venerdì 27 novembre 2009 -
Badano a tutto, a tutto ciò che c’è da badare. E badando ai nostri anziani, ai nostri bambini, alle nostre case, ai nostri pavimenti, alle nostre cucine, ai nostri cessi, ai nostri pranzi, alle nostre cene, alle nostre camicie, ai nostri jeans, fingiamo o non ce ne accorgiamo, ma badano soprattutto a noi stessi.
Chiamarsi Balotelli, passeggiare a Varallo e festeggiare il Natale a Coccaglio
Stronzi d’esportazione.
Così forse li definirebbe Gianfranco Fini, quei tifosi juventini che urlavano a Bordeaux "Se saltelli, muore Balotelli".
Oramai la Lega Nord ha fatto scuola, ed i suoi cori li esportiamo anche durante le partite di calcio internazionali, neanche ci fosse bisogno di vergognarci di essere italiani anche all’estero.
La verità è che l’Italia i Mario Balotelli non li merita. Questi giovani dalla pelle nera, che nascono a Palermo e che vivono in provincia di Brescia, questi giovani che dichiarano "Sono italiano, mi sento italiano", l’Italia non li merita.
Sull’asfalto di quella Via Zuretti infame, c’è ancora il sangue di quello "sporco negro": Abba aveva 19 anni, proprio come il SuperMario Nazionale. "Non temere, sei italiano", gli diceva il padre, prima che l’uccidessero a sprangate per un pacco di biscotti.
Gli italiani, quelli che in realtà dovremmo temere, nascono e crescono ogni giorno. Nascono ogni giorno, nei paesini di 7500 abitanti in provincia di Vercelli, come Varallo. Nascono passeggiando, andando a scuola, con gli amici, tornando a casa, tra fantomatici cartelli, alla Santanchèiana memoria, di divieto di burqa, burqini e niqab.
I leghisti, quelli della razza puro Nord, sfatano anche i più banali luoghi comuni, come quelli natalizi. Ai bimbi di Coccaglio non varrà nemmeno più la pena raccontare l’eterna favola di Babbo Natale, essere buoni non servirà più a niente: hanno come esempio degli ottimi genitori, che per Natale invece di giocare a Monopoli con loro come ai vecchi tempi, giocano a dare la caccia agli immigrati clandestini.
Ma non basta avere la pelle nera, gli occhi e mandorla e dichiarare di essere orgogliosi di essere italiani, per esserlo. Ad oggi gli unici che sono legittimati a dichiararlo per esserlo, secondo il Ministero dell’Interno, sono 43.393 a Milano, 32.034 a Roma, 24.331 a Napoli, 11.221 a Brescia, 8.836 a Bergamo, 8.296 a Torino.
Ma non basta avere la pelle nera, gli occhi e mandorla e dichiarare di essere orgogliosi di essere italiani, per esserlo. Ad oggi gli unici che sono legittimati a dichiararlo per esserlo, secondo il Ministero dell’Interno, sono 43.393 a Milano, 32.034 a Roma, 24.331 a Napoli, 11.221 a Brescia, 8.836 a Bergamo, 8.296 a Torino.
L’unica pelle che tollera l’Italia è quella delle colf e delle badanti. Quelle che secondo Calderoli spesso si occupano di sesso e droga. Quelle che non vogliamo per le nostre strade, nelle nostre scuole, nelle nostre aziende, con i loro veli, i loro colori e le loro idee, ma che puntualmente abbandoniamo nelle nostre case con le nostre cose.
Badano a tutto, a tutto ciò che c’è da badare. E badando ai nostri anziani, ai nostri bambini, alle nostre case, ai nostri pavimenti, alle nostre cucine, ai nostri cessi, ai nostri pranzi, alle nostre cene, alle nostre camicie, ai nostri jeans, fingiamo o non ce ne accorgiamo, ma badano soprattutto a noi stessi.
A queste persone affidiamo tutto, tutto ciò che più intimamente ci appartiene, che non riusciamo, non vogliamo o non possiamo più gestire.
Le nostre coscienze, quelle che si chiamano Mario Balotelli, passeggiano tutti i giorni per Varallo, ed ogni tanto festeggiano anche il Natale a Coccaglio, quelle invece non le affideremmo a nessuno.
