lunedì 27 marzo - Riccardo Noury - Amnesty International

Ruanda, attivista scomparsa da un anno. Il governo tace

lluminée Iragena: amici, colleghi e parenti l’hanno vista viva per l’ultima volta esattamente un anno fa, il 26 marzo 2016, mentre come ogni giorno si stava recando al lavoro: all’ospedale re Faisal di Kigali, la capitale del Ruanda.

Un anno fa, i suoi familiari hanno denunciato la sua scomparsa alla polizia ma da allora non hanno ricevuto alcuna risposta ufficiale. Stesso silenzio nei confronti delle organizzazioni per i diritti umani che hanno chiesto sue notizie.

Era un’infermiera, Illuminée, ma non solo. Nel 2008 si era candidata al parlamento per il Partito socialdemocratico, un gruppo di opposizione. Poi era entrata in un altro movimento, non riconosciuto dal governo, le Forze democratiche unite-Inkingi, di cui suo marito Martin Ntavuka è stato il rappresentante a Kigali. In passato entrambi erano stati arrestati per ragioni politiche.

Ma non c’è solo questo.

Un’altra esponente dell’Fdu-Inkingi, Léonille Gasengayire, è stata arrestata lo stesso giorno della sparizione di Illuminée. Rilasciata dopo tre giorni, è stata nuovamente fermata ad agosto e accusata di insurrezione. Pochi giorni fa, il 23 marzo, è stata prosciolta ed è tornata in libertà.

Sia Illuminée che Léonille andavano regolarmente in carcere a trovare la leader dell’Fdu-Inkingi, Victoire Ingabire, che sta scontando una condanna a 15 anni di carcere per terrorismo e minimizzazione del genocidio del 1994.

Per finire, quello di Illuminée non è l’unico caso di sparizione.

John Ndabarasa, giornalista radiofonico, è “riappaerso” il 6 marzo dopo che se ne erano perse le tracce il 7 agosto scorso.

A febbraio Violette Uwamahoro, moglie di un attivista di un partito fuorilegge, il Congresso nazionale ruandese, è scomparsa per due settimane.

Di Illuminée invece, non abbiamo notizie. Circolano voci che sia stata torturata e assassinata. Il governo tace.




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