pv21 (---.---.---.8) 19 maggio 12:27

Quali VALORI >

La nostra Costituzione e le Leggi che ne discendono sono i “valori” normativi del nostro vivere in comune. QUINDI, nel caso di un immigrato, “non è tollerabile che l’attaccamento ai propri valori porti a una violazione cosciente di quelli della società ospitante”.

Ossia.

Secondo l’art.19 (Costituzione) esercitare in privato o in pubblico il culto significa riconoscere uno spazio (libertà) a ciascuna religione, purché sia conforme alle leggi vigenti per ogni cittadino.

Neppure il Vaticano prevede e tanto meno prescrive delle “pratiche” religiose, esercitabili in privato o in pubblico, che siano difformi o contrarie alla legislazione italiana.


Non solo.

E’ difficile immaginare che in Italia non vivano tanti altri indiani SIKH e che non siano altrettanto attaccati ai valori di origine senza sentirsi “obbligati” a ostentare per strada un Kirpan lungo 20 cm.

In uno Stato laico il valore primario è l’equilibrio tra Autodeterminazione e “collettività”


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