lunedì 9 dicembre 2013 - francesco latteri

2,5 mln alle primarie PD. Renzi: via Senato e Province e nuova legge elettorale

Il Partito Democratico ha vinto due volte: per la grande affluenza alle urne che lo riconferma principale forza politica nel Paese senza più abbandoni pro Grillo, e per l'esito del voto che non solo pone Renzi (69%, affermazione netta) alla sua guida ma che con Cuperlo al 18,6% e Civati al 17% di fatto impone una nuova leadership.

Doppia vittoria che si ripercuote su tutta la realtà politica italiana. Il neoeletto segretario ne è ben cosciente: "... l'altro giorno alcune decine di migliaia di italiani si sono ritrovati al V day per gridare e insultare, per chiedere liste di proscrizione per politici e giornalisti (...), oggi 2,5 milioni di italiani hanno detto no a questo ed hanno invece detto sì alla speranza, sì al progetto, sì al lavorare per un'Italia nuova e migliore (...), sì all'abbattimento dei costi della politica e li ridurremo di almeno un miliardo e cominceremo con l'eliminazione di Senato e Province (...), ma la politica non può voler tornare al passato, a vent'anni fa e per questo ci vuole una nuova legge elettorale che mantenga il bipolarismo destra / sinistra..." 

Dunque un'Italia radicalmente ridisegnata per quanto concerne il profilo politico istituzionale, come del resto è ormai improcrastinabile, e di questo e della sua urgenza il neosegretario è ben consapevole: "Questa sera abbiamo vinto e siamo qui a festeggiare la vittoria, ma domani dobbiamo immediatamente metterci al lavoro, perché questa è una grande possibilità che la gente ci ha affidato e non possiamo fallire perché è l'ultima, se adesso non facciamo non ce ne daranno un'altra..."

Tutto questo ha ovviamente conseguenze anche per gl'altri soggetti politici. Anzitutto il bipolarismo - sancito prim'ancora che da una legge elettorale da farsi, politicamente con l'affermazione data dall'affluenza di oggi - segna la marginalizzazione di un "Centro" peraltro attualmente iper sopravvalutato che conta rappresentanze parlamentari a due cifre percentuali a fronte del max 1,8% che prenderebbe se si andasse al voto.

Segna inoltre la "crisi di coscienza" di Grillo & C. sempre altalenante tra obiettivi di destra e di sinistra espressione dell'incapacità di far chiarezza a se stessi proprio su questo punto: se si sia di destra o di sinistra, decisione difficile per una presenza folta di transfughi dell'una e dell'altra parte ed il cui esito è un'identità stevensoniana: Jekyll ed Hyde. Del resto è probabilmente proprio questa quella che ne sta decretando il sempre maggior declino anche numerico. Comunque sia l'Italia, da ieri è cambiata...




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