GeriSteve (---.---.---.149) 18 maggio 20:17

I valori in questione sono lo stato di diritto e la laicità.

In parole poverissime la sentenza afferma che non si può pretendere di violare la legge in nome di una religione.
 E in questo le sentenza è ottima, nient’affatto superflua in quanto qualcuno si era appellato al diritto di culto.

I sikh però hanno il diritto di chiedere che la legge venga modificata.
E infatti è del tutto sbagliato quanto scritto nell’articolo:
"Nessun cittadino può girare impunemente con un arma e non c’è alcun motivo per fare eccezioni in nome della religione".

Molti cittadini hanno già il diritto (alcuni il dovere) di girare armati e sono a ciò autorizzati da un porto d’arma; non solo per sicurezza e autodifesa, anche per motivi sportivi e di caccia.

In condizioni normali io non ci vedrei niente di male ad introdurre un porto d’arma religioso che autorizzi un sikh (NON ogni sikh) a portare un coltello (soltanto uno ben definito e con una certa matricola).

Purtroppo non siamo in condizioni normali: oggi ci sono fanatici musulmani che predicano l’accoltellamento di ogni infedele e fanatici musulmani che eseguono. I sikh devono capire che oggi quella "libertà di culto" non può essere data, non per motivi di principio ma per ottimi motivi di opportunità: sarebbe un precedente che aprirebbe un pericoloso varco ad altri culti, compreso forse il "culto del kalashnikoff".

La cristianità e l’occidentalità c’entrano pochino: i cittadini Usa sono prevalentemente cristiani e certamente occidentali, la loro costituzione permette di circolare armati ma (tralasciando qui il caso dei militari) non ho mai sentito di un cittadino Usa che pretenda di portarsi appresso questo diritto in Europa e tanto meno in Italia.

GeriSteve


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