domenica 30 luglio - Anna Maria Iozzi

Squadra mobile-Operazione mafia capitale: in autunno, su Canale 5, la seconda serie

Criminalità organizzata e affari loschi. È il leit- motiv della fiction “Squadra mobile – Operazione mafia capitale”, che approderà a breve su Canale 5, con la seconda serie.

Prodotta dalla Taodue di Pietro Valsecchi e diretta da Alexis Sweet, la serie ripercorre, grazie al sottotitolo, l’inchiesta che ha coinvolto l’amministrazione di Roma.

Nel cast, Giorgio Tirabassi nel ruolo del vicequestore aggiunto, Roberto Ardenzi e Daniele Liotti, in quello del poliziotto, Claudio Sabatini.

Spin-off della celebre serie televisiva “Distretto di polizia”, la squadra si impegnerà a sradicare le fitte collusioni tra malavita e potere.

Forte di una media di 4 milioni di spettatori nella prima serie, la forza della squadra è di aver trattato argomenti di notevole spessore attuale: cyberbullismo, razzismo, maltrattamento dei minori e stalking.

Oltre a queste tematiche, la sceneggiatura racconta le vicende dei protagonisti, tra vita privata e professione.

L’ex poliziotto, Claudio Sabatini, reduce, nella prima serie, da un traffico di droga e un periodo di detenzione, darà del filo da torcere al vicequestore.

Molte le novità, a partire dal cast. Fuori Serena Rossi. L’attrice interpretava l’ispettrice Valeria Goretti. Al suo posto, Valeria Bilello.

Per l’attore Giorgio Tirabassi ritornare «è stato come rimettersi un paio di vecchie scarpe. Strausate ma comode». «Eppure, quando qualche tempo fa Pietro Valsecchi, il produttore, mi ha chiamato per offrirmi il ruolo di un commissario in una nuova serie tv sono stato io a dirgli: “Senti, scusa, ma perché non Ardenzi? Il pubblico ha visto la nascita della figlia, la morte della moglie e l’uccisione del suo miglior amico: un trascorso del genere non può dartelo nessuno sceneggiatore”».

Perfido, invece, il ruolo di Claudio Sabatini, interpretato da Daniele Liotti. «Si, faccio il cattivo, ma non tagliato con l’accetta» spiega l’attore. «Sabatini è un poliziotto a cui non basta la paga del Ministero, cede alla tentazione e si ritrova nei guai. A poco a poco si trasforma in un delinquente vero e proprio, ma deve affrontare anche i suoi sensi di colpa. Perciò prova continuamente a riscattarsi, a uscire dal girone infernale nel quale si è cacciato, stretto tra i sospetti di Ardenzi e le minacce dei suoi ex complici. Anche alla sua compagna promette più volte di cambiare vita, ma non è facile».

All’inizio, la Taodue gli aveva proposto un altro ruolo. «Mi avevano proposto quello del protagonista, che si sarebbe dovuto chiamare Cattaneo» racconta l’attore. «Quando poi venne deciso di riprendere il personaggio di Ardenzi, il regista Alexis Sweet, che mi aveva già diretto in “Il capo dei capi”, mi buttò lì: “E se facessi il cattivo?”». E quella che è nata come una battuta è diventata realtà. «Ormai mi ero quasi affezionato all’idea di interpretare un integerrimo commissario. Poi ho capito che sarebbe stata una grande crescita professionale calarsi nei panni di Sabatini, un personaggio complesso che la gente amerà odiare».

I 16 episodi sono ispirati alla nostra attualità. «È una serie più noir di “Distretto”. Anche se, secondo me, la parte più tosta di questo telefilm è il racconto del rapporto tra Ardenzi e Sabatini» conclude Tirabassi.

 




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