lunedì 6 marzo - Emilia Urso Anfuso

Scandali in politica: la verità potete leggerla sui libri inchiesta

Ciò che sto per scrivere, potrà apparirvi paradossale, ma vi assicuro che è una realtà, che in pochi però, sembrano conoscere.

E’ vero: gli italiani leggono poco. In questo caso, mi riferisco alla lettura dei libri, e non di giornali cartacei od online, sempre più fonte di Informazioni, e a volte di bufale, che diventano anche virali, al punto da divenire assimilate come verità assoluta: è uno dei tanti problemi che noi giornalisti ci troviamo ad affrontare con la diffusione sempre più copiosa, di contenuti che non rappresentano la realtà, e nemmeno le famose regole deontologiche, che siamo chiamati a rispettare.

Tornando ai libri: secondo i dati Istat, riferiti al 2015, in Italia le persone dai sei anni in su, che hanno letto almeno un libro, sono il 42% della popolazione, pari a circa 24 milioni.

I cosiddetti “lettori forti” invece, quelli cioè che leggono in media almeno un libro in un mese, sono il 13,7% dei lettori.

Ma il dato allarmante è questo: l’Istat ha rilevato che, nel 9,1% delle famiglie, in casa non esiste nemmeno un libro.

Io, personalmente, non so davvero in quale statistica rientro: in un mese, mediamente leggo almeno 5 libri al mese, e non sono romanzi rosa, dal momento che prediligo saggi e libri d’inchiesta. E proprio su quest’ultima tipologia, voglio soffermarmi.

Non so quanti di voi sono a conoscenza del fatto, che esiste appunto, il filone dei libri d’inchiesta.

Uno dei nomi più noti attualmente, è quello del collega Gianluigi Nuzzi, noto al grande pubblico - oltre che per essere il bravo conduttore della trasmissione televisiva "Quarto Grado" in onda su Rete4- anche alle cronache per il caso dei sui libri inchiesta sul Vaticano: da “Vaticano s.p.a.” pubblicato nel 2009 al recente “Via Crucis”, del 2015, che gli è costato anche una denuncia per «possibile concorso nel reato di divulgazione di notizie e documenti riservati previsto dalla Legge n.IX dello Stato Città del Vaticano».

Lo avete letto, “Via Crucis”? quando l’ho fatto, e mentre lo leggevo, mi sono chiesta spesso se, effettivamente, fosse davvero il caso di render noto quanto Papa Francesco stia tentando di fare per ripulire la Chiesa dal malaffare. Pubblicare certe informazioni, è come dire ai corrotti: “ecco cosa stiamo facendo per tentare di sconfiggervi” e potrebbe quindi, dare le dritte giuste per correre ai ripari.

A mio parere, in alcuni casi non bisogna parlare di “diritto di cronaca” ma di “opportunità di cronaca”. Ma si sa, il mondo dell’Informazione oggi, non è poi così lineare.

Esistono poi casi davvero singolari. In queste ore, è scoppiato il bubbone delle vicende legate all’entourage di Renzi, tra cui spicca anche la vicenda del padre, Tiziano.

Tra i protagonisti del nuovo dossieraggio, reso noto al grande pubblico, il braccio lungo di Renzi, Luca Lotti, che dalle pagine dei giornali, urla la sua assoluta estraneità a qualsiasi inciucio e scandalo.

Però…Se leggeste il libro del collega Davide Vecchi, “Il prezzo del potere”, edito da Chiarelettere, scoprireste, passo dopo passo, tutto ciò che è accaduto nel periodo precedente alla nomina a Premier di Matteo Renzi, le strategie messe in atto, gli abusi, i favori…Tutto. Spiattellato come un memoriale pronto da far leggere ai magistrati.

Dopo aver letto questo libro inchiesta, vi assicuro che vi risulterà molto difficile credere alle dichiarazioni attuali dei protagonisti della politica nazionale, chiamati in causa per rispondere di questo o quel reato.

In questo libro, si scopre nel dettaglio, anche la figura di Denis Verdini, del crack del Credito Cooperativo Fiorentino, di cui era presidente, e a causa del quale, pochi giorni fa è stato condannato a nove ani di carcere.

Ciò che voglio dire è questo: la verità, può esser letta. Direttamente sui libri d’inchiesta. Esistono colleghi davvero validi, in questo mestiere.

Però, o perché è un filone letterario misconosciuto al grande pubblico, che palesemente sembra più interessato a immergersi nella lettura di molte sfumature di castronerie, oppure davvero, c’è qualcosa che mi sfugge.

Se un giornalista d’inchiesta, documenti alla mano, può descrivere con precisione certi accadimenti, che poi vengono negati dai protagonisti, una volta esploso uno scandalo, come mai poi, questi libri non vengono presi in considerazione da chi di dovere?

Forse perché manca la conoscenza collettiva del libro – e quindi delle vicende dettagliate – in questione? Davvero basta non leggere certe inchieste, per far si che poi, si possa dichiarare impunemente la propria totale estraneità a certe vicende?

Vi lascio con un consiglio: leggete di più, e scegliete – anche – i libri d’inchiesta.

Magari, oltre a scoprire tante realtà, vi formerete un maggior spirito critico, e riuscirete a decodificare meglio le cose che avvengono ogni giorno, in special modo nei palazzi del potere.




Lasciare un commento