lavoravano? “…La Resistenza “civile” delle donne, spesso anonima e silenziosa, è stata addirittura più ampia e diffusa di quella maschile «perché ha coinvolto gli infiniti gesti della vita quotidiana, un tessuto diffuso di relazioni» Libere? Non ci è stato regalato niente.

Rossella Schillaci nel 2017 su queste donne Libere, ha fatto un documentario straordinario che purtroppo non ho trovato completo...

Il 25 aprile 1945 è il giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, il cui comando aveva sede a Milano ed era presieduto da Alfredo Pizzoni, Luigi Longo, Emilio Sereni, Sandro Pertini e Leo Valiani, proclamò l'insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, indicando a tutte le forze partigiane attive nel Nord Italia facenti parte del Corpo Volontari della Libertà di attaccare i presidi fascisti e tedeschi imponendo la resa, giorni prima dell'arrivo delle truppe alleate...
Ritorniamo alle donne, dicono che è cosa certa e documentata che le trovavi le donne, in tutti gli ambiti della lotta, dallo scontro armato all’approvvigionamento, dall’assistenza sanitaria al trasporto di informazioni, armi e munizioni, fino all’organizzazione di scioperi e manifestazioni contro il carovita e il mercato nero. L’Anpi giura che erano almeno 35mila, le donne partigiane, molte delle quali morirono, furono arrestate, subirono arresti, torture e deportazioni. A guerra finita,19 donne italiane ebbero 19 medaglie d’oro al valore militare, di cui 15 alla memoria.
Amavano molto i loro uomini, fu scritto anche un libro e fatto un film per la ragazza di Bube: lei si chiamava Nada Giorgi. Ma le ragazze di allora dicono che non è stato loro regalato niente. E non mi sembra una novità.
Rosalinda Zariati, staffetta partigiana comasca ricordava: “…La Resistenza “civile” delle donne, spesso anonima e silenziosa, è stata addirittura più ampia e diffusa di quella maschile perché ha coinvolto gli infiniti gesti della vita quotidiana, un tessuto diffuso di relazioni».
C'è una canzone, Oltre il Ponte, dei Modena City Ramblers, che spiega abbastanza bene, le parole sono di Italo Calvino e musica di Sergio Liberovici: "ragazza dalle guance di pesca o ragazza dalle guance d'aurora io spero che a narrarti riesca la mia vita all'età che tu hai ora. Coprifuoco, la truppa tedesca la città dominava, siam pronti chi non vuole chinare la testa con noi prenda la strada dei monti Silenziosa sugli aghi di pino su spinosi ricci di castagna una squadra nel buio mattino discendeva l'oscura montagna. La speranza era nostra compagna a assaltar caposaldi nemici conquistandoci l'armi in battaglia scalzi e laceri eppure felici. Avevamo vent'anni e oltre il ponte oltre il ponte ch'è in mano nemica vedevam l'altra riva, la vita tutto il bene del mondo oltre il ponte. Tutto il male avevamo di fronte tutto il bene avevamo nel cuore a vent'anni la vita è oltre il ponte oltre il fuoco comincia l'amore. Non è detto che fossimo santi l'eroismo non è sovrumano corri, abbassati, dai balza avanti! ogni passo che fai non è vano. Vedevamo a portata di mano oltre il tronco il cespuglio il canneto l'avvenire di un mondo piu' umano e più giusto più libero e lieto. Ormai tutti han famiglia hanno figli che non sanno la storia di ieri io son solo e passeggio fra i tigli con te cara che allora non c'eri. E vorrei che quei nostri pensieri quelle nostre speranze di allora rivivessero in quel che tu speri o ragazza color dell'aurora. Avevamo vent'anni e oltre il ponte oltre il ponte ch'è in mano nemica vedevam l'altra riva, la vita tutto il bene del mondo oltre il ponte. Tutto il male avevamo di fronte tutto il bene avevamo nel cuore a vent'anni la vita è oltre il ponte oltre il fuoco comincia l'amore. Avevamo vent'anni e oltre il ponte oltre il ponte ch'è in mano nemica vedevam l'altra riva, la vita tutto il bene del mondo oltre il ponte. Tutto il male avevamo di fronte tutto il bene avevamo nel cuore a vent'anni la vita è oltre il ponte oltre il fuoco comincia l'amore".
Dicono che in questi tempi di pandemia mostro coronavirus Covid-19, saranno in molti che vorranno cantare dalla finestra, o dal balcone se ce l'hanno, Bella Ciao, conosciuta non solo in Italia, potesse rimanere solo lei virale... Passate, resistete e scegliete quando e come, ma cantate, la Musica è vita.
«E voi imparate che occorre vedere e non guardare in aria, occorre agire e non parlare, questo mostro stava una volta per governare il mondo, i popoli lo spensero, ma ora non cantiamo vittoria troppo presto, il grembo da cui nacque è ancora fecondo»Bertolt Brecht

(Quello che non sapevi su "Bella Ciao" poi ascoltalo qui)
 

 

 

 

 




Lasciare un commento