domenica 23 luglio - Emilia Urso Anfuso

Roma: acqua a rischio razionamento. Cosa si nasconde dietro questa sciagura?

No, non è affatto una fake news, e nemmeno allarmismo: la Capitale rischia di restare coi rubinetti dell'acqua corrente a secco. E se così fosse, sarebbe davvero una situaziobe aberrante, visto che peraltro, la notizia viene data solo ora, come se chi è a capo della regione Lazio - il Governatore Zingaretti - o la Raggi, non ne sapessero nulla.

E quando arriva la ferale notizia? Durante il periodo delle vacanze, ovvio. Quando già in molti sono partiti, o hanno la testa alle vacanze.

In questo paese, o si va avanti per procurati allarmi - vedi il tema delle "epidemie" di morbillo o meningite - oppure non dicono nulla su temi delicatissimi, come quello della fornitura dell'acqua che verrà razionata.

Ma cosa sta accadendo realmente?

Ecco cosa ha dichiarato Zingaretti, Governatore del Lazio, ai microfoni di TGCom24: "purtroppo è una tragedia. Il livello del lago di Bracciano si è abbassato con il rischio di catastrofe ambientale fino a questo evento. Abbiamo tempo sette giorni per trovare tutte le possibilità al fine di limitare al massimo il disagio per i cittadini, ma è sbagliato chiudere gli occhi. Il problema c'è ed è grave. Sta finendo l'acqua a Roma".

E ha proseguito: "Acea preleva dal lago di Bracciano solo l'8% di tutto il fabbisogno e quindi immagino una quantità non importante dell'acqua - aggiunge- Per ridurre al massimo i disagi, Acea ha stabilito degli orari di eventuale blocco. Sui dati che ha fornito però dovete chiedere a loro. Basta andare con una fotocamera a Bracciano per capire che sta accadendo l'inimmaginabile - aggiunge - far uscire l'acqua dai rubinetti è un diritto ma dobbiamo fare i conti con un problema enorme che è la siccità. Mi piacerebbe invitare qui Donald Trump per fargli capire cosa significa non rispettare gli accordi sul clima".

Qualcuno dica a Zingaretti, che questa situazione è talmente grave e urgente, che perder tempo a discutere con Trump non è la soluzione al problema...

Di rimando, ecco cosa ha risposto il presidente di Acea Ato 2, Paolo Saccani, intervistato daSkyTg24: "Da qui "a sette giorni non ci sarà nessuna soluzione, se non quella di razionare l'acqua dei romani. Questo succederà dal 28 in poi per un milion e mezzo di cittadini. Riteniamo quest'atto della Regione abnorme e illegittimo ma soprattutto inutile per il lago di Bracciano, dal quale vengono prelevati 86 mila metri cubi al giorno, che sono pari un abbassamento di 1,5 millimetri, ma il profondo 164 metri. Azzerare la derivazione creerà pesantissimi disagi per gli abitanti", facendo poi notare che "azzerare la derivazione fa risparmiare 1,5 cm ma da qui a sette giorni non troveremo nessuna soluzione se non razionalizzare l'acqua a Roma e ai romani, al Vaticano, ai palazzi istituzionali, alle attività produttive. Non faremo certo un bene all'immagine di Roma e dell'Italia e tutto per un centimetro e mezzo. Noi l'acqua non la fatturiamo, le soluzioni le abbiamo esposte al presidente della Regione in una mia lettera del 4 luglio scorso".

Per quanto riguarda poi la Raggi, ci ha tenuto a sottolineare: "chiaramente la mia preoccupazione da sindaca di Roma è che sia fatto tutto il possibile per assicurare l'acqua ai cittadini, agli ospedali, ai vigili del fuoco, alle attività commerciali. Mi auguro che Regione e Acea trovino quanto prima una soluzione condivisa. Va fatto quanto necessario per aiutare e tutelare oltre un milione di romani".

La sua preoccupazione è che "Sia fatto tutto il possibile"... Ha nulla da dichiarare la Raggi, in merito alla decisione di qualche tempo fa, di chiudere l'erogazione di molte fontanelle di Roma, i tradizionali "Nasoni"? (vedere video incorporato in questo articolo)

Ci rendiamo conto vero, dell'enormità della situazione? A me viene solo un'immagine in mente: quella della Città di Messina, che dopo ciò che accadde lo scorso anno, con la cittadinanza rimasta coi rubinetti a secco per mesi, ancora oggi versa in condizioni che forse nemmeno nel Terzo Mondo: acqua razionata

Non solo: per ciò che riguarda la minaccia di razionare l'acqua nella Capitale, non può non venirmi in mente un tema di cui nessuno parla: l'acqua che fuoriesce dai rubinetti di Roma, è inquinata anche dalla presenza di Arsenico e altre schifezze. Da anni. E da anni, l'Italia chiede deroghe alla Commissione Europea, affinchè non si debba arrivare al blocco dell'erogazione dell'acqua "potabile". Leggete a questo link un articolo pubblicato lo scorso anno: Arsenico nell'acqua. La situazione nel Lazio.

Non è che in realtà, l'Europa non concede più deroghe alla somministrazione di acqua addizionata con Arsenico, e questa pantomima condotta in queste ore da Zingaretti, Raggi & Co. nasconde appunto altre questioni?

Oltretutto, si parla di razionamento a tappeto, che comprenderebbe anche gli ospedali, qualcosa di molto grave a tutti gli effetti.

Oppure, dietro questa sventura dell'acqua razionata, si nasconde il progetto paventato dal Ministero dell'Ambiente, di far pagare l'acqua corrente a tutti, garantendo - al massimo - poca acqua ai bisognosi? Il Ministro Galletti ne parlò lo scorso Aprile.

E se invece dietro a questi discorsi si nascondesse davvero una situazione climatica giunta ormai oltre la criticità accettabile, e ci stessero fornendo spiegazioni ma solo un poco alla volta?

Ribadisco: tra i procurati e inutili allarmismi su certi temi, e il nascondere informazioni sensibilissime per tutta la popolazione, io vedo solo la mala gestione e l'informazione pilotata. Solo che stavolta non si parla dell'ennesimo scandalo legato a qualche politico, ma della salute e del benessere di tutti.

Dubitare stavolta non porta a nulla, fino a che non ci diranno davvero cosa sta per accadere e perchè...

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6 réactions


  • GeriSteve (---.---.---.9) 23 luglio 13:28

    Roma è una città malfunzionante e piuttosto inospitale.

     Le tante, fresche, fontanelle rappresentano una rara e gradevolissima eccezione. Garantiscono a chiunque acqua fresca, senza dover diventare clienti dei bar e anche dove un bar aperto non c’è. Garantiscono acqua fresca corrente anche nelle case, nelle quali altrimenti arriverebbe acqua stagnante nell’acquedotto.

    La soluzione intelligente sarebbe quella di un rubinetto che lasci sempre fluire un pochino d’acqua e che consenta di aumentare il getto quando se ne ha bisogno, ma l’ACEA non sa cosa sia l’intelligenza.

    Sulle tante perdite degli acquedotti: ma non si era detto che si privatizzava la gestione proprio per risolvere quei problemi?

    Alla faccia della volontà popolare espressa attraverso referendum, abbiamo ancora le gestioni private e anche gli acquedotti fatiscenti.

    GeriSteve


  • Emilia Urso Anfuso Emilia Urso Anfuso (---.---.---.241) 23 luglio 14:56

    Caro Geri, come ho scritto in questo articolo, il problema a mio parere risiede nel fatto che - da anni - i rubinetti, anche della Capitale, dovevano esser chiusi, a causa degli altissimi livelli di Arsenico


    Invece, siamo andati avanti a botte di deroghe, che l’Europa però, non concede più

    Guarda caso (...) proprio ieri al Tg3, hanno accennato all’Arsenico, che secondo quanto affermavano, deriverebbe dal prosciugamento troppo rapido delle acque del Lago di Bracciano (...)

    Per ciò che riguarda la privatizzazione: lo scorso anno fu il Ministro Galletti a dire che era necessario procedere alla privatizzazione totale, concedendo - semmai - 50 litri al giorno gratuiti (una bacinella d’acqua) ai meno abbienti....

    Un saluto

    • GeriSteve (---.---.---.9) 23 luglio 23:06

      So che anni fa ci sono stati sforamenti per l’arsenico in qualche zona di Roma Nord, ma non ho notizia che ci siano stati sforamenti recenti.

      guardando su:

      https://www.acea.it/it/acqua/ato-2/...

      che riporta i dati di dicembre 2016, l’arsenico risultava essere ben sotto la norma di legge di 10 µ/l in tutte le zone di Roma. Ricordiamoci che in molti comuni laziali invece vige ancora la deroga che sposta i limite a ben 50µ/l !

      La notizia del Tg3 di ieri, su internet non la trovo, quindi non credo che riguardasse Roma, altrimenti avrebbe suscitato clamori.

      Saluto anch’io, con piacere

      Geri


    • GeriSteve (---.---.---.9) 24 luglio 19:28

      Oggi ne ho parlato con un amico che è l’ingegniere che ha progettato e costruito l’acquedotto dal lago di Bracciano a Roma (quello precedente era ancora quello dell’imperatore Claudio) e mi ha detto che su quel tratto extraurbano non ci sono perdite, mentre ce ne sono nella rete romana, in buona parte costruita in eternet e fatiscente.
      Mentre l’acqua persa in campagna torna nelle falde e quindi non è persa, quella persa in città va nelle fogne e da lì nel mare (si spera passando per i depuratori) e quindi è una vera perdita.

      Riguardo all’arsenico, mi dice che effettivamente ne arriva a Roma Nord, ma soltanto in zone non servite dall’ACEA. Per quello non se ne trova traccia sul suo sito.

      Sul previsto rifornimento idrico sospeso in alcuni orari, lui sostiene che questo di fatto aumenterebbe i consumi effettivi di acqua, perchè la gente farebbe scorte riempiendo la vasca da bagno e magari anche la vuoterebbe e ri-riempirebbe quando l’acqua arriva, per averla fresca.

      Anche nel caso che non si avesse lo svuotamento e il ri-riempimento, basterebbe il sistema delle scorte e il loro utilizzo quando l’acqua non viene erogata per non avere alcuna riduzione del consumo.

      Geri


  • GeriSteve (---.---.---.9) 24 luglio 19:46

    Oggi ne ho parlato con l’ingegniere che ha costruito l’acquedotto che porta a Roma l’acqua dal lago di Bracciano (quello precedente era ancora quello costruito dall’imperatore Claudio).

    Mi dice che in alcune zone di Roma Nord effettivamente arriva acqua con Arsenico ma che sono zone non servite dall’ACEA e che per questo non sono censite sul loro sito.

    Sulle perdite d’acqua dice che in quell’acquedotto extraurbano non ci sono perdite ma che ci sono nella rete romana, in gran parte con condutture in eternit e fatiscenti.
    Da notare che l’acqua persa in campagna torna nelle falde, quindi non è veramente persa, mentre quella persa in città va nelle fogne (speriamo passando per i depuratori) e quindi è definitivamente persa.

    Sulla prevista erogazione soltanto in alcuni orari lui sostiene che non ridurrebbe i consumi di acqua, anzi: li aumenterebbe. Questo perchè tutti farebbero scorte d’acqua da poter usare quando i rubinetti sono a secco (quindi i consumi non si ridurrebbero) ma alcuni riempirebbero vasca da bagno e altri serbatoi vuotandoli poi e ri-riempiendoli quando l’acqua circola, per averla sempre fresca, il che provocherebbe l’aumento di consumo effettivo.

    Geri


  • Emilia Urso Anfuso Emilia Urso Anfuso (---.---.---.241) 24 luglio 19:47

    Ero certa che la mancanza di Arsenico dipendesse da qualcosa del genere, ho letto documentazioni recenti che trattano l’argomento, e attualmente il problema persiste


    Grazie per le informazioni, interessantissime

    Un saluto

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