venerdì 17 febbraio - Angelo Libranti

Quando la patata è bollente

La patata è un tubero gustoso la cui caratteristica è che può cucinarsi in diversi modi, inoltre si presta a significati vari e doppi sensi. Patata è chi è duro di comprendonio, patata chi non è particolarmente bella, patata o, meglio, patatina è l'organo sessuale femminile e via dicendo.

Da una decina di giorni, la patata bollente”, come titolo di un articolo su un quotidiano, ha destato discussioni e proteste sessiste, senza rendersi conto che patata bollente significa anche affare poco chiaro o avvenimento imbarazzante del quale non se ne viene a capo.

L'articolo del quotidiano riguarda le vicende del Comune di Roma che, a molti mesi dalle elezioni, stentano a trovare una Giunta stabile.

Sono già stati cambiati quattro o cinque assessori e ancora siamo in alto mare per la nomina di tutti coloro che governeranno Roma per le rispettive competenze.

La curiosità consiste in una rosa di nomi tutti legati, in un modo o nell'altro, al Sindaco eletto e vengono man mano scartati perchè non hanno i requisiti giusti per comandare un Assessorato.

Chi non aveva i titoli, chi aveva qualche problema con la Giustizia, chi da un giorno all'altro è passato da semplice impiegato a dirigente e via dicendo.

Quindi è proprio il caso di dire una situazione da patata bollente, che il Sindaco non ha saputo gestire. E' pur vero che alcuni di loro erano legati da stretta amicizia con il Sindaco stesso che, in qualche modo, voleva piazzarli nella Giunta, ma ci sono state nomine azzardate tanto da suscitare le proteste dei media.

A questo punto tocca analizzare la qualità dei candidati, a tutte le elezioni, degli aderenti al Movimento 5 Stelle, scelti con superficialità dimostratisi poi impreparati.

E' la caratteristica dei nuovi partiti e partitini che, sull'onda del malcontento degli elettori, hanno raccattato gente nuova, eterogenea, magari laureata, ma completamente a digiuno di cultura politica.

Una volta le candidature nascevano nelle sezioni di partito, dove si facevano dibattiti e conferenze e i più intrapendenti si facevano notare. I più preparati si mettevano in lista per le Circoscrizioni o per il Comune e così iniziavano la carriera politica. Ora ci si improvvisa, le liste vengono preparate col passa parola fra parenti e amici, e se ci sono posti disponibili, mi par di capire, cercano fra gente sconosciuta scelta a caso.

E' il caso di Antonio Razzi, oscuro tessile in Svizzera che fu candidato da Di Pietro all'ultimo momento perchè doveva chiudere la lista per gli italiani all'estero, passato da un giorno all'altro da operaio a Senatore.

Tornando a fatti a noi più vicini, l'attuale momento politico in Italia è alquanto delicato: il dissesto economico, l'immigrazione incalzante e la disonestà degli amministratori, fanno pensare a una situazione da patata bollente, gli italiani non ce la fanno più e stanno abbandonando i partiti tradizionali. Grillo e il defunto Casaleggio hanno fiutato il momento favorevole e lanciato un Movimento che ha avuto fortuna conquistando Comuni e posti di posizione.

Il loro successo però non è dovuto a un programma di partito scaturito da lunga conoscenza del “sistema Italia” ma da velleità un tanto al chilo, sfruttando il malcontento generale.

Non basta urlare nelle piazze: onestà, onestà, occorre scegliere gente seria e competente, magari pescando fra alti funzionari dello Stato e rispettare la disciplina di partito.

La strada è lunga e se non troveranno una soluzione per il Comune di Roma, che resta il faro della politica nazionale, i suoi elettori saranno sfiduciati e noi italiani perderemo l'ultima occasione, forse, per raddrizzare la barca.

 

Angelo Libranti




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