sabato 18 febbraio - Elena Ferro

Verso l’8 marzo, il tuo, il nostro

Oggi vorrei "ribaltare" le cose tra di noi e costruire una riflessione partendo da piccolissime tracce per poi lasciare la parola a voi. Come se fosse un sondaggio, una ricerca, un momento di ascolto reciproco. Il tema è l'8 marzo, ovvero la Festa Internazionale della Donna.

In qualche modo questo tema era stato anticipato qualche articolo fa, specie nei vostri commenti anche se non esplicitamente.

E dunque eccoci qui a sviscerarlo meglio ;-)

Siamo ancora in cammino?

Ho parlato di spunti e manterrò la promessa. Ecco quelli che a me paiono più significativi, ma libere e liberi di aggiungerne altri.

Mi scuso per la telegrafia e la sintesi, ma altrimenti diventerebbe il post che non volevo scrivere. Per ovvie ragioni, il ragionamento non ha una fine, ma un finale aperto .... Lo scriviamo insieme, magari una prossima volta.

  • Dall'Argentina è partito lo scorso anno un movimento di donne contro la violenza, si chiama "Non una di meno". L'obiettivo è denunciare il femminicidio in tutto il mondo e una piattaforma per conquistare la parità di genere. Ha una proposta di mobilitazione per l'8 marzo fino allo sciopero. Ci sono donne e giovani donne, non è semplice stare insieme ma necessario.
  • Le donne si sono organizzate per manifestare contro le dichiarazioni sessiste di Trump. Non è l'unico al mondo, ma l'uomo più potente del mondo. Fa una certa impressione conoscere la sua considerazione delle donne. Rovescio della medaglia: ha preso i voti per battere Hillary (la sua campagna non mi aveva convinto del tutto, come ho scritto in questo post. Ma ero tra le poche a crederlo a quei tempi)
  • Se ti picchia vuol dire che ti ama.

E' un vecchio proverbio russo, simbolo della restaurazione che sta avvenendo in quel paese. Siamo di fronte a una svolta nell'ex patria del socialismo reale, ma non nel senso che avremmo desiderato: la Duma, il Parlamento Russo, con l'autorizzazione di Putin, vara una legge che di fatto depenalizza la violenza familiare a mero atto amministrativo. C'è un articolo molto bello sull'Internazionale che si intitola La Russia legalizza le percosse in famiglia, vale la pena dare un'occhiata.

  • Turchia, Erdogan: “A volte le donne rivendicano uguaglianza tra uomini e donne. Ma il modo corretto di porre la questione è ‘uguaglianza tra gli uomini’ e ‘uguaglianza tra le donne’”. “L’uguaglianza trasforma la vittima in carnefice e viceversa. Quello di cui le donne hanno bisogno è di essere equivalenti, non uguali“. Frasi che si commentano da sole, a cui si aggiungono le dichiarazioni sull’aborto: per Erdogan è “omicidio”. Naturale conseguenza del ragionamento è che “nel mondo del lavoro non si possono imporre le stesse condizioni a una donna incinta e a un uomo“. "il posto delle donne nella società è la maternità“.
  • Vogliamo sentire che aria tira a casa nostra? Vogliamo parlare di disparità salariale? A parità di mansioni le donne guadagnano il 10%, alla faccia della Costituzione. Lo stesso vale per le pensioni. La ministra della Salute, Lorenzin, ha promulgato una campagna che mortifica le donne costrette a ricorrere all'inseminazione artificiale e ha sostenuto che in Italia l'aborto non è più un problema e non lo è nemmeno l'obiezione di coscienza. La campagna elettorale si è aperta e già loschi figuri inneggiano alle restrizioni sulla salute e sul corpo delle donne, come la libertà di avere figli ma anche di non averne. La parità genitoriale è formalmente assunta, ma in alternativa tra i coniugi e i lavori di cura, non riconosciuti, sono tutti sulle spalle delle donne. Anche quelli retribuiti, ci avete fatto caso?
  • Ogni anno migliaia di donne nella mia regione, il Piemonte, (ma immagino non sia troppo diverso ahimè nel resto d’Italia), sono vittime di violenza di genere, Nel 2015 le donne che si sono rivolte ad uno dei 17 centri antiviolenza presenti sul territorio sono state 1650, di cui 1091 italiane e 544 straniere.
  • Sempre in Piemonte, secondo l'ISTAT su 64.362 donne fra i 16 e i 70 anni che hanno subito violenza nel 2014, solo 3.200 hanno fatto richiesta di aiuto a strutture o servizi specializzati. Sono dati pubblicati dal quotidiano "La Stampa".

Facce della stessa medaglia.

Credo che qualcosa si sia fermato e che la risacca rischi di cancellare le nostre impronte sulla sabbia

 

Qual è il vostro 8 marzo?

Se qualcosa si è inceppato forse riguarda ciascuno di noi. Ovvero donne e uomini, perché non c'è niente di peggio che ghettizzare la differenza.

O forse no, ma spero di contribuire a comprenderlo almeno per quanto riguarda il contributo che può dare questa piccola ma vivace comunità.

Mi interessa sapere cos'è per ciascuno di voi l'8 marzo.

Cosa significa, come lo avete vissuto e come lo state vivendo, se lo festeggiate il vostro 8 marzo o lo avete dimenticato.

Se pensate che quelle orme siano da proteggere o se già siete altrove. E se siete, se siamo altrove, dove siamo?

Sento il bisogno di ascoltarvi oggi perché tra pochi giorni il fiume di parole sarà impetuoso e forte e rumoroso ed io nel rumore non riesco a sentire.

Ci state? Se la risposta è affermativa, allora

C'è una cosa che potreste fare

Vi chiedo di esprimervi, di non lasciare questa pagina senza le vostre voci. Sia che siate capitati qui per la prima volta o che siate lettori e lettrici affezionate/i, dite la vostra. Che siate uomini o donne, giovani o adulte, dite la vostra.

Qualcosa si è inceppato, sì. Vediamo se riusciamo insieme a farlo ripartire.

 



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