venerdì 7 agosto 2015 - Giuseppe Ottaviano

Rifiuti tossici in Calabria: in provincia di Cosenza la nuova Terra dei Fuochi

Nuovo rischio “Terra dei fuochi” anche in Calabria, è quanto emerge dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Mattia Pulicanò, 28 anni, pusher legato alla cosca Lanzino-Rua.

Secondo il pentito, rifiuti tossici e scorie radioattive si troverebbero interrati a Lattarico in provincia di Cosenza. Le dichiarazioni potrebbero portare elementi importanti sul business della ‘ndrangheta e della camorra in Calabria. Pulicanò, infatti, è stato fidanzato con la figlia dell’imprenditore Aloise che gli avrebbe rivelato i traffici illeciti.

Secondo quanto raccontato al sostituto procuratore di Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro Pierpaolo Bruni e al capitano Michele Borrelli, le scorie sarebbero state interrate in cambio di appalti dell’Enel e dell’Anas ottenuti da Marcello Aloise dall’avvocato napoletano Cipriano Chianese: “un nostro imprenditore – afferma parlando di Aloise – il quale, pur se non formalmente affiliato, era considerato a pieno un sodale ben conoscitore delle nostre dinamiche delinquenziali. Era la ‘faccia’ imprenditoriale della cosca e, conseguentemente, la “cassaforte” della stessa con una capacità finanziaria in eventuali momenti di crisi”.

Chianese, definito “l’inventore del sistema rifiuti”, candidato al Parlamento con Forza Italia nel 1994, è considerato dalla Dda di Napoli tra i principali responsabili dello smistamento illegale di rifiuti in Campania e vicino al clan dei Casalesi.

“L’Aloise – racconta il pentito al pm – mi confidò che aveva provveduto, circa 15-20 anni fa, ad interrare lì rifiuti tossici, non so di che tipo, che aveva ricevuto, quale contropartita agli appalti che gli aveva fatto prendere l’avvocato Chianese. Non mi indicava il sito, limitandosi a dire che stavano a Regina. In effetti, devo dire che ho verificato che nella zona in questione si sono registrati, negli anni, diversi casi di tumore. Un altro soggetto che, l’Aloise mi citava spesso, poiché operante nel settore dei rifiuti tossici, era un altro imprenditore veneto, tale Fabrizio Cappelletto, che aveva occultato rifiuti tossici nelle colate di cemento”.

Pulanò descrive l’ex suocero come “un uomo che vanta amicizie importanti nella Guardia di finanza e nella Politica e il figlio Natalino è massone, dal 2009”.

Nel verbale del 2014 il collaboratore di giustizia fa capire come la ‘ndrangheta abbia venduto la Calabria per farci “soldi a palate, poiché il settore è molto redditizio”. Il traffico di rifiuti risulta essere un business più diffuso di quanto fino ad oggi avremmo potuto immaginare: : “Ero appena uscito dal carcere e lui mi ha proposto il trattamento, da parte della mia cosca, di rifiuti tossici provenienti dal Nord Italia. A riguardo, mi precisava di aver già assunto contatti con un veneto che trattava le spedizioni per conto di un gruppo di Modena che spediva rifiuti tossici in Africa. L’oggetto dell’affare era quello di far arrivare rifiuti nella zona di Lattarico dove dovevano essere occultati”.

Pulicanò racconta che l'affare saltò perché non riguardava rifiuti tossici, ma “solo” ingombranti: “Scocche di autovetture, pneumatici, batterie auto e altro. Uno stock di 20-25 container al mese difficilmente occultabili a differenza di scarti industriali, fanghi e scorie radioattive, ovviamente più remunerativi e semplici da gestire”.

Per questo affare con il gruppo di Modena: “L’Aloise voleva acquistare terreni agricoli, nelle zone di Regina e Contessa, in agro Lattarico, in cui interrare i rifiuti tossici occultando il tutto con la realizzazione di capanni agricoli e impianti fotovoltaici. L’intento di farlo nel comune di Lattarico era dovuto al fatto che, così, si poteva meglio occultare l’affare losco in considerazione del fatto che l’Aloise è un imprenditore, originario di Lattarico, dove vive e dove espleta numerosi lavori per conto del Comune e, pertanto, il tutto avrebbe dato meno nell’occhio”.

Nel frattempo, da 15-20 anni, tonnellate di rifiuti continuano ad avvelenare la provincia di Cosenza.




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