mercoledì 26 luglio - Aldo Giannuli

Venezuela: errori del governo chavista e crollo del prezzo del petrolio

Come prevedevo, il mio ultimo pezzo sul Venezuela ha suscitato lo scontatissimo coro di proteste dei tifosi del golpista di Caracas ed il cui pezzo forte è, come sempre: “ Non possiamo credere a quello che si dice: le fonti occidentali sono inquinate, i giornali non sono imparziali e stanno dalla parte della destra”.

 Scoperta dell’acqua calda! Certo che le fonti sono inquinate e che la maggioranza dei mass media occidentali sta dalla parte della destra, sarebbe strano il contrario. Ma basta questo per liquidare la questione e ritenere del tutto infondate le notizie sulla repressione madurista? Peraltro, anche le fonti del regime e quelle che gli sono vicine sono fonti interessateme fanno abbondanti operazioni di “nebbia di guerra” , ma questo non è determinante per stabilire chi dei due si avvicini di più alla verità. Normalmente, in questo tipo di conflitti, le fonti più o meno di parte, dicono cose false o montate, ma anche cose vere e per stabilire quanta verità ci sia occorre un lavoro certosino di confronto e verifica.

Peraltro, non escludo affatto che fra gli oppositori ci siano dei violenti e che una parte dei morti vanno messi sul loro conto (cosa su cui la maggior parte dei media glissa, siamo d’accordo). Ma credo che la maggior parte dei cadaveri pesi sul piatto di bilancia del governo.

Vorrei far notare:

1. che anche giornali come Liberation o Le Monde (che non sono proprio riducibili a organi di regime) danno notizie preoccupanti e nessuno smentisce che la polizia spari sui manifestanti

2. che la sinistra latino americana è abbastanza divisa sulla questione e che anche fra quelli che difendono il regime venezuelano si registra molta freddezza

3. che nell’Olas non si sentono voci molto tenere nei confronti del regime di Maduro, compresi i governi di sinistra come quello boliviano.

4. Che la Chiesa conferma molte di quelle notizie (o la Chiesa è credibile solo quando dice cose spiacevoli per gli Usa ed i loro alleati?)

5. Che mi sembra del tutto evidente la discontinuità rispetto a Chavez che non ha mai fatto sparare sulla gente.

Allora togliamo di mezzo sciocchezze come quella del paragone con Allende o addirittura con l’assassinio di Rosa Luxemburg. Partiamo da un dato su cui tutti i difensori di ufficio di Madutro glissano amabilmente: questa ondata di proteste è il prodotto di una crisi economica causata dagli errori del governo chavista e dal crollo del prezzo del barile di petrolio.

La crisi economica e sociale del paese, peraltro è stata inasprita dalla dilagante corruzione. Una evidenza che mi pare sia indiscutibile è che il popolo venezuelano è alla fame e di una situazione del genere il governo è oggettivamente responsabile.

Un brutto errore che molti fanno è quello di pensare che in piazza ci sia solo la destra: illudetevi pure, cari maduristi, ma se le cose stessero così il governo non sarebbe ridotto così a mal partito. La verità che anche i ciechi vedono è che Maduro non vuole le elezioni perché ha paura di perderle e si inventa questa improbabile Assemblea Costituente fatta dai suoi tirapiedi, per evitare una verifica che lo vedrebbe perdente. E la sua è una repressione non contro la destra ma contro il popolo venezuelano. Al referendum “autogestito” delle opposizioni (fra le quali non mancano anche ex appartenenti al Psv, ricordiamolo) hanno partecipato 7 milioni di venezuelani, cioè circa il 40% del corpo elettorale del paese. Si dirà: una minoranza, per quanto cospicua. Ma si dimentica che quello era un referendum basato sul volontariato, con intere zone del paese in cui non esistevano seggi, sotto la minaccia delle squadracce maduriste (e ci non stati anche dei morti), senza i supporti che ogni referendum regolare ha. Dato il carattere meramente politico e privo di valore giuridico, molti sono restati a casa pur non condividendo la “riforma costituzionale” del regime, ma se si fosse trattato di un referendum regolare, quanti avrebbero votato e quanti sarebbero stati i no?

Ai maduristi chiedo: perché non è il governo ad indire il referendum? Non sarà che Maduro è ancora meno democratico di Renzi? Maduro è solo una piccola caricatura di Stalin (che una sua grandezza, tutto sommato, la aveva) e somiglia ai tanti ditattorelli sudamericani.

La verità è molto semplice: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e peggior cieco di chi non vuol vedere. Maduro ha rovinato forse l’unico esperimento attuale di rivoluzione socialista basata sul cinsenso (la revolucion bonita di Chavez), una responsabilità politica enorme.

Chi difende Maduro è solo quel rimasuglio di sinistra stalinista per fortuna ormai moribonda e con la quale è arrivato il momento di tagliare ogni rapporto, a cominciare da Rifondazione Comunista che può fare un solo servizio all’idea comunista: sciogliersi.

Aldo Giannuli




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