mercoledì 10 maggio - Aldo Giannuli

Venezuela | Una risposta ai difensori di quel delinquente di Maduro

Cari amici, provate a rispondere a questa semplice domanda: se non si stesse parlando del Venezuela di Maduro, ma dell’Inghilterra e della May, della Francia e di Macron o anche dell’Italia e di Renzi o del Messico di Enrique Pena Nieto, avreste tutte queste cautele? Le notizie non sono certe, ma chi c’è dietro la rivolta? I morti sono pochi e poi alcuni lo sono per regolamenti di conti (versione della polizia), aspettiamo di vedere come va a finire eccetera eccetera? Se avete un briciolo di onestà intellettuale e sapete ancora cosa sia la vergogna, non potrete che rispondere no. Tanta comprensione sarebbe negata a chiunque non fosse del “nostri”. 

Ricordo che Maduro è quello che ha sciolto il Parlamento, ridotto il paese alla fame, consente la corruzione dei corpi di polizia coinvolta nel contrabbando di alimentari, sta proponendo una pseudo Assemblea Costituente addomesticata per evitare un voto sicuramente sfavorevole e, nel frattempo, fa sparare contro i manifestanti. E che la polizia spari credo che nessuno osi negarlo, magari non tutti i morti lo sono per questo motivo ed occorre indagare su questo o quel caso, ma che la polizia spari ed abbia fatto dei morti, più o meno numerosi, mi pare che sia fuori discussione. E chi spara su una folla disarmata è un delinquente, qualsiasi sia la sua etichetta politica. Maduro sta facendo sparare sul suo popolo ed è un delinquente. Mi pare non si scappi.

A proposito del paragone con Pinochet: un intervento ha sostenuto che bisogna difendere il regime madurista perché se cadesse verrebbe fuori una dittatura militare che si comporterebbe come Pinochet. Al che ho replicato che, per ora, il Pinochet della situazione (quello che ammazza gli altri) lo sta facendo Maduro, anche se, per ora i numeri delle vittime sono infinitamente più piccoli. Dopo di che so distinguere e so che ogni paragone è imperfetto e parziale, noto solo una sinistra coincidenza nella concezione totalitaria del potere.

La verità è che c’è un fondo di disonestà politica in una certa sinistra che lo stalinismo non lo ha mai superato davvero. Il ragionamento è questo: anche se il tale governo fa cose, diciamo, discutibili, però ha fini nobili ed uguali ai nostri, tanto è vero che i suoi nemici sono questo o quello che sono anche i nostri nemici.

Insomma quel che conta è l’autoproclamazione del regime come progressista, socialista o quel che vi pare ed il nome del più o meno presunto aggressore. Solo che si trascura di considerare che uno può benissimo proclamarsi socialista o venusiano senza esserlo e che esistono pure i regime degenerati, cosi come lo stalinismo fu la degenerazione del leninismo ora il madurismo è la degenerazione dello chavismo. Chavez ha fatto degli errori, ma non era un criminale (anzi…), Maduro non sta facendo errori: è un criminale. E la sua figura (come quella dei vari Stalin, Honecher, Ulbricht, Kadar, Novotny, Jaruzelskj, Ceausescu ecc.) disonora il socialismo o il comunismo della cui bandiera si avvolge indegnamente.

In omaggio a questo modo perverso di intendere l’appartenenza di campo, che era solo un indecente doppiopesismo, si sono ingoiate le cose peggiori: il governo francese (con dentro i comunisti) che bombardava gli insorti malgasci, il regime tedesco orientale che sparava sugli edili berlinesi e, poi, mitragliava chi tendava di scappare al di là del muro, l’invasione dell’Ungheria, quella della Cecoslovacchia, la repressione staliniana, eccetera eccetera. Con il bel risultato di non aver salvato alcun regime del “socialismo reale” ed in più di essersi macchiati di crimini del genere: tutto è perduto, anche l’onore.

Cari amici, ma se vogliamo riabilitare l’idea di socialismo o comunismo, vi pare che possiamo portarci appresso questi scheletri nell’armadio? La difesa ideologica di simili figuri non è fedeltà alla bandiera, ha un altro nome: omertà mafiosa. Quanto poi a chi sta in piazza contro Maduro non mi pare che siano tutti fascisti, io vedo in piazza studenti, donne , lavoratori. E’ un’altra “rivoluzione arancione”, può darsi, ma se un regime politico ha davvero il consenso popolare, non ci sono “rivoluzioni colorate” e, comunque, non c’è bisogno della polizia, basta che le masse che sostengono il governo intervengano. Dove sono le masse che sostengono Maduro? Sono convinto che ci sono settori non piccoli (ma minoritari) che sostengono Maduro, ma perché non li si mobilita? Forse per paura che poi la cosa sfugga di mano?

Insomma, sinceramente, come fate a non vergognarvi di difendere un personaggio così spregevole? Non vi pare di imbrattare una volta di più il nome del socialismo?



5 réactions


  • Truman Burbank Truman Burbank (---.---.---.242) 10 maggio 14:46

    Giannuli è bravo, è abituato ad approfondire e, almeno per quanto ne so, non ragiona per schieramenti precostituiti. Il che mi farebbe dire che è prezioso, più che bravo.

    Eppure in questo caso non mi convince. Del resto a me non interessa difendere qualcuno, ma capire i fatti.

    Intanto Maduro non ha sciolto il Parlamento, cosa che non è sua prerogativa, ma piuttosto è stata la Corte suprema a esautorare il Parlamento (presumibilmente su sollecitazione di Maduro, certo). Ma ciò succedeva a fine marzo e la delibera è stata ritirata dopo pochi giorni. Andrebbe pure detto che sulla composizione del Parlamento c’è un forte contenzioso, dovuto a un buon numero di eletti (contrari a Maduro) la cui elezione appare fortemente irregolare. Senza questi eletti irregolari la maggioranza del Parlamento sarebbe a favore di Maduro.

    E qui non ne so abbastanza, quanto sono irregolari questi eletti? Insomma è un pretesto oppure il colpo di Stato l’hanno commesso gli eletti abusivi nel Parlamento? (Capovolgendo la maggioranza parlamentare con voti falsi).

    Poi Giannuli sostiene che "Maduro ... fa sparare sui manifestanti". Ormai ho visto troppe rivoluzioni colorate per non sospettare di questi spari sui manifestanti. Non ho difficoltà a ricordare che a Kiev erano gli oppositori a sparare sulla folla, per poi dare la colpa a Yanucovich. In precedenza operazioni del genere erano state fatte nei Paesi baltici. E ancora più di recente abbiamo visto tutti i giornali che davano addosso a Bashar al-Assad perché aveva gassato i suoi cittadini, ma le prove non sono mai state fornite, anzi ci sono fondati motivi di credere che i gas li usassero i ribelli.

    Insomma, nelle rivoluzioni colorate c’è un modus operandi ben riconoscibile, del resto sono tutte basate sullo stesso Field Operating Manual (no, non ce l’ho il manuale, ma so riconoscerne la presenza) e in Venezuela ci sono troppe analogie con situazioni già viste.

    Le domande di Giannuli in questo caso mi sembrano domande sbagliate, e non esistono risposte corrette a domande sbagliate. Solo i totalitarismi, gli stati di polizia, pretendono sempre la risposta (quella "giusta") alle loro domande. Chi ha potere fa le domande che vuole e il suddito deve rispondere. Al di fuori di questi casi le domande di chi pretende di sapere le risposte sono solo artifici retorici.

     E qui Giannuli mi fa notare che comunque "Maduro è un criminale". Qui mi volgo al passato, la Russia devastata da Yeltsin, folle ubriacone corrotto e venduto, la Russia che conobbi con tristezza all’inizio degli anni ’90. Poi arrivò Putin, quel criminale di Putin, credo direbbe Giannuli. E la Russia si riprese. Ce ne vorrebbero di più di criminali così.


    • Giulio Luci (---.---.---.113) 11 maggio 15:34

      Sottoscrivo interamente il commento di Truman Burbank: un’analisi perfetta, per la quale voglio complimentarmi con lui.


  • Angelo Zaccaria (---.---.---.34) 11 maggio 17:19

    Precisazione essenziale. I risultati delle ultime elezioni parlamentari, che diedero ampia maggioranza agli antichavisti, furon ratificati dal CNE e riconosciuti anche da Maduro. La controversia riguarda solo 4 deputati eletti nel sottopopolato stato di Amazonas, e col pretesto di questo contenzioso, il tribunale supremo ha congelato le prerogative dell’intero parlamento, con evidente avallo del governo. Questa perdita di consenso é uno dei fattori principali della attuale crisi. La si pensi come si pare, ma su alcuni dati oggettivi meglio non fare confusione.


    • Truman Burbank Truman Burbank (---.---.---.132) 12 maggio 23:42

      Ok, grazie, ho provato a verificare e mi sembra giusto. E quindi sembrerebbe che il discorso dei parlamentari irregolari sia un pretesto.


  • oblomov (---.---.---.87) 14 maggio 16:04

    Giannuli ha perfettamente ragione; quel che afferma del delinquente dittatore è ancora poco.
    Chi straparla su questa pagina o non sa quel che dice o è il solito ideologo massimalista.
    Da Caracas a Merida è tutto un popolo che soffre e si solleva; quei 4 gatti pro Maduro sono e si dimostrano per quel che sono: delinquenti assoluti come il loro capo che li protegge comprandoseli. In verità si proteggono tra di loro contro un popolo affamato e privo di cure,
    Io ne parlo a ragion veduta sia perché ci sono stato in Venezuela prima e di e con Maduro e in secondo luogo perchè ho parenti in Mèrida e a Caracas.
    Un saluto.
    Posso firmarmi perché i miei hanno cognomi diversi. Nino Scala Lombardo


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