giovedì 16 marzo - Riccardo Noury - Amnesty International

Siria, 7 anni di guerra | Contro l’impunità per i crimini di guerra occorre la giurisdizione universale

Il conflitto siriano entra nel suo settimo anno. Secondo l’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria, il numero delle vittime dal marzo 2011 è di oltre 400.000: un siriano su 100.

Oltre il 20 per cento dei siriani vivono come rifugiati fuori dal paese e metà della popolazione che si trova ancora in Siria ha bisogno di assistenza umanitaria. 

I crimini contro l’umanità e i crimini di guerra commessi da tutti coloro che prendono parte al conflitto siriano sono stati ampiamente documentati sin dall’inizio del conflitto da Amnesty International, da altre organizzazioni per i diritti umani e dalle agenzie delle Nazioni Unite.

L’elenco di questi crimini comprende: esecuzioni extragiudiziali; torture e trattamenti crudeli; attacchi deliberati contro i civili, le abitazioni, le strutture sanitarie e le infrastrutture civili; attacchi indiscriminati e sproporzionati; sparizioni forzate; sterminio e cattura di ostaggi.

Per porre fine all’impunità, Amnesty International ha lanciato la campagna “Giustizia per la Siria”.

La campagna chiede ai governi di porre fine all’impunità e avviare l’accertamento delle responsabilità sostenendo e finanziando il meccanismo d’indagine approvato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite lo scorso dicembre e applicando la giurisdizione universale per indagare e processare persone sospettate di crimini di crimini di guerra e crimini contro l’umanità nel corso del conflitto siriano.

Tutti gli stati possono esercitare la giurisdizione universale su crimini di diritto internazionale come i crimini di guerra e i crimini contro l’umanità. Essa permette di indagare e processare nei tribunali nazionali persone sospettate di essere responsabili di detti crimini, così come di quelli di tortura, genocidio e sparizione forzata, a prescindere dallo stato dove siano stati commessi e della nazionalità della persona sospetta o di quella della vittima.

Attualmente, sono 147 i paesi che possono esercitare la giurisdizione universale su uno o più crimini di diritto internazionale. Indagini sui crimini commessi in Siria sono in corso in vari paesi europei tra cui Francia, Germania, Norvegia, Olanda, Svezia e Svizzera. L’Italia potrebbe esercitare la giurisdizione universale per le migliaia di casi di tortura verificatisi in Siria, ma come noto la legge sul relativo reato manca da quasi 30 anni…

La risoluzione adottata dall’Assemblea generale nel dicembre 2016 ha dato alla popolazione siriana un barlume di speranza che la giustizia sia possibile e ha costituito un segnale di sfida per un Consiglio di sicurezza, bloccato e incapace di porre fine ai crimini di diritto internazionale in Siria.

Ora, per poter diventare operativo, il meccanismo approvato dall’Assemblea generale attende il necessario finanziamento e la cooperazione, altrettanto indispensabile, degli stati che hanno votato a favore.

Non farlo sarebbe l’ennesimo tradimento verso la popolazione siriana.




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