lunedì 6 marzo - Riccardo Noury - Amnesty International

Tortura: dopo la denuncia due anni di carcere a un blogger dell’Azerbaigian

Libertà di espressione | Venerdì 3 marzo un tribunale dell’Azerbaigian ha condannato a due anni di carcere Mehman Huseynov, 28 anni, noto blogger, fotoreporter e attivista per i diritti umani, per “diffamazione”.

Il “diffamato” è un agente di polizia che Huseynov aveva denunciato come autore delle torture che il blogger aveva subito in una stazione di polizia, la notte tra il 9 e il 10 gennaio.

Invece di indagare sulle torture che, secondo molti ex detenuti, si verificherebbero nelle stazioni di polizia e nelle prigioni, il governo azero preferisce mettere sotto il tappeto il problema e condannare chi lo denuncia.

Huseynov non è sconosciuto alle autorità. Nel 2012 era stato uno dei protagonisti della campagna per far conoscere all’Europa le violazioni dei diritti umani nel suo paese in occasione del concorso canoro Eurovision Song. Arrestato per “vandalismo”, se l’era cavata con la confisca del passaporto.

Di lì a poco, l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa avrebbe esaminato un rapporto sulla situazione dei diritti umani, poi bocciato in quello che è passato alla storia come lo  scandalo della “diplomazia del caviale”.

Il 21 febbraio, Huseynov ha criticato la nomina della “first lady” Mehriban Aliyeva alla carica di vice-presidente. E pure questo non deve aver fatto un gran piacere.

Con Huseynov, sale a 13 il numero dei blogger, dei giornalisti e di altri operatori dell’informazione in carcere.

Amnesty International considera Huseynov un prigioniero di coscienza e ha chiesto al governo dell’Azerbaigian di rilasciarlo. Altre 23 organizzazioni non governative per la libertà di stampa hanno sottoscritto un appello congiunto per la sua scarcerazione.




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