sabato 29 luglio - Camillo Pignata

Taglio ai vitalizi: una battaglia vinta, una guerra persa

E’ vero il finanziamento pubblico è stato calpestato, bistrattato, con i soldi della gente i parlamentari hanno accumulato ricchezze e privilegi, che suonano come un'offesa, verso chi fatica ad arrivare o non arriva a fine mese o deve aspettare 70 anni per avere una pensione.

Bisognava fare una ripulita, ma nel rispetto dei principi che regolano la successione delle leggi, per rafforzare la politica e non indebolirla, per vincere la guerra e non solo una battaglia.

E invece il PD e MOV5S hanno approvato una legge sui vitalizi che fa un calcolo retroattivo delle pensioni, che non può fare (art. 11, primo comma, disposizioni sulla legge in generale), che riduce i privilegi dei parlamentari ma indebolisce la politica, che vince una battaglia, ma perde la guerra.

Vince una battaglia perché trasforma le pensioni dei parlamentari, da retributive in contributive, e li equipara a quelle dei cittadini.

Ma perde la guerra, perché accetta il principio del contributivo che è la spina dorsale della legge Fornero, ed abdica al retributivo, che è pur sempre uno strumento di perequazione tra pensioni ricche e pensioni povere, anche se è stato usato male.

Vince la battaglia perché allunga l’età pensionabile dei parlamentari.

Perde la guerra perché accetta il principio dell’allungamento dell’età delle pensionabile.

Perde la guerra perché non risolve veramente la questione dei costi esagerati della politica, perché i benefici per le casse dello Stato sono minimi,ma soprattutto, perché abdica al principio del finanziamento pubblico della politica che garantisce la sua autonomia della politica a favore di quello privato che la condiziona.

L'approvazione di questa legge è l’emblema di una politica che fa harakiri, che colpisce ,come è giusto, le sue disfunzioni, ma lascia indenni quelle del capitale, riduce i super stipendi dei parlamentari, ma non tocca quella dei manager. E ancora questa legge realizza un pericolosissimo precedente di un calcolo retroattivo che lede i diritti quesiti, che potrebbe essere utilizzato anche per le pensioni dei lavoratori, ivi comprese quelle più basse. 

 E l'emendamento che preclude il ricalcolo retroattivo alle pensioni in essere e future dei lavoratori dipendenti ed autonomi, è "una pezza a colori", che non evita questo pericolo di contagio, ma conferma la illiceità del calcolo retroattivo, e la sua pericolosità, mentre esprime follia di una norma che programma e vincola i contenuti di una legge futura.

 In definitiva questa legge è un vero e proprio bluff, una vera sceneggiata in cui viene presentata come una legge di giustizia, una legge che non fa giustizia, come una legge che risolve la questione dei costi della politica, una legge che non risolve tale questione.

Questa legge non elimina i vitalizi, che sono stati già eliminati.

Questa legge prevede il ricalcolo retroattivo dei contributi, per smantellare il principio dei diritti acquisiti già colpito dalla legge Fornero, quello della irretroattività delle leggi, e in definitiva, la certezza del diritto e il finanziamento pubblico della politica, per metterla nelle mani di lobby privatistiche.

Ma tutto questo ai nostri parlamentari non interessa, perché l’importante è fare voti.

 



1 réactions


  • pv21 (---.---.---.237) 31 luglio 19:05

    Trastulli >

    La politica sul web può diventare il teatrino delle vacuità.

    Tipo quando si disvelano presunte falsità di stampo filologico.


    Quando da un lato si legge che “un messaggio che è virale diventa vero” e quando dall’altro si ribatte che certi messaggi “sono virali di per sé, dunque veri”.

    In un caso è la forza “virale” del messaggio che ne determina la veridicità. Nell’altro “viralità” e “veridicità” sono dati come requisiti base d’un connubio inscindibile.

    Questo almeno sembra volersi intendere.

    Nel merito.


    E’ FATTO risaputo che la “viralità” di notizie/messaggi molto poco ha a che fare con la veridicità del contenuto. Specie in politica dove i messaggi sono spesso e volentieri annunci di progetti e promesse di cose a venire.

    Per di più basti ricordare le recenti campagne e iniziative promosse per ostacolare la dilagante “viralità” delle fake news.


    Ergo.

    Al di là delle strategie propagandistiche serve focalizzare valore e significato di Parola e Merito


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