martedì 16 maggio - Aldo Funicelli

Report, puntata del 15 maggio: Alitalia, allevamenti intensivi e la scommessa sulle perifierie

Prima delle inchieste su come rivalorizzare le periferie, Alitalia e defibrillatori, il servizio di Sabrina Giannini sull'alimentazione.
 
Perle ai porci: vedere come i maiali finiscano anche nelle caramelle fa un certo effetto, ma del maiale non si butta via niente. Peccato che del processo industriale dei maiali e degli allevamenti si sappia molto poco, nonostante il tanto decantato made in Italy.
Davanti agli allevamenti mostrati da Sabrina Giannini, di Amadori, ci sono divieti di ripresa: qui le telecamere hanno mostrato animali feriti, costretti in spazi ristretti, topi a spasso.
Le immagini sono state mostrate all'Asl di Forlì: l'esito dell'ispezione dei veterinari ha confermato come in quell'allevamento c'erano troppe cose non a norma.
Ma anche che Amadori ha sistemato ora le irregolarità: l'indagine della magistratura è in corso, la denuncia è nata da altri allevatori che avevano visto il vecchio servizio di Report.
I veterinari che avevano fatto un'ispezione qualche giorno prima della trasmissione avevano detto che tutto era a posto.
 
Questa volta è toccato ad un allevamento intensivo in Lombardia: anche qui molti farmaci, per curare malattie degli animali ma col rischio di creare batteri sempre più forti, col rischio di arrivare ad una pandemia che partirebbe proprio da questi allevamenti.
L'Italia ha in Europa il livello più alto di resistenza agli antibiotici: il rapporto su questo rischio, il ministro Lorenzin non lo ha ancora pubblicato sul sito.
Ma dall'altra parte il ministro Martina ha stanziato 8 ml agli allevatori, a pioggia, senza discriminare: soldi che favoriscono i grandi, perché poco utili ai piccoli, che per partire magari hanno bisogno di un mutuo. Sono soldi a favore degli allevatori intensivi e non per quelli che li vogliono far crescere all'aperto.
Dove i trattamenti antibiotici non si fanno: se gli animali sono trattati bene, non si ammalano e non hanno bisogno di medicine. Il tutto certificato dalle Asl.
 
Altra musica in quelli intensivi: antibiotici anche nei mangimi nei “suinetti”, trattamenti ogni giorno. Le malattie si preferisce prevenirle con trattamenti medici: questo è il modello di allevamento che hanno in testa i nostri politici?
 
È un modello che porta dei rischi: rischio inquinamento, rischio pandemia.
Pochi controlli anche nelle macellerie: un veterinario condannato per non aver controllato come avveniva la macellazione è rimasto al suo posto.
La visione bucolica delle mucche e dei vitelli al pascolo è falsa: animali pieni di medicinali, carne con dei nitriti. Il made in Italy e la dieta Mediterranea ha poco a che fare con la carne (rossa o meno): più si mangia carne rossa, più c'è il rischio che ci si ammali.
Nelle scuole, ai bambini, si dovrebbe evitare insegnare una sana alimentazione, evitando quei prodotti con sapori artificiali, come il prosciutto al sapore di biscotto...
 
Alitalia: come è andata a finire?
Il pareggio di bilancio è un miraggio anche con Etihad. Sbagliato il piano industriale, dice Delrio: Gubitosi, nuovo AD rassicura che farà tutto quello che si può fare, anche azioni di responsabilità.
Che faranno ora i 20 mila dipendenti?
Riusciranno a raddrizzare il timone i nuovi commissari?
 
La grande scommessa di Michele Buono.
 
Il giornalista di Report è andato in giro per il mondo per vedere come riqualificare le periferie: rendere gli edifici efficienti, senza bisogno di troppa manutenzione.
In Olanda Energiesprong crea edifici intelligenti e si fa ripagare dal risparmio sulla bolletta: costruiscono tutto in fabbrica, dal tetto agli infissi.
Si creano case a contatore zero: il governo olandese ha rimesso in moto l'edilizia, facendo risparmiare i cittadini e riqualificando le case.
 
La sfida è creare opportunità incanalando risorse nelle periferie: ci sono esempi nel mondo, come quello olandese. Il commissario europeo ha visto tutti gli esempi, raccolti in un rapporto e, cosa incredibile, gli ha dato retta.
 
Il servizio, dopo l'Olanda, ha toccato la zona “nera” di Baltimora: quartieri poveri che non attirano imprese o centri commerciali.
All'Arch Social Club hanno tenuto duro: “Strange fruit” era una canzona che Billie Holiday cantava nel locale, ora tenuto in piedi da due persone ostinate.
E il governo di Baltimora intende puntare proprio nelle periferie, nei locali e negli edifici da ristrutturare, col lavoro di ingegneri e architetti finanziati anche da donazioni.
Gli abitanti della zona si riuniscono per fare proposte e verificare lo stato avanzamento dei progetti: si mettono a posto case, si riqualificano edifici, strade vengono rifatte, si costruiscono scuole, campi per giocare.
E dopo la riqualificazione, i trasporti pubblici: i quartieri si avvicineranno, le persone potranno spostarsi e si renderanno più semplici i contatti tra persone e imprese.
 
Milano: la scommessa di Renato Galliano (politiche abitative del comune) è realizzare una città policentrica, non solo il centro ma tanti centri collegati.
Anche Quarto Oggiaro: insegnanti ed esperti affiancano i ragazzi per aiutare a realizzare le loro idee, far nascere imprese che portano innovazione e creano reddito.
Startup sociali, si chiamano: come quella che aiuta le persone in difficoltà nel muoversi in città, con l'aiuto di volontari in macchina.
Nello spazio abbandonato di Quarto Oggiaro verrà realizzato un orto: il comune ha invitato gli abitanti ad andare avanti, i soldi sono arrivati col contributo del comune e col crowdfounding.
Al Giambellino il comune ha fatto un patto coi commercianti: si è creato un mercato comunale che è una piazza di quartiere che è anche un luogo di aggregazione, anche un luogo di cultura.
Nel gioco è entrata anche Cariplo per riqualificare le case...
 
Al Parco sud c'è una cascina che diventerà un polo agricolo all'avanguardia: niente pesticidi, dove allevare piante e pesci con acqua filtrata.
Sono arrivati 6ml di euro dall'Europa, altre risorse sono arrivate dal piano periferie del comune.
 
Nei quartieri Corvetto e Porto di Mare si devono riqualificare le vecchie aziende di manifattura: sono diventate una scuola danza, imprese che realizzano scenografie per il ballo, spazi di coworking.
Gli investimenti comunali hanno un ritorno sul territorio: ora l'amministrazione milanese intende portare in città le aziende di manifattura, trasformata in modo ecologico, in città.
Manifattura digitale, stampanti 3d, zero inquinanti: abbattere il degrado, abbattere le differenze sociali …
 
La scommessa di Report per rilanciare le periferie: si parte da Roma, bella al centro e brutta nelle periferie. Come si possono abbattere le differenze tra il centro e Roma est?
Report ha simulato un piano per generare ricchezza: colleghiamo scuole, con centri di ricerca, come quello di Genova (finanziato dallo Stato), per aprire un laboratorio e lavorare assieme con studenti e insegnanti.
Per studiare come creare plastiche vegetali dagli scarti: lo hanno fatto nella fabbrica di Novara, alla Novamont dove producono oggetti di bioplastica, da scarti.
Riconvertono siti industriali inattivi, come quelli presenti nella periferia romana: aziende che possono convivere con le case, come succede a Novara.
Si mette assieme scuola, ricerca, impresa: si crea una catena di valore attorno alla scuola, ci si concentra sui vegetali, da cui creare oggetti di bioplastica.
Oggetti come bottigliette, oggetti per uso quotidiano, biodegradabili per definizione: serve un incubatore per far nasce l'impresa, come Impact Hub.
L'incubatore consente che le idee, come quelle nate da Tor Sapienza, riescano a vedere la luce, i soldi arrivano da una fondazione, che mette anche la managerialità.
A Milano un'altra fondazione che mette in rete le idee è quella di Cariplo: prendono idee dall'Italia e dall'Europa, per farle crescere.
 
Scuola, ricerca, impresa: servono spazi per questa attività, ma a Roma spazi abbandonati non mancano.
Spazi dove collocare scuole di formazione, laboratori e impresa.
Serve una mappatura degli immobili però, per non rischiare di perdere degli immobili, lasciati abbandonati.
 
Per questo in Canada la mappatura l'hanno fatta partendo dal basso: l'istituto di statistica, con sistemi pubblici, hanno creato una applicazione per inserire tutte le informazioni sugli edifici, a partire dalla mappa satellitare.
Dall'applicazione si inseriscono informazioni sugli immobili, sulla destinazione: i dati una volta aggregati sono a disposizione di tutti, per capire come si sono trasformate le città.
Sono dati che servono anche alla politica per prendere le sue decisioni.
 
Anche a Roma, potrebbero essere i cittadini ad inserire tutte le informazioni sulle caserme abbandonate, su ex imprese lasciate vuote: senza i dati aggiornati i piani territoriali delle amministrazioni sono destinati a fallire.
Perché le università non potrebbero realizzare questo database di immobili anche in Italia?
Perché non mappare i dati come le informazioni sul consumo energetico?
 
Noi spendiamo milioni in riscaldamento e in manutenzione: ci sono milioni di abitazioni da riqualificare.
In Germania hanno realizzato un modello virtuale di queste abitazioni, per aumentare la produttività nei cantieri, per controllare a distanza lo stato di avanzamento.
In Olanda Energies prong ristruttura case puntando sull'efficienza energetica: in due settimane o meno trasformano vecchie case in case a contatore zero, per il riscaldamento.
Tutto grazie alla progettazione in industria dei pezzi, poi montati sulle case, sia dentro che fuori.
 
Si può fare anche in Italia: sarebbe una opportunità importante, perché il valore immobiliare in Italia è 4 volte il PIL, si rimetterebbe in moto l'edilizia.
Serve creare formazione nelle società edili, per questo nuovo modello di costruzione: la disponibilità da parte delle aziende di costruzione c'è, serve anche la domanda.
 
Servono imprese che si spostano in queste aree e che portano dietro di sé bar e ristoranti: aziende come il centro medico Sant'Agostino, che fa sanità sociale, colmando i vuoti del pubblico.
 
E poi il giornalismo, una scuola di giornalismo alla radio, con l'aiuto di Radio 3, per creare una web radio a Tor Sapienza.
 
I soldi per la suola di Tor Sapienza da dove prenderli? Dai soldi del piano periferie, soldi di finanziatori privati e di imprese. Investimenti produttivi che ripagherebbero i finanziatori, di questo è fiducioso Marcello Minenna.
 
In Europa sono rimasti interessati a questa simulazione: il portavoce della commissione europea ha lasciato la palla agli amministratori italiani, che potrebbero prendere questo progetto di Report per realizzarlo, tanto non ha il copyright.



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