venerdì 3 febbraio - Phastidio

Pubblica Ammistrazione | Coraggio, fatti avvisare

Egregio Titolare,

nella puntata di Ottemezzo del 31 gennaio finalmente abbiamo scoperto, grazie al presidente dell’Anac Raffaele Cantone, come riuscire a far funzionare bene l’amministrazione pubblica. Non ci aveva pensato nessuno, la ricetta presentata dal numero uno dell’Anac è inconfutabilmente semplice: non bisogna avere paura dell’avviso di garanzia e, dunque, non si devono bloccare le pratiche come gli appalti.

di Luigi Oliveri

 Come non averci pensato prima! Ma, esimio Titolare, cosa vuole che sia un avviso di garanzia…In fondo, si tratta solo di spendere qualche migliaio di euro di avvocati, essere interrogati, magari subire il rinvio a giudizio ed anche subire eventualmente la condanna. E che esagerazione: è solo il primo grado. Un po’ di coraggio, via!

D’altra parte, cosa ha da rimetterci il politico? Per alcuni, qualche avviso di garanzia può anche essere un viatico per la carriera. Per altri, invece, la stroncatura o un calvario senza fine, ma che importa.

E per i funzionari pubblici? Ma, nulla, caro Titolare, nulla. In fondo, l’articolo 35-bis, del testo unico del pubblico impiego (d.lgs 165/2001) si limita solo a prevedere che coloro che sono stati condannati, anche con sentenza non passata in giudicato, per i reati contro la pubblica amministrazione:

a) non possono fare parte, anche con compiti di segreteria, di commissioni per l’accesso o la selezione a pubblici impieghi;

b) non possono essere assegnati, anche con funzioni direttive, agli uffici preposti alla gestione delle risorse finanziarie, all’acquisizione di beni, servizi e forniture, nonché alla concessione o all’erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari o attribuzioni di vantaggi economici a soggetti pubblici e privati;

c) non possono fare parte delle commissioni per la scelta del contraente per l’affidamento di lavori, forniture e servizi, per la concessione o l’erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari, nonché per l’attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere. Insomma, praticamente non possono più lavorare e perdere anche grande parte della retribuzione. Oltre, ovviamente, a rischiare anche il licenziamento.

Bazzecole. Ci vuole coraggio. D’altra parte, come ha ricordato il presidente dell’Anac, specificamente per gli appalti c’è un codice che funziona benissimo, no? Basta applicarlo, che diamine.

Cosa, Titolare? Le pare che questo ammonimento sulla necessità di non aver paura dell’avviso di garanzia l’abbia già sentito da qualcun altro, sempre con l’accento campano? In effetti, non si sbaglia. È stato il presidente della Regione Campania a pronunciare queste parole il 13 dicembre 2016, in occasione dell’inaugurazione di tre servizi operativi nell’Ospedale del Mare a Napoli: “dobbiamo abituarci ad avere dirigenti che non hanno paura della firma, che non hanno paura di firmare una transazione, che mettono anche nel conto di avere qualche avviso di garanzia, ma quando si ha la coscienza tranquilla andiamo avanti, perché se no qua moriamo di avvisi di garanzia e la gente non ha neanche i servizi”.

E poi, se un funzionario o un amministratore pubblico ha timori, dubbi, incertezze, ma che problema c’è, Caro Titolare? Basta che si rivolga all’Anac! Cantone, del resto, lo ha detto chiaro e tondo alla Gruber: l’Anac agisce in modo da stare vicina agli enti locali, per collaborare fattivamente con loro, aiutandoli nella ricerca della legittimità. Insomma, basta rivolgersi all’Anac e passa la paura.

Come dice, Titolare? Non ne è così convinto? Ah già, vero. Piccolo particolare. Al Comune di Roma qualcuno ha avuto “coraggio”, come consiglia il presidente Cantone. Quel qualcuno è il sindaco, che dovendo assegnare gli incarichi dirigenziali ai dipendenti di ruolo, si è trovato con un dirigente che era anche fratello del capo del personale. C’era un dubbio sulla legittimità della procedura, ma quel sindaco “ha avuto coraggio” ed ha incaricato quel dirigente. Ma, sapendo bene di poter contare sulla circostanza che l’Anac è molto vicina alle amministrazioni e le aiuta con semplicità e spirito di collaborazione ad affrontare e risolvere i problemi, quel sindaco ha mandato all’Anac un parere, per avere maggiori lumi sulla correttezza del proprio operato. E l’Anac, con spirito assolutamente collaborativo e l’indubitabile intento di essere vicina a quel sindaco oltre ad esprimere il parere, ha anche mandato tutto l’incartamento alla Procura della Repubblica e, zac, il sindaco ora è stato raggiunto da un avviso di garanzia.

Ma, si può consolare, quel sindaco: ha avuto coraggio, in fondo che nocumento sta subendo da quell’avviso di garanzia?




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