lunedì 27 febbraio - Phastidio

Renzi in California | Matt Renzie, our son of a pitch

Una strana frenesia pare essersi impossessata di partiti e contrassegni politici italiani: c’è profumo di 8 settembre, oggi, nell’aria. Ma soprattutto c’è l’irresistibile richiamo della foresta di un grande classico del nostro grande paese: la spesa pubblica.

Ieri, ad esempio, trovate sul Corriere un pezzo di Federico Fubini sull’elaborazione teorica di Renzi di ritorno dal brainstorming californiano. Che ovviamente non vi sarete persi, visto che ha monopolizzato gli ultimi giorni di giornali e talk televisivi, con pensose analisi simil-Gaber del tipo “ma la Silicon Valley è di destra o di sinistra?”, ed altri spunti di furioso dibattito. Tornando al pezzo di Fubini, che s’inscrive nella miglior tradizione del giornalismo anglosassone, in esso si dà conto dell’avanzata gestazione della piattaforma politica renzista per i mesi e la legislatura a venire.

Renzi ha lavorato al programma in silenzio e lontano dai clamori mediatici come lui solo sa fare, quando spinge il carrello del supermercato o compie un “privatissimo” viaggio di formazione e presa di coscienza, con inviati delle maggiori testate che lo seguono persino in California, mimetizzandosi da palmizio. La conferma di Fubini:

«[…] la cura dei dettagli, l’importanza attribuita a una riservatezza ai limiti del segreto perché l’annuncio, quando arriverà, risalti di più. Ancora prima di partire per la California, Matteo Renzi lo chiamava già il suo pitch. Nel baseball quella parola designa il lancio della palla, in pubblicità quello di un nuovo prodotto, in politica dev’essere la proposta di un programma inedito che vuole conquistare i cuori e le menti»

Meravigliosa prosa. E, visto che siamo tutti un po’ più americani, da oggi Renzi sarà “our son of a pitch”. Ma Fubini, novello Eco nel Nome della Rosa, nella polisemia anglosassone vuole anche suggerirci chi è dietro al programma di Renzi: Tommaso Nannicini, professore della Bocconi già on leave (come direbbero a Scandicci), grande tifoso della squadra di baseball dei Red Sox (afferrato il pitch?) e “già molto riconosciuto in Europa e negli Stati Uniti a soli 43 anni”. Obiettivo il “Programma 2.0” che sarà disvelato al Lingotto dal 10 al 12 marzo. Tutto segretissimo, ma Fubini ci offre un ricco sneak peek, visto che siamo tutti californiani, ormai:

«L’intenzione è arrivare a un programma “dagli asili nido alla difesa”. In questa fase i contorni però devono restare riservati per almeno due ragioni: non è chiaro ciò che l’ex premier pescherà nel pacchetto di proposte; ma soprattutto, ogni idea deve arrivare fresca all’appuntamento Lingotto, in modo da amplificare l’impatto del pitch»

Ecco, gli asili nido! Potevano mancare gli asili nido? Renzi, in altra era geologica, puntava a crearne mille in mille giorni mentre Graziano Delrio stimava che, dall’abolizione dei costi della politica nelle province, avremmo potuto realizzare 11.300 posti per i piccini. Al momento non ci siamo ancora riusciti ma mai disperare. Da dove iniziare, quindi? Elementare, dear Watson: ridurre il cuneo fiscale, Irpef e contributi. A-ha! Ma, fermi! Mancano i soldini, visto che quelli che potevano servire alla bisogna sono stati immolati sull’altare degli 80 euro e della morte della Tasi, oltre che in varie altre mance, altrimenti dette handouts, per i nostri California dreamers. Ma non fermiamoci a queste miserie, suvvia! I soldi si troveranno, somehow. Ma Fubini non rinuncia ad ammonire Renzi:

«L’ex premier capisce che non può permettersi di incarnare il volto centrista dell’irresponsabilità di bilancio, mentre i Cinque Stelle preparano una campagna tutta imperniata sulla promessa del reddito di cittadinanza dai costi imprevedibili. Dopo la lunga stagione dei “bonus”, anche Renzi deve accettare ormai che nessun pasto è gratis quando il debito supera il 130% del reddito nazionale»

Ecco perché, anziché di tagli alla spesa pubblica, si parlerà di recupero dell’evasione, magari estendendo lo split payment ed il reverse charge. Il fatto che le piccole e medie imprese siano state lasciate con severe tensioni di liquidità da questa prassi, malgrado l’accelerazione dei rimborsi Iva, è un dettaglio minore, la Storia va avanti. E ci porta in Europa.

«Renzi al Lingotto dirà che vuole un’Italia nell’area euro, però sulla base di equilibri diversi: serve un piano di investimenti pubblici come quello proposto dal presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker ma, dice un collaboratore di Nannicini, “moltiplicato dieci”. Renzi dirà al Lingotto, in sostanza, che vuole un’Europa con al centro una Germania diversa»

Ora, visto che il Piano Juncker aveva già un moltiplicatore di oltre dieci, innestarne un altro di pari magnitudine rischia di portarci dritti su Marte col nuovo amico di Renzi, Elon Musk. Ma è piuttosto singolare che Renzi chieda alla Germania, in sostanza, di assisterci, modello “Cassa del Mezzogiorno”, il leggendario meccanismo di trasferimenti fiscali intranazionali che infiniti lutti addusse ai contribuenti italiani, e che aveva messo al bando la produttività, la nemica pubblica numero uno dell’Italia. “Chi è produttivo avvelena anche te, digli di smettere e farsi un giro all’ospedale Loreto Mare”, è il nuovo claim della Pubblicità Progresso che tradurremo in tedesco a che passerà in prime time sulla ZDF, per convincere i tedeschi ad assisterci con copiosi investimenti a leva. Anche questo sarebbe parte del segreto di Renzi ma noi siamo in grado di rivelarvelo.

“Assisteteci o facciamo casino”, dicevano i lazzaroni del re, ai tempi dei Borbone. Solo che i tedeschi hanno assai poco il physique du rôle borbonico, diciamo, e pardon my French. E gli italiani non hanno più alcun leverage in Europa, se non la minaccia di farsi esplodere da soli in una camera di cemento armato. E mentre sbocciano nuovi fiori a sinistra, nel nome della patrimoniale socialmente utile e di una Repubblica Democratica Popolare che tassi qualunque cosa si muova, attenzione al pitch: che, dizionario alla mano, rischia di diventare l’alta frequenza dei nostri strepiti di dolore o anche il catrame in cui finiremo avvolti, con tutti questi geniali piani di rilancio economico elaborati senza posa né sosta nel cuore della notte italiana. Anzi, overnight.




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