venerdì 3 marzo - Clash City Workers

Telecom e settore TLC: continua la lotta [Video]

Circa 4000 lavoratori in piazza, Sabato scorso, 25 Febbraio. Una marea ROSSA, come le loro giubbe, quelle dei dipendenti Telecom giunti da tutta Italia in maniera TOTALMENTE AUTORGANIZZATA e col solo supporto dei sindacati di base, per manifestare contro il taglio unilaterale della contrattazione aziendale operato da una dirigenza che si distingue per l'incredibile arroganza.

 Tutto questo nel silenzio assoluto di giornali e telegiornali. Perché ai media i lavoratori non interessano mai quando alzano la testa, meglio parlarne fintanto che si tratta di raccontarne le tristi e sfortunate vicende, fintanto che rimangono vittime della povertà, dei raggiri, della precarietà. Così da autoavverare la profezia per cui "tanto nessuno fa niente", per cui è meglio pensare ognuno per sé, anche se questo significa sempre di più accontentarsi delle briciole di un sistema che continua a produrre miseria per tanti e opulenza per pochi. Perché quando la propria voce viene soffocata, quando non si riesce a raggiungere tutti quelli a cui ci si vorrebbe e dovrebbe rivolgere - cioè gli altri milioni di lavoratori nelle stesse o peggiori condizioni -, la sensazione è quella di non esistere o quasi. E l'indignazione diventa rancore, rabbia impotente, incapace di trasformarsi in azione.
Per questo allora abbiamo provato con questo video a restituire il clima che si respirava in quella piazza.

In cui, oltre ai lavoratori Telecom, c'erano i lavoratori Alitalia e Almaviva a dare il loro sostegno e, soprattutto, a sentirsi sostenuti da una mobilitazione del genere. Perché la battaglia che stanno portando avanti i lavoratori TIM ha un'importanza enorme per tutto il settore delle telecomunicazioni, minacciato da un rinnovo del CCNL estremamente penalizzante, che di fatto ratifica quanto stanno facendo le dirigenze Telecom e Almaviva nelle proprie aziende. Cioè lo sfruttamento puro, esemplificato drammaticamente dall'accordo raggiunto nella sede di Almaviva Napoli: taglio di stipendi già miseri, flessibilità oraria, controllo individuale.
La manifestazione di Sabato rappresenta allora un segnale di controtendenza rispetto a una corsa al ribasso nelle condizioni di lavoro che sta colpendo i lavoratori di tutto il Paese, nel settore delle TLC e non solo. Sostenere questo percorso è allora interesse di tutti noi.

Di seguito le immagine della manifestazione e il comunicato ufficiale del CLAT - Collettivo Lavoratori delle Telecomunicazioni

 

 

Salario, diritti, dignità. Giù le mani dal CCNL.

Della giornata di Sabato 25 Febbraio, manifestazione nazionale voluta dai lavoratori Autoconvocati di TIM, possiamo fare due tipi di considerazioni.

La prima riguarda in modo proprio il nostro mondo, sia come lavoratori interessati, che come uomini coinvolti, la seconda valutazione ha un carattere più estrinseco, perché rivolta ad un mondo per noi fattosi straniero, quando non anche ostile, che riguarda un certo sindacato ed un’Azienda matrigna, che spesso rischiano di stare sullo stesso piano.



Prima considerazione, i lavoratori hanno dimostrato un’enorme volontà di lotta, che s’è concretizzata con un enorme numero di adesioni. Una manifestazione così riuscita ha un carattere “autoistruttivo”, capace di mostrarci che ci si può organizzare dal basso quando si è partecipi di un progetto di riscatto, ed uscire così dalla condizione sterile di vittime piagnucolanti di un sopruso. 

Stando vicino ai colleghi venuti da tutta Italia, abbiamo avuto la conferma come tutti avevano la nostra stessa rabbia o la nostra stessa paura, ma allo stesso tempo abbiamo potuto respirare un sentimento forte che ha prodotto in noi gioia nuova: abbiamo conosciuto la Bellezza. La Bellezza di lottare insieme, un insieme che è comunità, attraverso la quale scompare la paura e la rabbia stessa, per lasciar posto alla speranza e ad un progetto. Quando ci si scopre comunità, quando si ha coscienza di appartenenza, si crea forza e si perde la nostra solitaria vulnerabilità, qualitativamente ne traiamo beneficio. Difficilmente dalla sola quantità nasce la qualità, la quantità innumerabile dei formicai moderni, modello centro commerciale, sono l’esempio migliore di uno essere senza anima e quindi senza qualità. Solo quando il numero scopre la comunità e la collettività, allora si ha qualità, e trova la Bellezza. 

A dispetto di tutti quelli che ci preferirebbero massa di elementi informi, o nel processo passivo della produzione da polli d’allevamento, o come gregge non pensante, capace al massimo di esprimere la propria esistenza con la delega a una tessera di un sindacato soporifero, a dispetto di tutti questi, Sabato si è respirata aria di collettività. Il nostro sforzo come lavoratori deve rimanere quello di sentirci parte attiva di questa comunità. 

La pretesa, l’ambizione, come autoconvocati pertanto è proprio quella di recuperare la dimensione sociale del lavoratore, e sabato ci siamo riusciti, tutti ci siamo sentiti parte della stessa comunità, tutti ci siamo sentiti migliori. 
La seconda considerazione, va fatta nei confronti degli altri, quelli che non hanno voluto crederci, perché malgrado loro è stato possibile. Malgrado la loro elefantiaca pigrizia, o arrendevolezza, o presunzione, abbiamo dimostrato che c’è un popolo di lavoratori che a dispetto dei ricatti, delle vessazioni e degli anestetizzanti, non è disposto a mollare ed è pronto alla lotta. Ci sarà sempre un demone in qualcuno di noi pronto a suonar la tromba della riscossa, e malgrado il muro del silenzio, della democrazia in cui puoi dire quello che vuoi tanto non ti ascolta nessuno, dobbiamo avere la certezza che il suo squillo arriverà sempre a chi è causa del nostro male. 

Sabato tutti abbiamo avuto conferme, anche la nostra ingenerosa matrigna: ci stiamo ricostruendo come comunità di lavoratori, come “animali politici”, mai domi al tallone della ingiustizia sociale, così come alla sua volontà prevaricante, apolide ed egoista.

#clat 
#wil
Collettivo Lavoratori Autoconvocati delle Telecomunicazioni




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