venerdì 14 aprile - Francesco Grano

"Shooter": dal film alla serie il cecchino Swagger non sbaglia un colpo

Tratto dall'omonimo film diretto nel 2007 da Antoine Fuqua, Shooter è una serie action imperdibile. Ecco un modo per saperne di più sul serial a marchio Netflix

 

 

 

Ex tiratore scelto del MARSOC (le forze speciali del Corpo dei Marines) Bob Lee Swagger (Ryan Phillippe), dopo un’ultima missione in cui ha perduto la vita un suo commilitone, si è ritirato a vita privata prendendosi cura di sua moglie Julie e di sua figlia. Ma un giorno il suo ex Capitano Isaac Johnson (Omar Epps), ora passato al Secret Service presidenziale, gli chiede di ritornare in servizio per via di un potenziale attentato terroristico ai danni del Presidente degli Stati Uniti. Il compito di Swagger è quello di capire come avverrà l’attentato poiché, secondo fonti di intelligence, dovrebbe essere compiuto da un pericoloso cecchino ricercato da anni. Swagger, inizialmente titubante, accetta ma quello che non sa è che l’ingaggio antiterrorismo è un architettato complotto ai suoi danni. A cadere sotto i colpi dell’attentatore non è il Presidente americano ma quello ucraino in visita a Seattle. Accusato di essere l’assassino, ferito e braccato Swagger dà vita a una guerra privata per provare la sua innocenza, salvare la sua famiglia e vendicarsi del suo vecchio superiore.

Tra canali in chiaro, pay tv e servizi di streaming on demand, la produzione dei serial televisivi sta vivendo il massimo del suo apice con un’inarrestabile e incredibile ascesa. Tra serie originali e adattamenti dal grande al piccolo schermo, di sicuro ce n’è per tutti i gusti e per gli spettatori saltuari o per quelli più esigenti. Nel già nutrito e variegato catalogo della serialità, si è venuta ad aggiungere la trasposizione di un action-thriller uscito nelle nostre sale dieci anni addietro. Il titolo in questione è Shooter (id., 2007) diretto da Antoine Fuqua, il regista di Training Day e The Equalizer.

Prodotta da Netflix e ispirata dall’omonima pellicola (a sua volta tratta dal romanzo Point of Impact di Stephen Hunter) la serie di Shooter (id., 2016 – ), segue grossomodo le vicende dell’adattamento cinematografico, variando in alcuni punti la trama e introducendo personaggi inediti. Se per esigenze di copione è stato necessario – se non opportuno – modificare lo script vista la natura episodica del prodotto, di sicuro la serie di Shooter non fa rimpiangere l’originale, ricreando ex novo la figura del letale cecchino Bob Lee Swagger, cambiando il suo background per essere ancora più vicino alla nostra contemporaneità, mostrando il passato dello sniper in quella interminabile guerra in Afghanistan che, ancora oggi, è oggetto di attenzione. La caratterizzazione dei personaggi è il punto forte di Shooter in quanto offre una galleria di caratteri e psicologie altamente differenti tra loro: nonostante Ryan Phillippe e Omar Epps non possiedono il carisma di Mark Walhberg e Danny Glover che, nell’originale di Fuqua, interpretano rispettivamente la parte del cecchino e dell’ambiguo agente governativo, la coppia di personaggi televisivi funziona in quanto, rispetto al fratello maggiore cinematografico, sono due esistenze segnate dall’aver servito la patria con indosso la stessa uniforme, fianco a fianco sullo stesso campo di battaglia e incapaci di dimenticare il fil rouge che li lega, e che si muovono (uno in cerca della verità, l’altro manovrato dall’alto) in un mondo brutale fatto da doppi e tripli giochi, da assassinii politici e crimini di guerra.

Di sicuro le modifiche apportate dal trasferimento da film a serial non hanno danneggiato né tantomeno penalizzato Shooter bensì, al contrario, l’ideatore John Hlavin è stato capace di creare un prodotto che non sa di stantio o di già visto, data la natura di origine. Shooter è il lampante esempio di come sia possibile proporre nuovamente qualcosa di già esistente, senza tuttavia cadere involontariamente nel classico effetto copia e incolla che, spesso e volentieri, affligge molte trasposizioni mal ideate. Ed è proprio il versante tecnico/registico insieme a quello della sceneggiatura che permette a Shooter di guadagnare terreno e affermarsi come qualcosa a sé stante rispetto al film di Fuqua. Composto da dieci episodi Shooter ha al suo centro una storia di fantapolitica degna del miglior Tom Clancy che – tuttavia – non incorre nell’irreale più ridicolo. Diretto egregiamente e con un taglio decisamente action per via del massiccio utilizzo della steadicam (anche se a volte inopportuna in alcuni frangenti), il serial Shooter è un crescendo di situazioni e adrenalina tra azione e spy story, capace di non annoiare gli spettatori cresciuti a pane e genere action ma anche i neofiti.

Serie avvincente, tesa e violenta Shooter ha tutti i requisiti in regola per essere una serie degna di attenzione, per nulla minore ai prodotti concorrenti offerti dalle reti e dai servizi web. Ben realizzato e interpretato il serial di John Hlavin non rimane nella nicchia, dando agli spettatori (e ai fan dell’originale) la sicurezza (nell’attesa della seconda stagione) che dal film alla serie il cecchino Swagger non sbaglia un colpo.




Lasciare un commento