martedì 11 luglio - Aldo Giannuli

Renzi se la sta vedendo brutta a quanto pare…

Con la direzione Pd i giochi congressuali si sono riaperti, con Orlando che rifiuta la tregua ed attacca apertamente e con Franceschini che passa decisamente all’opposizione. 

Al contrario (stando a quel che dice la stampa), sembra che Emiliano propenda per un accordo con il segretario, in cambio di essere lui a fare le liste per la Puglia. Tuttavia, non crediamo che sia questo il maggiore ostacolo sulla via di Renzi: i suoi oppositori forse non hanno i numeri anche con il passaggio di Franceschini e poi, potrebbe esserci il contro passaggio di Emiliano. Soprattutto non hanno la determinazione, il coraggio, la tempestività necessari a portare sino in fondo l’operazione. Ma, anche se magari non combineranno nulla, possono efficacemente destabilizzare il partito, incoraggiare ulteriori uscite (e già ne stanno piovendo dappertutto) e pregiudicare la campagna elettorale.

Ma il problema più serio del fiorentino è un altro: c’è un’aria di licenziamento intorno a lui. Le sue recenti posizioni sull’Europa non piacciono affatto ai poteri forti che ormai non sanno come liberarsene. Ha iniziato Napolitano, dopo il referendum, con la durissima intervista sul messaggero, ma ormai anche i toni di vecchi amici come Scalfari o Bazoli non sono più quelli di una volta. Per la verità, Renzi ai poteri forti non è mai troppo piaciuto con quei suoi modi da giovane cafone di paese, ma lo sopportavano perché tornava utile. Con le elezioni europee convinse tutti che era in grado di portarsi appresso il consenso della gente, ed anche quando i consensi iniziarono a scemare era sempre la loro punta di lancia. Poi con il referendum la benda è caduta e Renzi appare come quello che li ha portati al disastro. Ormai sul portone dei poteri forti spicca un cartello: “Cercasi Macron Italiano”, ma il Macron italiano, per ora, non c’è e lorsignori non sanno come liberarsi del fiorentino.

Il guaio, per loro, è che anche il Macron italiano, se pure ci fosse, arriva tardi, troppo tardi. La crisi ha dichiarato il fallimento delle èlites nei diversi paesi occidentali, Renzi era già lui l’estremo tentativo di salvare il sistema condendo la minestra con un po’ di populismo a buon mercato. Fallito lui è molto difficile che qualcuno possa riuscire nell’impresa, anche perché i margini di manovra sono assai esili se non inesistenti. Ma questo è un discorso che le èlites non vogliono sentire. Buon per loro che anche l’opposizione non ha niente di meglio da offrire: tanto il M5s quanto la confederazione delle minutaglie di sinistra non hanno né la linea né il personale politico che ci vorrebbe e sono immaturi. Della Lega o FdI non dico neppure. Il risultato è che il paese è avviato allo sfascio e non sembra avere vie di uscita.

Stiamo pagando il prezzo di venti anni di antipolitica della seconda repubblica che ci lascia un paese senza classe dirigente politica di ricambio.

Aldo Giannuli



2 réactions


  • pv21 (---.---.---.212) 12 luglio 18:29

    Due concetti >

    Allo stato attuale, un incremento di solo mezzo punto (0,5%) sia dei tassi di interesse sui nostri Titoli di Stato, sia del rapporto Deficit/Pil, significa “sottrarre” ben oltre 12 miliardi all’anno alle disponibilità pubbliche destinabili a investimenti.

    Sarebbe altresì un ulteriore fattore di squilibrio dei nostri conti da porre a carico dei successivi esercizi di bilancio. Altra ZAVORRA “riassorbibile” se e quando l’economia tornerà a crescere ad un ritmo sopra il 2%.


    Ecco il punto.

    Scommettere sul domani in termini positivi non è intenzione-azione di per sé deprecabile. Pensare di rientrare dai debiti già contratti facendo nuovi debiti è una tecnica fallimentare (default).

    Di più.

    In uno scenario mondiale così “turbolento” è facile prevedere che senza il benestare di UE ed il collaudato “ombrello” di Bce il paese diverrebbe ancor più appetibile bersaglio della speculazione finanziaria (v. 2011).


    Per quanto soggetta a imprevisti questa non è una partita a dadi.

    La storia insegna che la Febbre del Tribuno non conosce remore, limiti …


  • GeriSteve (---.---.---.128) 12 luglio 20:16

    Io non credo affatto che Renzi pensi di rientrare dai debiti italiani facendo altri debiti.

    Credo che Renzi e altri pensino soltanto di ottenere, in cambio di acquiescenza su altre faccende (immigrazione innanzitutto), il permesso di continuare a sforare e a falsare i bilanci e, con quei soldi "finti" di poter fare regali preelettorali con cui vincere le elezioni.

    Non c’è affatto da rallegrarsi pensando che stavolta "non gliela passeranno". Ci sono diversi motivi per cui anche stavolta il colpo potrebbe riuscire.
     
    Molti possono essere interessati al lucro ottenibile scommettendo mediante i derivati sul fallimento dell’Italia .
    Pochi, che però contano moltissimo, sono interessati a lucrare sulla svendita dei beni italiani imposta dalla troika.
    Tutti i governanti europei poi sarebbero ben contenti di liberarsi così del "problema Italia".

    GeriSteve


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