martedì 9 maggio - Aldo Giannuli

Venezuela | Perché Maduro deve andarsene

Maduro, dopo aver sciolto il Parlamento, sembra voglia convocare una improbabile Assemblea Costituente Nazionale per rifare la Costituzione. Non una Assemblea votata da tutto il popolo, ma espressa solo dalle organizzazioni femminili, sindacali, giovanili eccetera.

Cioè da un po’ di funzionari di partito che dovranno approvare un testo di sicura ispirazione autoritaria, che sostituisca quella che, ricordiamolo, è la Costituzione “bolivariana” voluta da Chavez nel 1999 e che non si vede perché sia urgente sostituire se non per garantire la dittatura del partito di Maduro. Direi una decisione che rende del tutto evidente la rottura fra Chavez ed il suo scellerato successore che ne disconosce la Costituzione. Da questo punto di vista Maduro è l’Erdogan del Venezuela.

La crisi venezuelana sta precipitando: inflazione al 500%, oltre un terzo della popolazione è sotto il livello di povertà e fruga nell’immondizia per nutrirsi, il contrabbando di alimentari con la vicina Colombia è fiorentissimo e coinvolge le forze di polizia, il paese è ad imminente rischio default e la polizia spara sui dimostranti. Soprattutto è evidente che Maduro non vuole le elezioni perché sa di perderle, avendo contro il popolo venezuelano che sta insorgendo contro di lui e la sua cricca di amici. Anche per questo vuole una nuova costituzione che (scommettiamoci) conterrà norme elettorali fortemente limitative.

Dunque nessuna ragione per distinguerlo da Pinochet o da qualsiasi altro dittatore latino americano. E, invece, siccome il Signor Maduro sventola una bandiera che molti pensano antimperialista, progressista e di sinistra, ecco che Rifondazione, per bocca di Ferrero e nuovo Pci per bocca di non so chi, proclamano di stare dalla parte di Maduro. Come dire che non abbiamo capito niente della storia. Quando uno legge certe dichiarazioni, pensa che sia giusto che queste due forze politiche abbiano perso quasi tutti i loro consensi e si avviino a scomparire.

Ditemi voi, se quello che abbiamo descritto fosse lo stato di qualsiasi paese, dove non fosse al potere una forza sedicente di sinistra, se Rifondazione o il Pci come tutte le forze di sinistra, non chiederebbero l’immediata caduta del governo e nuove elezioni. E’ evidente che il governo, qualunque ispirazione ideologica abbia o vanti, è responsabile di questo disastro ed abbia l’obbligo morale e politico di togliersi davanti. Ferrero ha detto che ci vile il coraggio di dire che “stiamo dalla parte di Maduro”, io quel coraggio non ce l’ho ma ho quello di dire che sto dalla parte dell’opposizione, anche se al suo interno ci saranno sicuramente componenti di destra molto lontane dal mio pensiero, ma nella democrazia ci si crede o non ci si crede. Ed io spero che Maduro sia rovesciato e processato a norma dell’art 266 c. 2 della Costituzione attualmente vigente.

Cari compagni, mettiamoci in testa che un fetente dittatore resta un fetente dittatore anche se agita la bandiera rossa, anzi fa più schifo perché si ammanta di un vessillo che non gli appartiene e bisogna strappargli.

Aldo Giannuli




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