giovedì 26 gennaio - Camillo Pignata

Virginia Raggi: omissione mediatica

Per i lettori di giornali, per gli utenti di radio e TV, per i cittadini, per il popolo che l’ha votata, Virginia Raggi è un sindaco di cui vorrebbe sapere le azioni, le iniziative, le omissioni, ciò che ha fatto di bene e ciò che ha fatto di male.

Per alcuni giornalisti invece è un'ossessione mediatica, che quasi mai sfocia in un'analisi, in una ricerca, approfondimento, ma sempre in un attacco politico.

Da quando il sindaco Raggi si è insediata, c’è stato, su stampa e tv, un flusso ininterrotto di valutazioni,non certo benevole.

Accuse e denigrazioni, fatte trapelare dietro interrogativi e domande, trasmissioni quotidiane dedicate esclusivamente alle nomine sbagliate e perfino a preavvisi ipotetici di garanzia.

Per qualche copia in più, per ragioni di audience, per ordini ricevuti dall’editore?

Fatto sta che i romani e i cittadini italiani hanno saputo tutto, come era giusto, della Muraro, di Marra e del fratello, ma niente dell’attività della maggioranza.

E così è sembrato e sembra che per la città non sia stato fatto nulla, ma solo azioni illegali e nomine sbagliate. Eppure bastava andare sul sito del comune di Roma e andare al link "Virginia informa" dove figurano notizie interessanti per un giornalista che vuole informare.

Nove milioni di euro per il sociale, 18 milioni per la manutenzione della metro A, lo sblocco di un appalto di 150 nuovi autobus più il contratto per altri 80 in un breve futuro, 1200 assunzioni di maestre d'asilo, la messa a regime degli impianti di smaltimento AMA, il salario accessorio per i dipendenti capitolini, la riorganizzazione di ATAC, la sperimentazione dei controllori sugli autobus, la scoperta e regolarizzazione di appartamenti del comune, progetti legati per la ciclabilità di Roma, 700 vigili urbani imboscati messi a lavorare, la piattaforma web, la dismissione delle auto blu e le ZTL, 400 buche riparate.

Certo è stato fatto poco, troppo poco per una città come Roma che ha mille problemi, 20 anni di malgoverno e corruzione.

Ma in una città come Roma le iniziative non si contano, si pesano. E quando gli atti di governo si pesano, le difficoltà ad intervenire su aziende in sfacelo zeppe di personale demotivato e in parte corrotto, a scegliere collaboratori tra dirigenti corrotti e amici di corrotti, ad acquisire il consenso di collaboratori destinati ad operare in ambienti difficili e con un partito onesto che non fa sconti a nessuno, assumono un ruolo importante nella loro valutazione.

Il problema dell’impatto di una giunta alle prime armi, con una burocrazia corrotta interessata a remare contro, andava posto per una valutazione corretta dei meriti e dei demeriti della Raggi.

Mentre andavano valorizzate le iniziative di risparmio per le casse comunali, come il “no” alle olimpiadi. 

E invece questi aspetti sono stati trascurati, e così anche le iniziative realizzate. E ora che l’avviso di garanzia alla Raggi è arrivato, diventa più importante del muro di Trump, di Aleppo dei sei morti nel elicottero caduto.

E intanto delle indagini sul sindaco di Milano, si sa poco, perché se ne parla sempre a bassa voce.
Sono affidabili questi giornalisti, meritano rispetto?

 

 




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